Dal mondo
Giappone, il debito pubblico
spinge in alto l'Iva
Tokyo riscrive la politica di bilancio sulla spinta di un macigno che nel 2011 raggiungerà gli 8mila miliardi di euro
giappone_scorcio di Tokyo

Il semestre scorso le linee generali della ricetta anti-crisi annunciate dal governo nipponico erano chiare: un taglio netto alle spese pubbliche e, nel contempo, nessun aumento sul versante del fisco. Trascorsi sei mesi, la strategia sembra essersi rovesciata, al punto che le indicazioni anticipate in questi giorni dai responsabili dell'Economia di Tokyo sono: su le tasse e maggiori spese. In pratica, un contrordine piuttosto deciso, oltre che inusuale in relazione alla gestione delle finanze nipponiche. Talmente fuori dagli schemi che, in ordine, sia l'attuale ministro delle Finanze, Naoto Kan, sia il viceministro, Naoki Minezaki, si sono affrettati ad annunciare che tra gli obiettivi della Commissione costituita di recente per avviare la riforma fiscale, ampio spazio sarà riservato all'elaborazione di misure volte ad aumentare le aliquote delle imposte indirette ed estendere le basi imponibili. Stop, invece, alle spese che saranno poste in stand-by.

Tokyo punta sul Fisco per frenare la corsa del debito
Il motore di questa inversione nella politica di bilancio nipponica è alimentato dallo spettro d'un debito pubblico il cui valore complessivo, secondo le stime diffuse dal governo, potrebbe raggiungere i 7,5mila miliardi di euro nel 2011. Un macigno che, in termini assoluti, è pari a due volte la ricchezza prodotta annualmente dall'intero Paese. La soluzione allo studio prevede un intervento netto sull'imposta sui consumi, ovvero, il tributo che corrisponde all'imposta sul valore aggiunto modello europeo. Stabile da due decenni al 5%, l'imposta nipponica sulle vendite è stata sempre considerata intoccabile. Ora, invece, nel progetto al vaglio dei responsabili dell'Economia si discute da settimane sull'opportunità d'innalzare l'aliquota al 12%. Oltre il doppio, quindi, del livello di prelievo dell'imposta standard.

Più Fisco e più Welfare
Le eventuali maggiori entrate, che derivano dall'inasprimento della tassazione indiretta, saranno indirizzate sui capitoli della sicurezza sociale. In particolare, le deduzioni per i figli a carico dovrebbero essere raddoppiate, almeno secondo le misure allo studio. È la famiglia, quindi, sulla quale convergeranno le maggiori risorse assicurate dalla prossima manovra fiscale.
 

Stefano Latini
pubblicato Venerdì 19 Febbraio 2010

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