Dal mondo
Francia, sulle pensioni la riforma
supera il vaglio del Parlamento
L'imprimatur dell'organo legislativo fa seguito alla validazione in via definitiva da parte del Consiglio costituzionale
la torre eiffel a parigi
Dopo la votazione in Parlamento e la validazione del Consiglio costituzionale, è stata promulgata la legge di riforma sulle pensioni. Il provvedimento guida (aumento progressivo dell'età di ingresso nella nuova formulazione della norma) entrerà in vigore il 1° luglio 2011. La riforma è condensata in dieci punti essenziali che costituiscono l'architrave del progetto.

Età d'ingresso per il diritto alla pensione
A partire dal 1° luglio 2011 l'età d'ingresso per il diritto alla pensione sarà progressivamente innalzata da 60 a 62 anni, in ragione di un aumento di quattro mesi per anno. I lavoratori nati nel 1956 potranno andare in pensione al raggiungimento dei 62 anni nel 2018. Ci sono, peraltro, tutta una serie di deroghe alla regola: lavori logoranti, essere in attività da un numero elevato di anni, alcune categorie attive della Funzione pubblica, regimi speciali.

Età pensionabile a tasso pieno
Anche l'età per ottenere la pensione a pieno tasso (qualunque sia il numero di anni di versamento di contributi) verrà progressivamente alzata di due anni (pensione a 67 anni) ma a partire dal primo luglio 2016. L'età verrà aumentata di quattro mesi ad anno, per raggiungere i 66 anni nel 2019 e i 67 nel 2023

Durata della contribuzione
la riforma conferma il principio di innalzamento della durata di contribuzione prevista dalla legge del 2003. Per beneficiare di una pensione a pieno tasso gli assicurati nati, ad esempio, nel 1953 e 1954 dovranno aver versato contributi per 41 anni e tre mesi. Nel 2020 la durata di contribuzione giungerà a 41 anni e sei mesi.

Lavori usuranti
Il tasso d'incapacità richiesto per beneficiare della disposizione di compensazione in presenza di lavoro logorante è fissato al 10% (tasso abbassato rispetto all'iniziale progetto di legge), a condizione di essere in grado di provare che l'inabilità sia conseguenza di esposizione a fattori di logoramento. Il beneficio potrà essere accordato a circa 30.000 persone ogni anno e il beneficio verrà esteso anche agli agricoltori.

Lavoratori in attività da lungo tempo
Il dispositivo sulle "carrières longues" è prolungato e migliorato. Gli assicurati che hanno iniziato la propria attività lavorativa a 16 o 17 anni potranno continuare ad andare in pensione a 60 anni. Coloro che hanno cominciato a 14 o 15 anni potranno andare in pensione a 58 o 59 anni. L'età per il pensionamento aumenterà progressivamente per questi assicurati al ritmo di quattro mesi all'anno, ma senza superare i 60 anni.

Madri di tre figli e genitori di bambini portatori di handicap
per le madri di tre figli, di età superiore a 55 anni e che hanno smesso di lavorare per occuparsi di uno dei figli, resta la pensione piena a 65 anni. Una misura di cui beneficeranno circa 135.000 donne. Anche i genitori di bambini portatori di handicap e  che hanno interrotto l'attività lavorativa per occuparsi del proprio figlio potranno continuare a beneficiare della pensione piena a 65 anni, qualunque sia il numero di anni di versamento di contributi.

Parità salariale tra uomini e donne
Le imprese dovranno prendere misure adeguate e impegnarsi in negoziati per ridurre gli scarti salariali tra uomini e donne nel corso dell'attività lavorativa. In mancanza sarà previsto un dispositivo di penalizzazione finanziaria.
Maternità e pensione: le indennità giornaliere versate durante i congedi di maternità verranno conteggiati nel calcolo per la pensione, al fine di non penalizzare le donne che hanno usufruito di tali permessi.

Impiego di anziani
Per indurre le imprese ad assumere gli ultracinquantenni, è previsto un aiuto, pari al 14% del salario, versato per il periodo di un anno quando sono assunte persone di oltre 55 anni alla ricerca di lavoro.

Funzione pubblica
Per i funzionari la cui possibilità di pensionamento ad oggi è a 60 anni, l'aumento dell'età pensionabile (fino a 62 anni) verrà effettuata, come per il settore privato, in ragione di quattro mesi all'anno fino ai 62 anni, a partire dal primo luglio 2011. Per i funzionari che svolgono alcune particolari attività ("catégories active": poliziotti, infermieri, pompieri, doganieri, ecc.), l'età slitterà di due anni, come nel settore privato, a 52 o 57 anni (invece che 50 o 55 anni previsti ad oggi) a seconda delle categorie.
Elda Papandrea
pubblicato Martedì 23 Novembre 2010

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