Dal mondo
Francia, il Fisco bussa alla porta?
Una carta illustra diritti e doveri
Aggiornato in agosto, il documento online sul sito del ministero dell’Economia spiega cosa fare in caso di controllo
carta
Trenta pagine per spiegare ai contribuenti francesi quali sono i loro diritti e doveri in caso di controllo fiscale. Portano la firma della direzione generale delle Finanze pubbliche e raccolgono tutte le regole da seguire quando si riceve una lettera del Fisco o la visita di un funzionario delle imposte. Aggiornato ad agosto 2018, il vademecum si apre con una premessa: “Il n’y a pas de démocratie sans consentement à l’impôt”. Un principio che - spiega l’Amministrazione - nelle società moderne implica anche una personale accettazione dei vincoli che l’esistenza stessa delle imposte comporta. Ma a quali condizioni? I contribuenti - si legge ancora nella prima pagina - chiedono che la spesa pubblica sia ripartita in modo equo. In quest’ottica, ritengono pienamente legittimo che l’Amministrazione controlli le dichiarazioni fiscali. Allo stesso tempo, però, si aspettano che i loro diritti di cittadini siano rispettati. “La legge ha cercato di assicurare questo equilibrio tra doveri e diritti. Lo scopo di questa carta - si chiude la presentazione - è quello di informarvi in modo molto concreto sulle garanzie di cui beneficerete nel corso del controllo di cui siete appena stati avvisati”.
 
Le dichiarazioni? Si presume siano corrette e veritiere
Fin dalla prima pagina, il ministero spiega che la mission dell’Amministrazione è proprio quella di garantire la regolarità delle dichiarazioni, che si suppone siano corrette e veritiere. Durante il controllo, è auspicabile che si stabilisca con il verificatore un rapporto sereno e costruttivo. Ad ogni modo, la Carta ricorda che “qualsiasi aggressione fisica o verbale contro un funzionario dello Stato può essere perseguita in sede giudiziaria”.  Dal momento in cui si riceve l’avviso di accertamento alle modalità per presentare ricorso, il libretto descrive con chiarezza i passi da seguire e come far valere i propri diritti, includendo inoltre un fac-simile per ogni tipo di comunicazione.
 
L’avviso di accertamento in breve
A chi ha appena ricevuto un avviso di accertamento vengono fornite  informazioni precise sulla natura e l’oggetto del controllo. Può trattarsi, infatti, di una verifica della contabilità, di un esame contraddittorio della situazione fiscale personale (Esfp) o di un esame della contabilità.
Verifica della contabilità: in questo caso, i documenti contabili verranno esaminati presso la sede dell’azienda e poi confrontati con dati materiali o fattuali per verificare se le dichiarazioni sono state compilate correttamente. Se l’impresa si avvale del regime semplificato di liquidazione dell’imposta sul volume d’affari, l’Amministrazione può comunque controllare le operazioni realizzate in materia di Iva, a partire dall’inizio del secondo mese successivo alla loro realizzazione o fatturazione.
Esame della situazione fiscale personale (Esfp): questo tipo di controllo consente di verificare se i redditi dichiarati corrispondono a quelli di cui il contribuente ha avuto disponibilità. In particolare, l’Amministrazione può controllare la coerenza tra, da una parte, quanto esposto in dichiarazione e, dall’altra, la situazione patrimoniale, le disponibilità economiche e gli elementi del tenore di vita dei membri della famiglia fiscale.
Esame della contabilità: in questo caso il controllo viene effettuato “a distanza”, cioè senza che i verificatori si trattengano presso la sede dell’impresa. Una volta ricevuto l’avviso, l’azienda ha 15 giorni di tempo per inviare all’Amministrazione il fascicolo con le scritture contabili riferite al periodo indicato. L’Amministrazione può anche chiedere informazioni, giustificazioni e chiarimenti sulle operazioni relative al periodo sotto esame.
 
Come si svolge e quanto dura il controllo
Le regole cambiano a seconda che si tratti di una vérification de comptabilité, di un Esfp o di un examen de comptabilité. Nel primo caso la verifica si svolge nei locali dell’azienda. Il verificatore può chiedere di visionare i documenti contabili ed eventuale documentazione utile a giustificare quanto dichiarato. Il Fisco avverte: nel caso in cui i verificatori non siano messi nelle condizioni di poter svolgere il controllo, la base imponibile sarà definita d’ufficio e il contribuente perderà i diritti normalmente previsti. L’esame della situazione fiscale personale si svolge invece, in genere, presso l’ufficio del verificatore, così come l’analisi della contabilità.
Quanto infine alla durata, in caso di verifica nei locali dell’azienda l’ultima visita dei funzionari deve svolgersi entro tre mesi dal primo accesso (a condizione che il fatturato non superi alcune soglie stabilite). Il controllo sulle persone fisiche, invece, non può durare più di un anno, che si calcola dalla data di notifica dell’avviso di accertamento alla data di invio della proposta di rettifica da parte dell’Amministrazione. Il Fisco ha sei mesi di tempo, infine, per aprire e chiudere l’esame della contabilità: entro questo lasso di tempo, che parte dalla data di ricevimento della copia dei fascicoli delle scritture contabili, l'Amministrazione fiscale deve inviare una proposta di rettifica o chiudere il controllo senza rilievi.
 
Chiara Ciranda
pubblicato Martedì 18 Settembre 2018

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