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Dal mondo
Il Fisco all’ombra delle piramidi punta sul 20
Questo il numero della storica rivoluzione tributaria che interesserà non soltanto le imprese ma anche i contribuenti individuali
La nuova aliquota per i profitti delle aziende dovrebbe scivolare dal 40 al 20 per cento. Analogo discorso vale per i cittadini per i quali l’aliquota massima scenderà anch’ essa di pari valore e sarà accompagnata da una modifica parallela verso l’alto di tutte le soglie dei diversi scaglioni di reddito. Tuttavia il progetto elaborato dal Governo potrebbe scontare gli effetti negativi dell'attentato a Sharm El Sheik.
Luce verde dell’Esecutivo al taglio da primato del fisco che, nei prossimi mesi, scenderà del 50 per cento su aziende e contribuenti individuali. È iniziato infatti a luglio il countdown fiscale che, nel corso dei prossimi mesi, dovrebbe condurre a una riduzione significativa delle imposte che pesano sulle tasche dei contribuenti egiziani e sui bilanci di decine di migliaia di aziende nazionali.
Le linee essenziali del progetto
In pratica, almeno secondo quanto contenuto all’interno dei documenti ufficiali presentati recentemente dall’ Esecutivo e che sono in realtà il risultato di un lungo ed estenuante processo di verifica e di transazione svoltosi fin dal settembre del 2004 sui tavoli delle numerose commissioni ad hoc che si sono occupate della riforma del sistema fiscale attuale, la taglia delle imposte che si applicano sui redditi dei contribuenti individuali e sui profitti delle imprese sarà diminuita di circa il 50 per cento. Naturalmente si tratta di una stima media piuttosto lontana da quanto invece sostenuto dalla stragrande maggioranza degli analisti. A ogni modo, nonostante il gap esistente tra le valutazioni degli osservatori indipendenti e quelle fornite dalle fonti ufficiali del ministero delle Finanze, per il Paese delle Piramidi e della Sfinge si tratterebbe di un taglio delle imposte da primato, ovvero, mai realizzato dai Governi precedenti.
Effetti benefici sulle imprese
Il profilo del Fisco egiziano è destinato a mutare in maniera piuttosto considerevole nei prossimi mesi. Per quanto riguarda i profitti delle aziende la nuova aliquota scivolerà dal 40 per cento al 20 per cento. Si tratta di una regressione significativa che ridurrà della metà il perimetro del Fisco nell’ambito dei bilanci delle società. Naturalmente, la ritirata dell’imposta sui redditi delle imprese interesserà in maniera minore gli operatori economici che lavorano nel settore dell’export e che già godevano di un’aliquota ridotta pari al 22 per cento.
Nel mirino le agevolazioni fiscali delle free trade zone
Per quanto riguarda invece alcune esenzioni speciali come, per esempio, quelle che interessano soprattutto i dividendi distribuiti annualmente dalle società quotate e gli investimenti azionari mirati che hanno l’obiettivo di rendere più seducente il sistema finanziario, tali misure non subiranno alcuna revisione. Cambiamenti in vista invece sul versante delle free trade zones e delle aree industriali che, già a partire dall’anno in corso, dovrebbero vedere abolite le agevolazioni fiscali di cui hanno goduto per anni, almeno in riferimento alle aziende che vi si stabiliranno a partire dal 1° gennaio del 2006, anche se il calendario non è affatto definitivo.
Fisco light anche sui contribuenti individuali
Il 20 campeggia, al medesimo tempo, sulla volta del nuovo profilo del Fisco che interessa le tasche dei contribuenti individuali per i quali l’aliquota massima scenderà dal 40 al 20 per cento. A questa variazione, piuttosto sostanziale non soltanto sotto l’aspetto numerico, si accompagnerà una modifica parallela verso l’alto di tutte le soglie dei diversi scaglioni di reddito legati alle altre aliquote dell’imposta che, de facto, consentirà una riduzione significativa del cuneo fiscale che agisce sulle entrate di milioni di famiglie egiziane.
L’attentato terroristico incombe sulla riforma del Fisco
Naturalmente, il progetto di cambiamento cosi’ radicale del Fisco egiziano potrebbe scontare gli effetti negativi che il recente attentato terroristico a Sharm El Sheik sta determinando all’interno dell’economia del Paese e, nonostante già in fase avanzata, rimanere nel cassetto nel prossimo biennio. Infatti il ministro delle Finanze, Youssef Boutros Ghali, aveva nelle settimane passate indicato l’eventuale perdita immediata di gettito in circa 700 milioni di dollari. Attualmente, però, le stime relative a una diminuzione significativa delle entrate legate al settore del turismo o, nella peggiore delle ipotesi, a una performance talmente negativa da determinare addirittura una fase di regressione e di inattesa involuzione di un comparto dell’economia egiziana che alimenta ben l’8 per cento del Pil nazionale ma che, incluso l’indotto, giunge fino al 15 per cento, potrebbe convincere i responsabili delle Finanze a procrastinare il taglio netto delle tasse e delle imposte posto in agenda un anno fà.
