Dal mondo
In Giappone pronte misure per 70 miliardi di euro
Anche Tokyo, dopo Washington, Madrid e Pechino, pronta ad adottare misure fiscali per rilanciare l’economia e contrastare la recessione 

Il 95 per cento delle risorse sarà orientato su investimenti, agevolazioni, prestiti e assistenza nei riguardi di settori specifici e, in particolare, per rimpolpare e ravvivare i bilanci delle piccole e medie imprese.

Cina, 36miliardi di euro a sostegno dell’economia Lo spettro della recessione non risparmia la locomotiva economica nipponica. Nonostante il rialzo dell’indice della produzione a luglio, dallo 0,5 a un più apprezzabile 0,9, il morso dell’inflazione, oltre il 2,4 per cento dopo quindici anni di fredda stagflazione rasente lo zero, ha convinto l’Esecutivo di Tokyo a prendere al volo il treno dello stimolo fiscale. E così, dopo gli oltre 120 miliardi di euro già immessi nell’economia Usa da Washington, i 12 miliardi di euro in parte ancora allo studio a Madrid e i 30 miliardi predisposti in Cina, anche il Giappone entra a far parte del tax stimulus-Club internazionale.

Le finalità
Due sono gli obiettivi: evitare l’ulteriore assottigliarsi dei consumi interni e, una volta innestata la marcia della ripresa, contenere il progressivo ridursi delle esportazioni che, causa la crisi internazionale, stanno battendo in ritirata oramai da almeno 2 trimestri consecutivi, scoprendo il fianco all’economia nipponica che dall’export in gran parte dipende. Una terza zona di confronto interessa invece l’aumento degli energetici e delle materie prime, il cui impatto sull’intera filiera produttiva sta esponendo a rischio chiusura e perfino bancarotta centinai di migliaia di piccole e medie imprese. 70 miliardi di euro in cerca d’autore L’Esecutivo nipponico, preso atto dell’eccezionalità della situazione, ha quindi optato per il lancio in anticipo d’un ampio ventaglio di misure fiscal/finanziarie e di rilievo amministrativo. Un quadro in realtà piuttosto complesso che, al momento, stona esclusivamente per la quasi assenza o, come sostengono alcuni osservatori ed esperti, per il minimalismo dei classici tagli d’imposta e riduzioni di tasse e tributi che, di fatto, restano ancora un’incognita. Sul versante dei finanziamenti si profilano agevolazioni specifiche, sconti mirati, assistenza diretta, allentamento delle catene dei prestiti e spese centrate sul sostegno alle piccole e medie imprese. Si tratta dunque d’un progetto ancora in cerca d’autore, all’interno del quale potrebbe anche rispuntare il Fisco come protagonista.

Settori e soggetti beneficiari
65 miliardi di euro circa saranno distribuiti e iniettati a pioggia sul tessuto economico. Si tratta di investimenti e risorse destinati a sostenere la ripresa di almeno 1 milione di piccole e medie imprese, il cui scivolare verso il rosso rischia di ritardare una eventuale ripresa del Paese. Nel dettaglio, decine di miliardi di euro saranno quindi impiegate a sostenere gli oneri maggiori di spesa che le aziende hanno dovuto sorreggere, richiedendo sostanziosi prestiti, a causa dell’aumento dei prezzi energetici e per il balzo in avanti dei listini delle materie prime. Il nucleo centrale del pacchetto predisposto dal governo guarderà, e premierà, con favore, le aziende che saranno capaci di investire in fonti d’energia rinnovabili, in ambiti sostenibili e, naturalmente, in ricerca e innovazione in chiave alternativa rispetto alla dipendenza classica dal petrolio. Si tratta quindi d’un insieme di misure nient’affatto transitorie quanto piuttosto proiettate verso il futuro e sulla riconfigurazione d’un sistema economico oramai percepito come in fase di disgelo e che necessita d’un rapido ammodernamento.

Sul Fisco confronto tra partiti, a settembre le scelte definitive
È sul Fisco che i dubbi non si sciolgono. Infatti mentre i leader del nuovo Komeito* puntano i piedi su tagli d’imposte e tasse in favore dei redditi medio-bassi, il partito liberal democratico, inquilino di maggioranza della coalizione di governo, rifiuta aprioristicamente la possibilità di inserire tagli fiscali transitori, in coincidenza con forti necessità di spesa e, allo stesso tempo, con un debito pubblico che è fermo al 130 per cento del prodotto interno lordo. Le scelte definitive saranno comunque operate a fine settembre o ai primi d’ottobre quando le misure saranno ufficializzate. Solo allora sarà possibile misurare il peso del Fisco nella terapia di contrasto della crisi economica.



*Il Komeito è il terzo partito del panorama giapponese ed è legato alla potente organizzazione buddista-laica Soka Gakkai (dal giapponese società per la creazione di valore). L’organizzazione deriva storicamente da una scuola buddhista giapponese costituita nel XX secolo in origine come associazione laica della scuola buddista giapponese fondata nel XIII secolo.
Stefano Latini
pubblicato Giovedì 4 Settembre 2008

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