Dal mondo
Ecofin: le misure fiscali approvate
nell’ultimo incontro del Consiglio Ue
Rimossa la Namibia dalla black list dei Paesi non cooperativi e approvata la direttiva sull’Iva per gli e-book
ecofin
Spazio a misure in ambito fiscale nell’Ecofin del 6 novembre. Il Consiglio Economia e Finanza dell’Unione europea di ieri ha, infatti, rimosso la Namibia dalla lista dell'Ue delle giurisdizioni fiscali non cooperative ed ha approvato la direttiva che consente agli Stati membri di applicare alle pubblicazioni elettroniche aliquote Iva ridotte o pari a zero. Inoltre, il Consiglio ha adottato la direttiva che prolunga fino al 2022 la possibilità per gli Stati membri dell’Ue di applicare il reverse charge, il meccanismo dell’inversione contabile, per combattere le frodi Iva nella fornitura di beni e servizi previsti dall’articolo 199a della direttiva Iva. Stessa proroga è stata concessa per l’utilizzo del quick reaction mechanism, il meccanismo previsto dall’articolo 199ter della Direttiva Iva per combattere le frodi improvvise e massicce che potrebbero condurre a perdite finanziarie. Inoltre, il Consiglio ha concesso alla Slovenia di continuare a non applicare l’Iva ai soggetti con un giro d’affari fino a 50mila euro. Tra gli argomenti al centro dell’incontro la web tax e gli aspetti finanziari legati ai cambiamenti climatici in vista del COP24.

La black list europea si accorcia
Con l’uscita della Namibia, scende a cinque il numero delle giurisdizioni che permangono nella lista “nera” istituita dall’Ue, nel dicembre del 2017, per prevenire l’evasione e l'elusione fiscale da parte delle imprese e promuovere la buona governance fiscale a livello mondiale. La lista in meno di un anno si è considerevolmente ridotta, considerato che a dicembre dello scorso anno le giurisdizioni inserite nella lista erano 17. Oggi la lista nera è popolata soltanto da cinque giurisdizioni: Samoa americane, Guam, Samoa, Trinidad e Tobago e Isole Vergini americane. La Namibia, grazie agli impegni assunti ad alto livello politico, spiega Bruxelles, è stata spostata dalla black list alla gray list, la lista grigia delle giurisdizioni che cooperano con l'Unione europea alla riforma delle rispettive politiche fiscali. Il Gruppo "Codice di condotta" in seno al Consiglio monitorerà l'attuazione degli impegni assunti dal paese africano.

Via libera all’Iva light per gli e-book
Da ieri, 6 novembre 2018, le pubblicazioni fisiche e quelle elettroniche sono equiparate sotto il profilo dell’Iva. Il Consiglio ha adottato la direttiva che consente agli Stati membri di applicare aliquote Iva ridotte, super ridotte o pari a zero anche agli e-book e alle altre pubblicazioni elettroniche, mandando in pensione l’obbligo dell’Iva al 15%. Una decisione che era già stata presa a livello politico durante l’Ecofin del 2 ottobre scorso e che ora consente di applicare un’aliquota ridotta fino al 5%, come per le pubblicazioni cartacee. Le aliquote super ridotte, ossia sotto il 5%, e pari a zero potranno essere, invece, applicate soltanto dai Paesi che già le applicano alle pubblicazioni "fisiche".

Il dibattito sulla digital services tax
Al centro del dibattito tra i ministri dell’Economia dei 28 Paesi Ue c’è stata la proposta di istituire una tassa sui servizi digitali, presentata a marzo 2018 dalla Commissione europea per una più corretta tassazione della digital economy. Come chiarisce lo stesso Consiglio dell’Unione europea nel documento conclusivo dei lavori, il confronto si è sviluppato su due temi in particolare: i servizi digitali da assoggettare a tassazione  e la “sunset clause”, vale a dire la clausola che prevede la natura temporanea della direttiva in materia, in attesa che venga trovata una soluzione globale in ambito Ocse in tema di tassazione dell’economia digitale. Il documento sottolinea che a fronte di posizioni comuni su molti aspetti, esistono ancora divergenze nelle posizioni degli Stati che hanno portato la presidenza austriaca a proseguire la discussione durante il prossimo meeting del Consiglio che si terrà il prossimo 4 dicembre.
 
La politica ambientale passa per il carbon pricing
Il Consiglio si è espresso anche sugli aspetti finanziari legati ai cambiamenti climatici in vista della prossima conferenza COP24 sul clima che si terrà a Katowice in Polonia, dal 3 al 14 dicembre. In particolare, sul fronte fiscale l’Ecofin ha sottolineato l’importanza del carbon pricing, ossia dei meccanismi di determinazione del prezzo delle emissioni nocive, quale componente chiave per spostare i flussi finanziari verso investimenti più ecosostenibili, per sostenere la transizione verso un sistema produttivo a basse emissioni di gas serra e promuovere soluzioni innovative per ridurre le emissioni. In questo contesto, il consiglio ha dichiarato, tra le altre cose, di accogliere con favore e sostenere le iniziative di tariffazione del carbonio, comprese quelle che consentono di sviluppare competenze nei Paesi in via di sviluppo. Inoltre, si è dichiarato a favore degli interventi volti a promuovere la graduale eliminazione di sovvenzioni dannose sotto il profilo ambientale ed economico e una rapida riduzione dei finanziamenti per progetti ad alta intensità di emissioni.
 
Valeria Ibello
pubblicato Mercoledì 7 Novembre 2018

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