Dal mondo
Entrate tributarie Ue di luglio:
Irlanda e Germania in pole position
Variazioni positive in tutti i Paesi in esame, con l'eccezione della Francia che segna un -1,7% sull’andamento globale
entrate tributarie
Situazione variabile sul fronte delle entrate tributarie internazionali rilevata dal report pubblicato oggi e relativo ai primi sette mesi dell’anno. La forbice va dal -1,7% della Francia al +6,7% di Irlanda e Germania, passando per il +5,2 del Portogallo, il +4,5% della Spagna, il +2,7 del Regno Unito e il +0,6% dell’Italia. Il dato è tendenzialmente in linea con quello del mese di giugno quando la Francia faceva registrare un -2,3% e la Germania un +7,3%.  Dati più omogenei, invece, sul fronte dell’Iva dove tutti e sette i Paesi sotto la lente del Dipartimento delle Finanze del Mef portano a casa un incremento rispetto alla stesso periodo dello scorso anno, anche se con rilevanti scostamenti.

A luglio 2018 la parola d’ordine è variabilità
Partendo dalla Francia, che è l’unico Paese in flessione, è possibile identificare nell’andamento negativo dell’imposta sulle società (-19,9%) la causa del segno meno sulle entrate generali (-1,7%). Un decremento che, al netto di rimborsi e sgravi fiscali, vale 3 miliardi di euro in meno nelle casse della Repubblica Francese rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un dato parzialmente compensato dall’aumento delle accise sui consumi dei prodotti energetici per 820 milioni di euro che, in termini percentuali vale un +14,1% e dall’Iva che registra un +1,2%.
Trend completamente diverso per la Germania che insieme all’Irlanda guida la crescita delle entrate tributarie nell’area europea. La crescita del gettito del 6,7% è dovuta principalmente al positivo andamento dell’imposta sui salari  (+6,5%), di quella sulle società (+9,9%) e dell’Imposta sul valore aggiunto (+2,8). Stesso discorso per l’Irlanda che tocca quota +6,7% grazie  alla crescita del gettito derivante dalle imposte sul reddito delle persone fisiche (+6,8%) dall’imposta sul reddito delle società (+16%) e da quello Iva  (+4,5%) il più alto di luglio.
L’Italia registra un aumento del gettito dello 0,6% mentre il Regno Unito arriva a +2,7% con un trend in diminuzione rispetto alla dinamica osservata negli ultimi due anni.
Il Portogallo sembra conoscere una stagione positiva anche se oscillante, se i dati di giugno, infatti, mostravano un aumento delle entrate pari al 2,5% a luglio il Paese atlantico ritrova slancio con un +5,2%, frutto sia dell’aumento del gettito derivante dall’imposta sui redditi delle persone fisiche (+2,4%) ma soprattutto dall’imposta sulle società (+15,6%) e dell’Iva (+3,8%).
La Spagna è l’unico Paese che condivide con la Francia un significativo calo nei primi sette mesi dell’anno delle entrate derivanti dall’imposta sulle società. Nonostante, infatti, l’andamento complessivo sia positivo, con un incremento tendenziale del 4,2%, il gettito generato dalle imprese segna un -14,1%. Un dato compensato dal +7,2% delle imposte dirette, dal +2,2% delle imposte indirette e dal +3% dell’imposta sul valore aggiunto.
 
I dati macroeconomici per una visione a 360 gradi
Il report realizzato periodicamente dal Dipartimento delle Finanze del Mef fornisce anche una panoramica sui principali indicatori macroeconomici in riferimento ai sette Paesi oggetto del bollettino: Italia, Spagna, Portogallo, Francia, Germania, Regno Unito e Irlanda, aggiornato sulla base delle ultime rilevazioni dell’Eurostat. L’obiettivo è quello di mettere a disposizione più dati possibili al fine di leggere le entrate tributarie in relazione ai fenomeni economici che ne condizionano l’andamento. Le variabili analizzate sono il Prodotto interno lordo (Pil), il tasso di inflazione, il tasso di disoccupazione, il livello dei consumi finali e della spesa pubblica, l’andamento della produzione industriale e la variazione dello stock di debito pubblico commisurato al Pil.
 
 
Valeria Ibello
pubblicato Lunedì 17 Settembre 2018

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