Dal mondo
G20: quattro priorità e un primo
bilancio degli sforzi compiuti
Crescita, innovazione, lotta all’evasione e al protezionismo gli argomenti di cui si è discusso in Cina
logo g20 cina
Le 20 economie più forti al mondo si sono incontrate ancora una volta per fare il punto sui temi globali più caldi, questa volta dandosi appuntamento in Cina. Al meeting di Hangzhou si è parlato della guerra in Siria, della situazione della Turchia dopo il tentato golpe di luglio, della Brexit e della crisi dei migranti, senza tralasciare gli accordi sulle emissioni e il riscaldamento climatico.
 
La trasparenza uno dei temi al centro dell'incontro
Anche la trasparenza fiscale continua a essere una delle tematiche all’ordine del giorno. La novità del meeting riguarda l’assegnazione di un incarico ufficiale all'Ocse: preparare entro il prossimo anno una nuova lista (nera?) degli Stati non collaborativi. La vecchia black list stilata dall’Organizzazione internazionale del resto risulta da tempo del tutto svuotata in seguito agli impegni assunti, almeno formalmente, dai vecchi paradisi fiscali per quanto riguarda l’implementazione degli standard internazionali in materia di trasparenza e scambio di informazioni.

La richiesta si trova nero su bianco nella dichiarazione finale del vertice. «Chiediamo all'Ocse di dare conto ai ministri delle finanze e ai governatori delle Banche centrali, entro il mese di giugno 2017, dei progressi raggiunti dalle giurisdizioni in materia di trasparenza fiscale», è quanto si legge al punto 19 del comunicato di chiusura firmato dai 20 leader. Inoltre, il summit ha fornito un’ulteriore conferma dell’intenzione del G20 di sostenere attivamente il pacchetto Beps (Base erosion and profit shifting), con la chiamata in causa di tutti gli Stati che non hanno ancora espresso la loro esplicita adesione al progetto. Un vero e proprio appello a tutti i Paesi e giurisdizioni che non hanno ancora formalizzato l’impegno ad aderire al Beps framework, il gruppo di lavoro paritario lanciato al meeting di Kyoto di fine giugno.
 
Nuovi obiettivi globali: Beps e scambio automatico di informazioni at the top of the list
Dietro esplicita richiesta del G20, che ha altresì approvato le proposte di Parigi relative ai criteri oggettivi per identificare le giurisdizioni non cooperative, l'Ocse preparerà «una lista dei Paesi che non hanno fatto abbastanza progressi per raggiungere un livello soddisfacente nella messa in campo delle norme internazionali in tema di trasparenza fiscale».

Per contrastare il rischio crescente di una nuova ondata di protezionismo, invece, i leader del G20 intendono realizzare un'economia mondiale aperta, rafforzando gli scambi commerciali e implementando la cooperazione nel settore degli investimenti.
 
Dall’Ocse un primo bilancio degli sforzi compiuti
Subito dopo la chiusura del vertice, da Parigi sono arrivate le prime analisi e i primi commenti targati Ocse. Secondo il segretario generale Angel Gurrìa, infatti, i frutti del lavoro svolto dalla comunità internazionale nei settori della trasparenza fiscale e nella lotta all'evasione e all'elusione sono già sotto gli occhi di tutti.
Per quanto riguarda il progetto Beps, 85 nazioni e giurisdizioni – tra cui molti Paesi in via di sviluppo –  si sono già impegnate a monitorare l'erosione delle basi imponibili da parte delle multinazionali. Per quanto riguarda gli standard internazionali di trasparenza fiscale, invece, ben 101 Paesi e giurisdizioni si scambieranno automaticamente le informazioni finanziarie dei reciproci contribuenti entro il 2018.
Last but not least, assicura l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, un altro risultato importante è costituito dai quasi 55 miliardi di euro di extra gettito prodotti dall’adozione di programmi di voluntary disclosure, varati negli ultimi anni da numerosi Stati.
 
Il vertice di Hangzhou è stato il primo con il Regno Unito fuori dall'Unione europea e l’ultimo con Obama alla guida degli Stati Uniti. I prossimi summit dei G20 si terranno in Germania, l’anno prossimo, e in Argentina, nel 2018. Già entro la fine del 2016 sarà comunque possibile verificare l’effetto pratico degli annunci su ambiente, crescita economica e cooperazione globale. Primi fra tutti quelli formalizzati su scambio automatico di informazioni e lotta alle pratiche di erosione della base imponibile e di spostamento dei profitti (Beps).
Vito Rossi
pubblicato Martedì 27 Settembre 2016

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