Dal mondo
Gran Bretagna e Germania:
sul fisco la Ue chiede modifiche
La Commissione europea ha inviato ai due Stati un parere motivato per modificare alcune parti della normativa tributaria
la sede della commissione europea
Gran Bretagna e Germania nel mirino del Fisco. La Commissione europea ha richiesto formalmente ai due governi, attraverso un parere motivato, di modificare le norme tributarie, "colpevoli" di violare alcuni principi dei Trattati dell'Unione sulla libera circolazione, attuando politiche fiscali discriminatorie. I due Stati hanno due mesi di tempo per ottemperare a quanto richiesto. In caso contrario, l'esecutivo comunitario presenterà ricorso per inadempimento davanti alla Corte di Giustizia europea.

La Gran Bretagna e la tassazione immobiliare
A finire nel mirino della Commissione, le norme della legislazione inglese sulla tassazione degli studenti. Infatti, coloro che risiedono e studiano nel Regno Unito hanno diritto a una riduzione delle tasse sugli immobili posseduti; rimangono esclusi dall'agevolazione, invece, i residenti in terra britannica (e, quindi, qui sottoposti a tassazione) che studiano in altri Stati membri dell'Unione europea. Secondo l'esecutivo comunitario, in questo modo, le leggi britanniche attuerebbero una discriminazione nei confronti dei cittadini che decidono di studiare all'estero, restringendo la loro libertà di scelta di trasferirsi in un altro Paese europeo e violando l'articolo 21 del Trattato dell'Unione sulla libera circolazione delle persone.
Inoltre, le norme inglesi, afferma il parere della Commissione, andrebbero contro le politiche dell'Unione, che ha tra i propri obiettivi la promozione della mobilità degli studenti europei ( tema a cui la Commissione ha dedicato, nel 2009, il libro verde "Promuovere la mobilità dei giovani per l'apprendimento").

La Germania e le imposte su successioni e donazioni
Il parere motivato della Commissione contro la Germania, invece, richiama lo Stato tedesco sulle norme discriminatorie relative alle imposte sulle successioni e donazioni.
La legislazione teutonica, infatti, prevede un'esenzione fiscale sull'eredità fino a 500mila euro per i residenti tedeschi (l'ampiezza dell'agevolazione dipende dal grado di parentela esistente); nel caso in cui, invece, sia il testatore sia gli eredi non siano residenti in Germania, l'esenzione è di solo 2mila euro. Stesse regole sono applicate sulla tassazione delle donazioni.
Le norme tedesche, ribadisce la Commissione, violano così l'articolo 63 del Trattato dell'Unione e l'articolo 40 dell'Accordo sullo Spazio economico europeo sulla libera circolazione di capitali. I cittadini che risiedono al di fuori della Germania, infatti, sono sottoposti a un maggior prelievo fiscale e non sono così incentivati a investire in beni situati all'interno del territorio tedesco.
Alessandra Gambadoro
pubblicato Lunedì 28 Marzo 2011

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