Mercoledì 23 Maggio 2012 - Aggiornato alle 16:07
Dal mondo
Il dramma di Haiti rivela
il volto umano del Fisco Usa
il volto umano del Fisco Usa
Il cambiamento, senza precedenti, interessa oltre 140 milioni di dichiarazioni di contribuenti statunitensi
Immutabile, anzi, immodificabile, soprattutto se si tratta d'inseguire eventuali sconti fiscali dell'ultima ora, tanto che nemmeno la crisi è riuscita a scombinarne le pagine, i righi e i riquadri. Insomma, la dichiarazione dei redditi statunitense riservata alle persone fisiche è talmente rinomata per la sua statica fissità che da anni è oggetto di ricerche approfondite di studiosi impegnati nel trovare il senso di questa immobilità, oramai in quasi un secolo di storia contabile del Paese. Peraltro, senza raggiungere un risultato apprezzabile o, comunque, riconducibile a un significato. Ma l'impresa, fino a ieri titanica, di mutare in corso d'opera il profilo del modello di dichiarazione utilizzato, ogni anno, da oltre 140 milioni di contribuenti individuali, sembra ora essere alla portata del Congresso degli Stati Uniti.
La ragione e le finalità sono semplici, ovvero, la generosità del contribuente statunitense che, da giorni, sta provvedendo a indirizzare donazioni dirette a sostenere gli haitiani colpiti duramente dal sisma.
La Generosità piega il Fisco
In pratica, il dramma di Haiti sembra aver rilanciato e rinverdito un tratto tradizionale proprio dei contribuenti statunitensi, cioè quello della generosità oltre ogni limite imposto dalla contabilità sia di Stato che domestica. Il risultato è che le code, le file, la mobilitazione nel donare e nell'inviare aiuti in direzione delle popolazioni di Haiti ha già raggiunto cifre impensabili fino a pochi giorni or sono, numeri che la stessa Banca Centrale, la Federal Reserve, non era affatto in grado di prevedere.
Il Congresso sponsorizza le donazioni, pronto il nuovo disegno di legge
La risposta del Parlamento Usa, ovvero, del Congresso, è stata altrettanto rapida. In meno di tre giorni, infatti, un'iniziativa bipartisan, che ha visto insieme i rappresentanti delle commissioni che si occupano di monitorare le finanze e i fondi nella disponibilità della "Locomotiva mondiale", hanno già presentato un disegno di legge che, qualora fosse approvato, determinerebbe uno slittamento senza precedenti dei termini per poter beneficiare delle agevolazioni connesse alle donazioni effettuate da contribuenti individuali.
Come funziona il Fisco pro-Haiti
Nei dettagli, la riapertura dei termini per le donazioni consentirebbe, ai contribuenti che vi fanno ricorso e che decidono di indirizzare fondi personali a sostegno di Haiti, di poter recuperare i benefici legati alle donazioni già nell'anno in corso, senza quindi dover attendere la prossima dichiarazione dei redditi. In pratica, le somme donate sarebbero ricondotte alla dichiarazione dei redditi relativa all'anno d'imposta 2009, piuttosto che dover attendere la compilazione e l'invio della dichiarazione in riferimento al 2010, cioè il prossimo anno. In questo modo, i donatori potranno subito beneficiare delle agevolazioni e del trattamento di favore previsto dalle norme in vigore, a condizione che le scelte dei contribuenti siano state effettuate dopo l'11 gennaio 2010 e antecedentemente al 1 marzo 2010. Intervallo temporale, questo, considerato preclusivo e non soggetto a eventuali estensioni. Insomma, il dramma haitiano alla fine ha prevalso sui drammi post-crisi e piegato, alle regole non scritte della generosità, la fissità statica del Fisco Usa.
La ragione e le finalità sono semplici, ovvero, la generosità del contribuente statunitense che, da giorni, sta provvedendo a indirizzare donazioni dirette a sostenere gli haitiani colpiti duramente dal sisma.
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In pratica, il dramma di Haiti sembra aver rilanciato e rinverdito un tratto tradizionale proprio dei contribuenti statunitensi, cioè quello della generosità oltre ogni limite imposto dalla contabilità sia di Stato che domestica. Il risultato è che le code, le file, la mobilitazione nel donare e nell'inviare aiuti in direzione delle popolazioni di Haiti ha già raggiunto cifre impensabili fino a pochi giorni or sono, numeri che la stessa Banca Centrale, la Federal Reserve, non era affatto in grado di prevedere.
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Stefano Latini
pubblicato Martedì 19 Gennaio 2010
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