Dal mondo
Giappone: inaugurata la stagione
del samurai antievasione
Oltre 400 investigazioni in due anni, 700 milioni di euro recuperati e 31 evasori alloggiati dietro le sbarre
samurai

Poteri speciali, più estesi rispetto alla normativa standard applicata dai detective del fisco. Personale altamente qualificato, un ufficio espressamente dedicato ai casi di frodi fiscali con rilievi penali e un canale diretto di collegamento con i ministeri e i dipartimenti responsabili della sicurezza interna e della Giustizia. È il nuovo nucleo centralizzato dell'Agenzia nipponica delle Entrate, sottoposto di recente a un radicale restyling sia delle funzioni che dell'organizzazione interna.

Lotta all'evasione e alla fuga di capitali - Due gli obiettivi dichiarati della novità: rafforzare la controffensiva del fisco sul versante dell'evasione fiscale e, nel contempo, frenare la fuga di capitali attraverso canali illegali. Una svolta, come sottolineato ripetutamente dai responsabili dell'Amministrazione finanziaria nipponica che, sotto il peso d'un debito pubblico, il più elevato al mondo, pari al 218% del pil, non ammette ulteriori pause di riflessioni o, ancor peggio, ripensamenti futuri. E così, in attesa d'una prossima riforma generale del fisco che oramai scalda i motori, i responsabili dell'Economia e i direttori dell'Amministrazione finanziaria hanno deciso d'imprimere una cambiamento di direzione, senza precedenti, in direzione di due fenomeni tradizionalmente vicini, evasione ed elusione, che continuano a drenare, al di fuori del Paese, risorse non più ammortizzabili con il duplice boom dell'export e degli investimenti esteri.

Evasori dietro le sbarre, effetto samurai antievasione - L'impatto immediato dell'operazione, già visibile sotto gli occhi dei contribuenti, è illustrato dai primi risultati derivanti dalle oltre 400 investigazioni condotte nel biennio passato dalle speciali unità investigative antievasione. Nel complesso, sono stati smascherati traffici illeciti per oltre 700milioni di euro. In realtà, lasciando i conti sullo sfondo, sono le misure sanzionatorie, anzi, punitive adottate nei riguardi degli evasori che hanno sollecitato pronta reazione, e attenzione, da parte dei media e degli oltre 120milioni di contribuenti, potenzialmente interessati dalle attività d'indagine del nuovo ufficio speciale diretto e coordinato dall'Agenzia delle Entrate di Tokyo. Infatti, a oggi, sono più di 30 i contribuenti individuali accompagnati dai samurai del fisco nipponico dietro le sbarre, con il placet delle procure competenti, quindi, con il via libera degli organi giurisdizionali più alti a seconda delle aree territoriali di riferimento dei procedimenti e delle indagini avviate e concluse.

Muta la pena dell'evasore - Sedici mesi e un giorno - È il prezzo che, in media, gli oltre 30 soggetti, messi all'angolo dalle unità speciali del fisco nipponico, dovranno scontare dietro le sbarre. E non sarà sufficiente per mettersi completamente in regola, almeno di fronte al fisco. Oltre al periodo di soggiorno in stato di carcerazione, infatti, sanzioni, interessi e ulteriori approfondimenti dovranno essere condotti. Dunque, l'eventuale parola fine resterà sospesa ancora per lungo tempo, e questo per la natura complessa e per le ramificazioni spesso criminali che queste frodi fiscali assumono.
 

Stefano Latini
pubblicato Martedì 22 Giugno 2010

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