accordo su scambio informazioni
Intesa raggiunta tra Bahamas e Gran Bretagna. Dopo Stati Uniti, San Marino e Principato di Monaco è la volta del Regno Unito. E come negli altri casi al centro dell'intesa ancora una volta lo scambio di informazioni. Obiettivo dell'accordo è il rispetto delle norme internazionali in materia finanziaria, anti-riciclaggio e lotta al finanziamento del terrorismo. La firma del Tiea (tax information exchange agreement), avvenuta nei giorni scorsi a Nassau tra Jeremy Cresswell CVO, Alto Commissario del British High Commission, e Zhivargo S. Laing, ministro di Stato per le Finanze giamaicane, consente a entrambe le parti di applicare gli standard codificati dall'Ocse e disporre di uno strumento efficace nella lotta alle frodi e all'evasione fiscale.
Oggetto e campo di applicazione dell'accordo
Le autorità competenti delle parti contraenti si impegnano a prestarsi reciproca assistenza attraverso lo scambio di informazioni rilevanti per l'esecuzione delle leggi nazionali in materia fiscal-finanziaria. Tali informazioni devono comprendere quelle rilevanti per l'accertamento, la liquidazione e la riscossione delle imposte, il recupero e l'esecuzione dei crediti d'imposta, indagini o azioni di rilievo su questioni fiscali. Lo scambio delle informazioni avviene in conformità alle disposizioni dell'accordo sottoscritto e il trattamento deve essere effettuato in modo riservato. Le autorità competenti delle parti contraenti si impegnano a notificare reciprocamente tutte le modifiche sostanziali apportate alla normativa fiscale nazionale e alle informazioni collegate.
Le finalità dell'accordo
Il Tiea, acronimo di tax information exchange agreement, è uno strumento giuridico capace di sviluppare un efficace scambio di informazioni non vincolante. L'obiettivo è permettere agli Stati di ottenere uno scambio di informazioni su richiesta nel settore amministrativo, civile e penale relativamente a fatti che coinvolgono aspetti di carattere fiscale. Il Tiea è un accordo bilaterale sottoscritto da quei Paesi che, a causa di un interscambio commerciale ridotto, non hanno stipulato una convenzione contro la doppia imposizione. L'Ocse ha elaborato, a fronte del modello di convenzione fiscale tipo contro le doppie imposizioni, un modello di Tax Information Exchange Agreement, conosciuto con l'acronimo di Tiea, per disciplinare lo scambio di informazioni in materia fiscale tra Paesi, giurisdizioni e territori con cui non sono in vigore convenzioni contro le doppie imposizioni. La funzione di questi accordi è promuovere la cooperazione internazionale fra i diversi Stati per combattere l'evasione e l'elusione fiscale.
Il ruolo del G20 e i Tiea
In occasione dell'ultimo G20 di aprile è stata confermata la volontà di continuare sulla strada dei Tiea (tax information exchange agreement) considerati un valido ausilio per quantificare il carico tributario di ogni contribuente in relazione alla sua reale capacità contributiva e combattere le pratiche fiscali dannose connesse a operazioni transnazionali. L'accordo persegue infatti il duplice obiettivo di abolire il sistema della cd. "doppia incriminazione", che inibisce lo scambio di informazioni a valenza penal-tributaria relativamente a fattispecie non costituenti illecito nello Stato al quale è richiesta informativa, sia il principio dell' "interesse finale nazionale", che legittima lo Stato ad astenersi dal fornire informazioni nei casi di conflitto con il proprio interesse domestico.
Le Bahamas e la lista grigia
In occasione dell'ultimo G20 di aprile proprio le Bahamas sono state inserite nella cosiddetta lista grigia, vale a dire l'elenco di Stati che, pur non rispettando gli standard internazionali Ocse, si sarebbero impegnate a farlo. Le Bahamas nell'Atlantico rientrano, secondo la definizione contenuta nelle legge 2002 sulle ex colonie inglesi, nel novero degli Stati indipendenti del Commonwealth che vedono la regina Elisabetta ancora Capo di Stato.
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