Il progetto di riforma al vaglio degli esperti
Secondo la stragrande maggioranza degli esperti, considerando che ben 16 miliardi di dollari ogni anno ruotano intorno al mercato del turismo egiziano che scivola dalle vertigini delle Piramidi fin sulle distese dei deserti che lambiscono il Nilo e carezzano le spiagge del Mar Rosso, regalando all’Erario nazionale almeno 1,5 miliardi di dollari l’anno e contribuendo a fornire risorse determinanti per alimentare il rudimentale Welfare del Paese che, naturalmente, sconta ancora una serie di ritardi e di vuoti piuttosto evidenti soprattutto in campo sanitario e sociale, una recessione reale del settore turistico potrebbe trascinare l’intero Paese indietro di almeno un decennio sul piano economico e finanziario. Se a questi dati si aggiunge anche il fatto che oltre 3 milioni di egiziani, il 13 per cento degli occupati, trovano lavoro per via diretta o indiretta grazie allo sviluppo decisamente muscolare esibito recentemente dall’industria turistica su scala nazionale, il quadro sembra davvero suggerire uno stop alla riforma fiscale che, probabilmente, potrebbe essere consegnata al 2007 piuttosto che al periodo 2005-2006.
La nuova aliquota per i profitti delle aziende dovrebbe scivolare dal 40 al 20 per cento. Analogo discorso vale per i cittadini per i quali l’aliquota massima scenderà anch’ essa di pari valore e sarà accompagnata da una modifica parallela verso l’alto di tutte le soglie dei diversi scaglioni di reddito. Tuttavia il progetto elaborato dal Governo potrebbe scontare gli effetti negativi dell'attentato a Sharm El Sheik.Luce verde dell’Esecutivo al taglio da primato del fisco che, nei prossimi mesi, scenderà del 50 per cento su aziende e contribuenti individuali. È iniziato infatti a luglio il countdown fiscale che, nel corso dei prossimi mesi, dovrebbe condurre a una riduzione significativa delle imposte che pesano sulle tasche dei contribuenti egiziani e sui bilanci di decine di migliaia di aziende nazionali.
Le linee essenziali del progetto
In pratica, almeno secondo quanto contenuto all’interno dei documenti ufficiali presentati recentemente dall’ Esecutivo e che sono in realtà il risultato di un lungo ed estenuante processo di verifica e di transazione svoltosi fin dal settembre del 2004 sui tavoli delle numerose commissioni ad hoc che si sono occupate della riforma del sistema fiscale attuale, la taglia delle imposte che si applicano sui redditi dei contribuenti individuali e sui profitti delle imprese sarà diminuita di circa il 50 per cento. Naturalmente si tratta di una stima media piuttosto lontana da quanto invece sostenuto dalla stragrande maggioranza degli analisti. A ogni modo, nonostante il gap esistente tra le valutazioni degli osservatori indipendenti e quelle fornite dalle fonti ufficiali del ministero delle Finanze, per il Paese delle Piramidi e della Sfinge si tratterebbe di un taglio delle imposte da primato, ovvero, mai realizzato dai Governi precedenti.
Effetti benefici sulle imprese
Il profilo del Fisco egiziano è destinato a mutare in maniera piuttosto considerevole nei prossimi mesi. Per quanto riguarda i profitti delle aziende la nuova aliquota scivolerà dal 40 per cento al 20 per cento. Si tratta di una regressione significativa che ridurrà della metà il perimetro del Fisco nell’ambito dei bilanci delle società. Naturalmente, la ritirata dell’imposta sui redditi delle imprese interesserà in maniera minore gli operatori economici che lavorano nel settore dell’export e che già godevano di un’aliquota ridotta pari al 22 per cento.
Nel mirino le agevolazioni fiscali delle free trade zone
Per quanto riguarda invece alcune esenzioni speciali come, per esempio, quelle che interessano soprattutto i dividendi distribuiti annualmente dalle società quotate e gli investimenti azionari mirati che hanno l’obiettivo di rendere più seducente il sistema finanziario, tali misure non subiranno alcuna revisione. Cambiamenti in vista invece sul versante delle free trade zones e delle aree industriali che, già a partire dall’anno in corso, dovrebbero vedere abolite le agevolazioni fiscali di cui hanno goduto per anni, almeno in riferimento alle aziende che vi si stabiliranno a partire dal 1° gennaio del 2006, anche se il calendario non è affatto definitivo.
Fisco light anche sui contribuenti individuali
Il 20 campeggia, al medesimo tempo, sulla volta del nuovo profilo del Fisco che interessa le tasche dei contribuenti individuali per i quali l’aliquota massima scenderà dal 40 al 20 per cento. A questa variazione, piuttosto sostanziale non soltanto sotto l’aspetto numerico, si accompagnerà una modifica parallela verso l’alto di tutte le soglie dei diversi scaglioni di reddito legati alle altre aliquote dell’imposta che, de facto, consentirà una riduzione significativa del cuneo fiscale che agisce sulle entrate di milioni di famiglie egiziane.
L’attentato terroristico incombe sulla riforma del Fisco
Naturalmente, il progetto di cambiamento cosi’ radicale del Fisco egiziano potrebbe scontare gli effetti negativi che il recente attentato terroristico a Sharm El Sheik sta determinando all’interno dell’economia del Paese e, nonostante già in fase avanzata, rimanere nel cassetto nel prossimo biennio. Infatti il ministro delle Finanze, Youssef Boutros Ghali, aveva nelle settimane passate indicato l’eventuale perdita immediata di gettito in circa 700 milioni di dollari. Attualmente, però, le stime relative a una diminuzione significativa delle entrate legate al settore del turismo o, nella peggiore delle ipotesi, a una performance talmente negativa da determinare addirittura una fase di regressione e di inattesa involuzione di un comparto dell’economia egiziana che alimenta ben l’8 per cento del Pil nazionale ma che, incluso l’indotto, giunge fino al 15 per cento, potrebbe convincere i responsabili delle Finanze a procrastinare il taglio netto delle tasse e delle imposte posto in agenda un anno fà.
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Stefano Latini
pubblicato Venerdì 19 Agosto 2005
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