Dal mondo
Giappone: sull’Iva al via
una consultazione pubblica
Dopo le ultime elezioni per il rinnovo della Camera Alta torna d'attualità il tema dell'imposta al centro di polemiche
giappone_scorcio di tokyo

Dare nuovo impulso all'economia, rivedere il sistema di sicurezza sociale, risanare il debito pubblico sono le linee programmatiche del piano globale di risanamento che il nuovo primo ministro Naoto Kan, ex responsabile dell'Economia nel governo Hatoyama, ha annunciato di recente dinanzi alla Dieta poco dopo le elezioni. Ma il nuovo primo ministro sembra anche intenzionato ad avviare un vero e proprio dibattito nazionale sull'aumento dell'Iva, attualmente al 5%, riportando la materia fiscale, e la questione dell'imposta in particolare, al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica. Secondo gli analisti politici ad avere influito sulla performance negativa del partito democratico nelle elezioni recenti per il rinnovo parziale della Camera Alta sembra essere stata l'intenzione di portare l'imposta dal 5 al 10% senza però delineare una strategia di risanamento fiscale.

Le ultime novità sul fronte dell'economia
Diminuzione del Pil reale per l'anno solare 2009 del 5%, progressiva crescita della produzione industriale, ripresa ancora fragile, difficile situazione del mercato del lavoro, ridotto livello dei salari che spinge alla contrazione dei consumi, sono alcuni dei tratti di rilievo dell'attuale economia nipponica. Su tutto pesa la crescita del debito pubblico che, secondo stime Ocse, ha superato nel 2010 la soglia del 200% del Pil nominale. Un debito per il momento sostenibile grazie all'elevato livello del risparmio domestico, al tasso di inflazione negativo, ai bassi tassi di interesse e al fatto che è detenuto in massima parte all'interno del Paese.
Nel dicembre 2009 l'esecutivo ha varato una  nuova manovra straordinaria per 7.200 miliardi di yen (circa 55 miliardi di euro) con il preciso obiettivo di produrre un incremento dello 0,7% del Pil. La Camera Alta ha approvato il 24 marzo il bilancio per l'anno fiscale 2010 presentato dal Governo Hatoyama con una manovra da oltre 92 mila miliardi di yen (760 miliardi di euro) che punta a rilanciare l'economia.

I rapporti con l'Unione europea
L'Unione europea è il terzo mercato sia per l'import che per l'export dopo la Cina e gli Stati Uniti. Soltanto nel 2008 i dati Eurostat indicavano in 116 miliardi di euro (-34% rispetto al 2007) l'interscambio commerciale tra il Giappone e l'Unione europea a 27 di cui 75 miliardi di euro di esportazioni e 41 miliardi di euro di importazioni. Il Giappone ha investito nell'Unione europea nel 2007 circa 19 miliardi di dollari Usa (su un totale di 75) mentre ha ricevuto investimenti per soli 642 milioni di dollari (su un totale di 19 miliardi). Tra le novità l'intenzione del governo di negoziare con l'Unione europea un accordo di integrazione economica, sulla scia dell'accordo di libero scambio già parafato con la Corea del Sud.

La costituzione delle Faz
Promuovere le importazioni e gli investimenti diretti dall'estero fornendo, oltre a varie infrastrutture, anche diverse forme di trattamento preferenziale come prestiti a tasso agevolato, in particolare per le PMI; garanzie al credito e finanziamenti sul costo delle infrastrutture; trattamenti fiscali privilegiati sugli immobili. Sono alcune delle caratteristiche di rilievo delle FAZ (Foreign Access zone) che il governo ha costituito nel 1993. Sono aree  integrate e particolarmente strutturate volte a facilitare l'accesso di imprese straniere sul mercato interno.

L'Amministrazione fiscale
Un ufficio centrale, vari dipartimenti regionali e uffici locali, un Tribunale nazionale per la risoluzione delle controversie in materia tributaria e imposte ripartite su base nazionale e locale. Sono queste alcune delle caratteristiche salienti dell'organizzazione tributaria che fa capo a un'Agenzia nazionale. L'organismo semi-indipendente opera nell'ambito del ministero delle Finanze. Dal punto di vista strutturale l'Agenzia può contare su una direzione centrale, 12 dipartimenti regionali e 524 uffici tributari locali che hanno competenza sulla riscossione e sull'accertamento delle imposte nazionali. Alle amministrazioni locali, che si avvalgono della collaborazione degli uffici delle Prefetture e di quelli municipali, è invece affidata la competenza sulla riscossione e l'accertamento delle imposte locali.
 

Gianluca Di Muro
pubblicato Venerdì 6 Agosto 2010

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