Dal mondo
Fisco e antifrode: dal 1° giugno
operativo uno strumento in più
Il panorama completo della collaborazione tra gli Stati sul tema fiscale si arricchisce di contenuti

Garantire lo scambio di informazioni attraverso uno strumento che, oltre a essere aperto a tutti i Paesi, sia in grado di esprimere standard elevati nella cooperazione fiscale. È, in estrema sintesi, la "mission" del protocollo messo a punto dal Consiglio d'Europa e dall'Ocse e che aggiorna, modificandola, la Convenzione sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale. In vigore dal 1° giugno, il protocollo contiene una serie di modifiche introdotte a seguito della richiesta formulata dal G20 di Londra del 2009. L'Ocse, in più di una occasione, ha sottolineato che la Convenzione contribuirà a facilitare le operazioni di controllo sulle imprese multinazionali che si occupano di questioni relative ai prezzi di trasferimento.



Le indicazioni del protocollo
Rendere conforme la Convenzione sulla reciproca assistenza amministrativa alla norma internazionale sullo scambio di informazioni a fini fiscali. È la funzione del protocollo che offre alla cooperazione una base giuridica unica garantendo, ai fini di flessibilità e riservatezza, elevati standard di completezza e ampio campo di applicazione. In particolare per ciò che concerne le verifiche fiscali simultanee e multilaterali, la protezione della riservatezza delle informazioni scambiate, la notifica di documenti, l'assistenza transnazionale per il recupero delle imposte. Il tutto nel rispetto della sovranità nazionale e dell'adeguata protezione dei diritti dei contribuenti.

Aggiornare la normativa convenzionale
Emendare e aggiornare le norme convenzionali sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale. È quanto si proponevano di realizzare l'Ocse e il Consiglio d'Europa con l'approvazione del protocollo integrativo. Le nuove disposizioni consentono infatti di intensificare la cooperazione internazionale in funzione antifrode, rimuovendo gli ostacoli alla cooperazione e allo scambio efficace di informazioni, in particolare quelli connessi alle legislazioni nazionali sul segreto bancario.

Il Consiglio d'Europa: profilo istituzionale
800 milioni sono i cittadini europei espressione di questa organizzazione internazionale con sede a Strasburgo, rappresentativa di 47 Stati membri europei sostanzialmente distinta dall'Unione europea dei 27. Numerosi strumenti giuridici sono stati elaborati dall'organizzazione politica europea tra cui più di 200 convenzioni, carte e accordi. Obiettivo istituzionale è favorire la creazione di uno spazio democratico e giuridico comune in Europa, nel rispetto della Convenzione dei diritti dell'Uomo e di altri testi di riferimento per la tutela dell'individuo.

Le adesioni al protocollo
Belgio, Francia, Gran Bretagna, Islanda, Italia, Moldavia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia, Ucraina sono i 12 Stati aderenti al Consiglio d'Europa che hanno già firmato la Convenzione e il protocollo seguiti da Corea, Giappone e Stati Uniti d'America non appartenenti al Consiglio. Tra il 2010 e il 2011 Danimarca, Finlandia, Georgia, Norvegia, Slovenia, oltre ad aver firmato l'accordo, hanno provveduto anche a ratificarlo e a convenire l'entrata in vigore dal 1° giugno 2011.




Riferimenti:

Gianluca Di Muro
pubblicato Lunedì 6 Giugno 2011

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