la riforma della patrimoniale
Il Consiglio dei ministri ha varato la riforma dell'imposta patrimoniale sui redditi elevati e la cancellazione dello scudo fiscale a partire dal 2012. Il governo spera ora in un iter rapido, con un inizio del dibattito parlamentare ai primi di giugno e un'approvazione entro la metà di luglio.
L'imposta patrimoniale e la situazione attuale
La Isf, imposta patrimoniale progressiva a scaglioni, è spesso considerata come un'eccezione francese che penalizza l'attrattività fiscale della Francia. L'imposta si basa su di una dichiarazione annuale e riguarda tutti i beni in proprietà, anche se situati all'estero.
Le attuali aliquote, dallo 0,55% all'1,80%, sono state fissate in un periodo in cui il rendimento medio del patrimonio era più elevato rispetto a oggi. Tenuto conto dell'evoluzione verso il basso del rendimento del patrimonio, queste aliquote, tra le più alte, sono divenute quasi confiscatorie.
Riforma all'insegna della semplificazione
La riforma prevede profonde modifiche all'imposta patrimoniale al fine di renderla un'imposta più semplice, equa e economicamente efficace.
A partire dal 2011, la soglia di applicazione dell'imposta passerà da 800mila euro di imponibile a 1,3 milioni. Questa misura permetterà di esonerare circa 300mila abitazioni che sono al momento tassate con l'imponibile. I contribuenti il cui patrimonio è superiore a 1,3 milioni di euro saranno assoggettati nel 2011 secondo le soglie attualmente in vigore.
A partire dal primo gennaio 2012, ci saranno soltanto due aliquote: 0,25% per la prima fascia tra 1,3 milioni e 3 milioni di euro e 0,50% per la seconda fascia oltre i 3 milioni di euro.
Oggetto della riforma sarà anche la semplificazione delle modalità dichiarative e del pagamento dell'imposta patrimoniale per i contribuenti con un patrimonio imponibile inferiore ai 3 milioni di euro. Le misure previste sono le seguenti:
- dal 2011, i contribuenti saranno esonerati dalla consegna delle dichiarazioni e dei giustificativi di riduzione dell'imposta patrimoniale;
- a partire dal 2012, gli stessi contribuenti non dovranno che indicare il valore del loro patrimonio netto imponibile sulla dichiarazione dei redditi annuale, senza fornire né documenti giustificativi né altro;
- il pagamento dell'imposta patrimoniale potrebbe, su richiesta del contribuente, essere oggetto di rateazione mensile a partire dall'imposta del 2013.
Anche i non residenti interessati dalla riforma
Si prevede un'imposta pari al 20% del valore catastale dell'immobile a carico degli stranieri o comunque dei non residenti che hanno una proprietà in Francia. Sarà pagata dal 2012 e sarà equivalente all'attuale taxe foncière, la tassa fondiaria che viene pagata
dal proprietario dell'immobile.
Scudo fiscale in vigore soltanto per i contribuenti a basso reddito
La riforma ha previsto l'abrogazione dello scudo fiscale che garantisce di non essere sottoposti a un prelievo superiore al 50% del reddito. Rimane in vigore invece per i contribuenti a basso reddito proprietari di un immobile loro residenza principale nel caso in cui la tassa sull'abitazione sia superiore al 50% delle loro entrate.
Exit tax per le plusvalenze
Prevista anche l'introduzione di una exit tax sulle plusvalenze delle partecipazioni superiori all'1% o agli 1,3 milioni di euro constatate al momento del trasferimento del domicilio fiscale dei contribuenti al di fuori dalla Francia.
Come viene finanziata la riforma
La riforma sarà finanziata con la modifica di tre disposizioni anteriori alla legge Tepa, legge in favore del lavoro, dell'impiego e del potere d'acquisto (legge n. 2007-1223 del 21 agosto 2007).
La prima modifica è legata ad un aumento di cinque punti delle aliquote applicate alle due ultime tranches della tariffa d'imposizione applicabile alle successioni e alle donazioni consentite in linea diretta (dal 35% al 40% e dal 40% al 45%) così come alle donazioni tra coniugi o tra partner legati da un patto civile di solidarietà (c.d. Pacs).
La seconda interessa l'eliminazione delle riduzioni dei diritti di donazioni consentiti in base all'età del donatore. L'ultima prevede un aumento da sei a dieci anni della proroga dei termini in materia di donazioni.
Rimane quindi la soglia non tassata di 160mila euro per ogni successione in linea diretta, ma la possibilità di riutilizzarla viene portata dagli attuali 6 a 10 anni.
Considerati i ritardi legati all'esame e al voto della nuova proposta di legge, è stato proposto di far slittare al 30 settembre la data limite per la presentazione della dichiarazione e per il pagamento dell'imposta patrimoniale 2011. Il costo stimato di questa riforma si attesta sui 400 milioni di euro per l'anno 2011 e sui 1857 milioni di euro per l'anno 2012.
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