Dal mondo
Global Forum, dal G20 di Cannes
l’Italia tra le punte di diamante
È uno dei risultati di rilievo emersi in occasione dell’ultimo recente incontro dei leader tra bilanci e strategie future
g20 a cannes
Sono ormai quasi due anni che il Forum mondiale sulla trasparenza e lo scambio di informazioni ai fini fiscali (Global Forum) verifica l’effettività delle norme e dei procedimenti di scambio negli Stati membri e nei principali centri finanziari attraverso un articolato sistema di peer review. L’ultimo incontro dei Leader del G20, svoltosi a Cannes ai primi di novembre, ha rappresentato l’occasione per fare un primo bilancio dei risultati raggiunti e degli obiettivi per i prossimi anni.
 
Le pagelle del G20
Il giudizio del G20 nei confronti dei risultati delle 59 peer review completate dal Global Forum è ambiguo.  Da un lato, i Leader hanno evidenziato che molte delle giurisdizioni esaminate dal Global Forum rispettano gli standard internazionali in materia di trasparenza fiscale, alcune in maniera piena, altre in misura ampia. Dall’altro lato, i Leader hanno esortato tutte le giurisdizioni esaminate – e in particolare le 11 giurisdizioni che non si sono qualificate per la fase 2 del peer review – a porre rimedio alle carenze identificate nel corso delle revisioni, e a recepire le raccomandazioni formulate dal Global Forum (379 in totale). 
I comunicati non nominano le giurisdizioni che non rispettano gli standard, né individuano le contromisure da adottare nei loro confronti. Allo stesso modo, non c’è nessuna indicazione espressa sulle giurisdizioni che rispettano pienamente o ampiamente gli standard.
I nomi, però, si possono facilmente individuare leggendo i rapporti del Global Forum e, in particolare, il Progress Report presentato al G20. Sommando le nove giurisdizioni che non sono state ritenute pronte per la fase 2 del peer review – Antigua e Barbuda, Barbados, Brunei, Botswana, Panama, Seychelles, Trinidad & Tobago, Uruguay e Vanuatu – alle due il cui passaggio alla fase 2 è condizionato alla soluzione delle criticità evidenziate nei rispettivi rapporti – Svizzera e Liechtenstein – si hanno le 11 giurisdizioni “bocciate” dal G20. È interessante notare che, in un primo momento, tra le giurisdizioni non ritenute idonee per la fase 2 erano inclusi anche San Marino, Belgio, Isole Vergini Britanniche e le Isole Turks & Caicos. Queste giurisdizioni, tuttavia, sono riuscite a riallinearsi alle raccomandazioni del Global Forum, anche attraverso incisive modifiche legislative, prima del G20 di novembre.
 
L’Italia in pole tra i più virtuosi
L’Italia, invece, si trova tra le giurisdizioni più “virtuose” – e, cioè, quelle che, avendo ricevuto una valutazione positiva (the element is in place) su tutti gli elementi rilevanti ai fini del peer review, sono “pienamente” in linea con gli standard internazionali in materia di trasparenza fiscale. Oltre all’Italia, hanno superato l’esame a pieni voti Australia, Francia, India, Irlanda, Isola di Man, Giappone e Norvegia. Ci sono poi le giurisdizioni il cui livello di trasparenza è buono, ma che “potrebbero migliorare” alcuni aspetti del proprio quadro giuridico, come Germania e Stati Uniti. Leggermente peggiore è la situazione di altri Stati, come ad esempio il Regno Unito e il Lussemburgo, che hanno ricevuto una valutazione negativa (the element is not in place) su alcuni aspetti del quadro giuridico.
 
Le conseguenze per chi non si adegua
Non è chiaro quali saranno le conseguenze per le giurisdizioni che non hanno superato la fase 1 o che hanno ricevuto valutazioni negative. Al momento, né il G20, né l’OCSE, né tantomeno il Global Forum hanno pubblicato delle nuove “liste nere”. I Leader del G20 si sono detti pronti, se necessario, ad usare “contromisure” nei confronti delle giurisdizioni che non rispettano gli standard di trasparenza fiscale (par. 36 delle Dichiarazioni Finali) e hanno invitato l’OCSE, il GAFI e le altre agenzie e organizzazioni internazionali a lavorare in materia coordinata per il miglioramento della trasparenza fiscale. 
Probabilmente, il giudizio è sospeso in attesa che il Global Forum termini il processo di peer review: come si legge anche nel Rapporto al G20, è solo alla fine della fase 2 che si potrà capire se il Global Forum, attraverso anche il processo di peer review, sta raggiungendo l’obiettivo di uno scambio di informazioni fiscali effettivo. Le dichiarazioni del G20, tuttavia, hanno già avuto qualche effetto: appena una settimana dopo l’incontro di Cannes, la Banca mondiale ha pubblicato la sua nuova policy sull’uso dei centri finanziari offshore, nella quale si dichiara che prestiti ed altri investimenti effettuati da enti facenti capo alla Banca mondiale non possono essere veicolati attraverso giurisdizioni che non hanno superato la fase 1 del peer review e, dunque, non rispettano gli standard internazionali in materia di trasparenza fiscale.
 
L’avvio del processo di peer review
Nel 2009, la crisi globale e la crescente pressione sulle finanze pubbliche determinano un rinnovato interesse per la cooperazione internazionale in materia fiscale. Nel mese di aprile dello stesso anno, i leader del G20, riuniti a Londra, prendono nettamente posizione a favore degli standard Ocse in materia di trasparenza fiscale e scambio di informazioni, condannando allo stesso tempo i “paradisi fiscali” (tax haven) e, in generale, le giurisdizioni non cooperative. La condanna ha un effetto pressoché immediato: nel giro di pochi giorni, molte delle giurisdizioni considerate non cooperative dall’OCSE – e incluse nella c.d. “lista nera” – ufficializzano la propria intenzione di rinunciare al segreto bancario e di aderire agli standard di trasparenza fiscale elaborati dall’OCSE. Mentre la lista nera si svuota, a settembre il G20 di Pittsburgh accoglie con favore la decisione del Global Forum di avviare un processo di peer review che verifichi l’effettivo livello di trasparenza fiscale delle giurisdizioni e la loro reale adesione agli standard. Il calendario delle revisioni, i criteri di valutazione e la metodologia sono approvati in pochi mesi: le prime revisioni sono ufficialmente lanciate a marzo 2010.


Riferimenti

Francesca Vitale
pubblicato Martedì 29 Novembre 2011

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