Dal mondo
Giappone, 185 miliardi di euro per scacciare l’incubo della crisi
E’ scattato venerdì il semaforo verde al piano in soccorso di piccole imprese e redditi medio-bassi. Atteso l'ok del Parlamento
Festa giapponese
La recessione non risparmia l’economia nipponica. Secondo l’ultimo report diffuso dalla Banca del Giappone, l’intero settore dell’industria manifatturiera, in particolare quello legato all’export, ha infatti sperimentato nell’anno in corso un calo drastico sia in riferimento ai beni stoccati e immessi sul mercato domestico sia riguardo i volumi di vendite destinate ai mercati internazionali. Restando sui numeri che mancano all’appello, si tratta d’un rallentamento piuttosto marcato, tanto che per risalire ad un termine di paragone coerente è necessario lasciar scivolare indietro il calendario dell’economia nipponica fino al 1974, quando su Tokyo s’abbatté la tempesta della crisi petrolifera. E proprio rammentando quell’anno, con le conseguenze lasciate in eredità al Paese, l’attuale Governo, guidato dal Primo Ministro Taro Aso, ha deciso di anticipare i tempi e di varare un nuovo piano di sostegno all’economia con un duplice obiettivo: rafforzare il sistema del credito e, allo stesso tempo, introdurre nuove misure fiscali per alleggerire il peso del fisco su alcune specifiche categorie di contribuenti maggiormente toccati dalla crisi.
 
185miliardi di euro per dimenticare la crisi
Il semaforo verde al piano anti-crisi è scattato venerdì scorso. In totale, il costo dell’intero pacchetto comporterà l’immissione nei settori più a rischio dell’economia di ben 185miliardi di euro. Si tratta d’una somma che soltanto in parte troverà origine ricorrendo alla leva del debito pubblico. Riguardo la finanza nipponica, all’incirca 90miliardi di euro di fondi pubblici dovrebbero provvedere a rinsaldarne i conti e a garantirne l’equilibrio contabile, decisamente provato dai recenti rovesci subiti dal settore. Una volta definita la questione del credito e quindi riattivato il flusso di liquidità in direzione delle imprese, sarà la volta dei contribuenti individuali. In particolare, su questo versante saranno privilegiate due categorie: i soggetti che percepiscono redditi medio-bassi e chi, dopo aver investito sul mattone, si ritorceva ora a dover fare i conti con tassi mensili difficilmente sostenibili se raffrontati con l’economia domestica di milioni di famiglie nipponiche che, in realtà da mesi, hanno infatti deciso di tagliare drasticamente i rispettivi consumi. In pratica, l’obiettivo è di frenare l’estendersi del numero dei disoccupati e, allo stesso tempo, alleggerire il peso del fisco sui redditi, ricorrendo a specifiche deduzioni e a nuove detrazioni. In questa direzione si deve anche interpretare la riforma, dopo decenni di discussioni e di confronti, dell’imposta sul valore aggiunto che finalmente dovrebbe essere ricondotta entro parametri più razionali.
 
Meno tasse sulle piccole imprese
Sono destinate ad essere riviste anche le aliquote attualmente applicate sui redditi delle piccole aziende. A questo riguardo, il livello generale di tassazione, in riferimento ai profitti, dovrebbe ridursi dal 22 al 18per cento. Per le società dalla taglia media o dai ricavi considerevoli si provvederà invece ad una estensione delle esenzioni che, già ora, si possono applicare su diverse tipologie di profitti. Differente la mano che il fisco tende a chi investe in Borsa. In questo caso infatti, alcuni milioni di investitori nipponici potranno contare su una sostanziale riduzione sia dell’imposta applicata sui dividendi che su quella che interessa i capital gains, con l’obiettivo di non lasciare che anche il mercato azionario vada alla deriva. Per i tempi si dovrà attendere il 2009 e, in particolare, la prima settimana di gennaio, quando la Dieta, ovvero il Parlamento nipponico, sarà chiamata a riunirsi per dare il via libera definitivo alle misure contenute nel pacchetto anti-crisi.
Stefano Latini
pubblicato Mercoledì 17 Dicembre 2008

I più letti

testo alternativo per immagine
A decidere sull’applicabilità dell’inversione contabile è la possibile utilizzazione del meccanismo all’interno dei pc e non la loro effettiva destinazione finale
loghi modelli
Completano la vetrina on line delle dichiarazioni 2012, nelle quali sono recepite le modifiche ispirate dalle tante novità normative intervenute sulla disciplina lo scorso anno
testo alternativo per immagine
Al lavoratore è consentito svolgere entrambe le funzioni nella stessa società, purché siano estranee e diverse fra loro e tale separazione sia evidente e provata
banconota
L’Agenzia delle Entrate torna sulla questione già affrontata con la risoluzione n. 26/E del 7 marzo scorso, approfondendone i contenuti e ribadendo il principio di fondo
tribunale vuoto
Al pari del ricorrente, è tenuto a riproporre al giudice di merito le questioni non accolte in primo grado dalla Ctp, altrimenti è come se rinunciasse al loro riesame
carta
Approfondimento sulla nuova disposizione normativa: i paletti posti per scoraggiare gli escamotage studiati per dribblarla, come i pagamenti “opportunamente” frazionati
testo alternativo per immagine
Al lavoratore è consentito svolgere entrambe le funzioni nella stessa società, purché siano estranee e diverse fra loro e tale separazione sia evidente e provata
testo alternativo per immagine
Riconosciuta la non tassabilità solo per il periodo successivo allo sfratto per morosità. Fino a tale data devono essere dichiarati anche se non sono stati incassati
testo alternativo per immagine
Tutti gli interventi del legislatore sulla soglia di tracciabilità dei pagamenti fino al Dl 201/2011 che, a partire dallo scorso 6 dicembre, ha abbassato il limite a mille euro
carte di credito
Il riepilogo dell’Amministrazione sull’applicazione del nuovo strumento che contrasta frodi ed evasioni fiscali
testo alternativo per immagine
Chiarimenti a 360° sulla comunicazione dei dati relativi alle operazioni Iva di importo non inferiore a 3.000 euro. In arrivo il software gratuito per la compilazione
testo alternativo per immagine
Altri chiarimenti sulla comunicazione dei dati relativi alle operazioni Iva di importo non inferiore a 3.000 euro. L’Agenzia risponde a venticinque nuove domande
spesometro
Ancora precisazioni su “contratti collegati” e leasing, ma anche indicazioni per gli autotrasportatori e i contribuenti che esercitano attività in contabilità separata
pillole
Già in vigore il provvedimento varato domenica scorsa dal Governo contenente le “disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”
giovane
Coppia di provvedimenti per le regole dei nuovi regimi - di vantaggio per “under 35” e lavoratori in mobilità, e di semplificazione contabile - pronti a partire dal 2012