Dal mondo
Francia: le tasse in tempo reale.
Dal 2019 scatta la ritenuta alla fonte
I contribuenti d’oltralpe fino ad oggi hanno fatto i conti con il fisco a distanza di un anno
dichiarazione
La Francia si prepara al big bang del 1° gennaio 2019. Tra 31 giorni - ricorda il countdown sul sito della direzione generale delle Finanze pubbliche - entrerà in vigore la riforma che introduce il “prélèvement à la source”, la ritenuta alla fonte sui redditi di lavoro dipendente, di pensione, di lavoro autonomo e fondiari. Una novità assoluta per i contribuenti d’oltralpe, abituati a “fare i conti” con il Fisco a distanza di un anno. In base al sistema oggi in vigore, infatti, i redditi sono percepiti al lordo e le imposte versate l’anno successivo. Un gap temporale che - è la principale argomentazione del Governo - può causare dei problemi di liquidità se cambia la situazione economica personale o familiare, come può accadere se si perde il lavoro, si mette su famiglia, in caso di divorzio o al momento della pensione. In base alle nuove regole, i francesi verseranno quindi le imposte nel corso dell’anno in cui il reddito viene prodotto. Una novità che farà la differenza anche rispetto alla semplice rateizzazione, che attualmente consente di pagare il dovuto in 10 mesi, ma sempre con riferimento a quanto percepito l’anno precedente.
 
I redditi interessati
La riforma riguarderà i contribuenti che percepiscono salari e stipendi, pensioni e proventi sostitutivi (come le indennità di disoccupazione): l’imposta sarà trattenuta alla fonte dal soggetto che eroga il reddito sulla base di un’aliquota comunicata direttamente dall’Amministrazione fiscale. Le nuove regole scattano anche per chi percepisce redditi di lavoro autonomo e fondiari; in questo caso, però, l’imposta sarà prelevata dal conto corrente con cadenza mensile o trimestrale, sotto forma di acconti. Per i cittadini che non versano imposte, perché per esempio percepiscono redditi esigui, non cambierà nulla: sarà l’Amministrazione, infatti, a trasmettere al datore di lavoro l’aliquota - 0% - da applicare. Resta, naturalmente, l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi. Anzi, chi la invia online tramite il sito impots.gouv.fr potrà conoscere immediatamente il “taux de prélèvement” ed eventualmente optare per una diversa misura di tassazione.
 
Le tappe della riforma
Per ciascun lavoratore è stata già calcolata, sulla base dei redditi 2017 dichiarati nella primavera 2018, l’aliquota “Pas” (prélèvement à la source) che sarà applicata all’imponibile. La scorsa estate il Fisco ha comunicato a ciascun contribuente quale aliquota sarebbe stata applicata con il nuovo sistema (taux personnalisé), fornendo anche informazioni sulla possibilità di optare per un’aliquota differente. Per esempio, in caso di disparità di reddito all'interno della coppia, i coniugi possono chiedere che venga applicata un'aliquota d'imposta individuale (taux individualisé) basata sui rispettivi redditi invece che unica per entrambi (normalmente, infatti, l’aliquota viene fissata tenendo conto dei redditi del nucleo familiare). Un’altra finestra si aprirà a settembre 2019, quando l’aliquota sarà riattualizzata per tener conto dei cambiamenti eventualmente intervenuti dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi, nella primavera del 2019. A regime, per i dipendenti e i pensionati l’imposta si adatterà automaticamente a quanto percepito. In qualsiasi momento, comunque, si potrà chiedere all’Amministrazione di aggiornare l’aliquota Pas se la propria situazione economica muta durante l’anno.
 
Cari francesi, si cambia
“Cari contribuenti - ha esordito il ministro dell'Azione e dei Conti Pubblici, Gérald Darmanin, in una lettera aperta che illustra i vantaggi della riforma - oggi, pagate le vostre tasse un anno dopo aver ricevuto il vostro reddito”. Un disallineamento che - è il senso del suo intervento - “mal si combina” con i cambiamenti che si possono sperimentare nella vita, come periodi di attività e non attività, un matrimonio, l’arrivo dei figli, la perdita di un coniuge, il pensionamento. Secondo i documenti del Governo, ogni anno il 40% dei contribuenti vede i propri redditi diminuire e si trova quindi a dover versare un’imposta che non trova riscontro nella propria situazione economica del momento. Il Governo sta utilizzando tutti i canali per far sì che i cittadini arrivino consapevoli all’appuntamento del 1° gennaio. Un intero sito, prelevementalasource.gouv.fr, un numero di telefono dedicato, una rete di funzionari a disposizione di cittadini e aziende e, dal 2 gennaio, appuntamenti quotidiani sui social istituzionali. “Confido nella nostra capacità collettiva di modernizzare il nostro Paese, come molti altri Paesi hanno fatto prima di noi introducendo questa ritenuta alla fonte” ha detto ancora Darmanin. La riforma arriva al traguardo con un anno di ritardo. Avviata nel 2016 dall’allora ministro delle Finanze Michel Sapin, sarebbe dovuta scattare a gennaio 2018. Ora, il conto alla rovescia è partito davvero.
 
 
Chiara Ciranda
pubblicato Venerdì 30 Novembre 2018

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