Con il documento n. 93 del 16 ottobre 2008, l'Amministrazione fiscale francese ha fornito importanti chiarimenti in merito alla deducibilità di sanzioni e penalità connesse al mancato rispetto di disposizioni normative. Le istruzioni della Direction Générale des Finances Publiques confermano e illustrano le novità introdotte in Francia con la Finanziaria 2008 relativamente all'indeducibilità di tutte le sanzioni e le penalità riconducibili all'inosservanza di obbligazioni legali legate, oltre che alla normativa tributaria, doganale e comunitaria, anche alla concorrenza, alla legislazione sociale ecc. Parimenti viene confermata la non deducibilità per le sanzioni irrogate da alcune autorità di vigilanza nazionali competenti in materia bancaria, assicurativa, energetica ecc. Le nuove disposizioni in vigore dal 1° gennaio 2008.
Il sistema ante riforma
In Francia il regime di deducibilità di sanzioni e penalità per gli esercenti attività commerciali, industriali e agricole soggetti all'imposta sul reddito o sulle società è disciplinato dall'articolo 39 comma 2 del Code général des impots. Tale fonte normativa, nella versione anteriore alle modifiche introdotte dalla legge finanziaria per il 2008, sanciva l'indeducibilità di sanzioni e penalità connesse al mancato rispetto di determinate disposizioni legali, come la normativa tributaria, quella contributiva, le disposizioni riguardanti la libertà dei prezzi e la concorrenza ecc.
Le novità del 2008
L'articolo 39- comma 2 del Code général des impots è stato modificato dall'articolo 23 della legge n. 1822 del 24 dicembre 2007 (finanziaria per il 2008). Il principale effetto apportato da tale modifica è coinciso con l'estensione del regime di indeducibilità per tutte le sanzioni e le penalità relative ad obbligazioni legali a prescindere della loro natura. In virtù delle novità introdotte dal legislatore francese, pertanto, tutte le sanzioni e le penalità risulteranno indeducibili sia che derivino dall'inosservanza della legislazione fiscale, che da quella doganale, sociale, del lavoro, della concorrenza e dei prezzi. La Finanziaria per il 2008, inoltre, non ha modificato il regime in essere per le sanzioni penali per le quali resta confermata la piena indeducibilità così come nel sistema ante riforma. Di contro non rientrano nella disciplina di specie le penalità originate nel corso dei rapporti commerciali con clienti e fornitori per le quali, non essendo ravvisabile una violazione alla legge, viene confermata la possibilità per il soggetto a cui fanno capo di computarle in diminuzione dal proprio reddito.
I principali effetti
Come precisato dall'Amministrazione fiscale francese con il documento n. 93 del 16 ottobre 2008 non potranno essere dedotte ai fini delle imposte sui redditi tutte le sanzioni pecuniarie e le penalità irrogate sulla base di violazioni a disposizioni legali, ovvero di dettami normativi internazionali o comunitari rilevanti nel diritto francese. Parimenti, lo stesso regime di indeducibilità è stato previsto per le sanzioni irrogate da Stati esteri relativamente ad operazioni fiscalmente rilevanti in Francia. Sulla scorta di tali principi base Parigi ha reso noto una lista di sanzioni e penalità che, sebbene non esaustiva, fornisce un utile ausilio per gli operatori del settore. Nell'elenco l'Autorità tributaria francese ha ricompreso, oltre a sanzioni e interessi connessi al mancato rispetto della normativa tributaria interna, le sanzioni irrogate a seguito del mancato rispetto delle disposizioni doganali, dei regolamenti comunitari e di quelle in materia di sicurezza sociale (quali le sanzioni per lavoro sommerso di cui alle leggi 8224-1 e 8224-2 o per ritardo nel pagamento dei contributi per la sicurezza sociale). Contestualmente l'Amministrazione finanziaria francese ha confermato l'indeducibilità per le sanzioni e le penalità irrogate da alcune autorità e commissioni indipendenti, quali l'Autorité de marchés financiers (AMF), la Commissione del regulation de l'energie (CRE), l'Autorité de controle des assurances e des mutuelles (ACAM), l'Autorité de régulation des communications électroniques e des postes (ARCEP), la Commission bancarie, le Conseil de la concourrence ecc.
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