Dal mondo
In India la lotta all’evasione viaggia sugli Sms
Obiettivo dell’iniziativa è ricondurre in breve tempo milioni di contribuenti indiani all’interno del perimetro del Fisco
"Paga le tue imposte, invia la tua dichiarazione dei redditi e tieni alta la testa". E’ questa, in coincidenza della celebrazione del Diwali, ovvero il festival nazionale delle luci che registra ogni anno l’esplosione rituale delle musiche, dei colori ma anche dei consumi e delle spese di decine di milioni di Indiani, la frase comparsa in questi giorni e nelle settimane passate su milioni di telefoni cellulari. Naturalmente non si tratta di un messaggio augurale piuttosto di una sorta di ammonimento collettivo che l’Amministrazione tributaria indiana ha deciso di lasciar scivolare nelle orecchie di milioni di contribuenti che, in possesso di telefonini, versano all’Erario almeno 22 dollari al mese per garantirsene l’utilizzo.

I numeri dell’evasione: 3 indiani su 100 pagano le tasse
In realtà l’iniziativa, sponsorizzata e annunciata personalmente dal ministro delle finanze, Palaniappan Chidambaram, persegue un obiettivo ben definito il cui target è di ricondurre in breve tempo milioni di contribuenti indiani all’interno del perimetro del Fisco. Infatti, almeno secondo quanto riportato recentemente da fonti ufficiali, su oltre 1 miliardo di indiani soltanto il 3 per cento, per l’esattezza 30 milioni, sarebbero stati registrati fino ad oggi come contribuenti effettivi. In pratica, un numero smisurato di lavoratori e di aziende sfugge ogni anno al Fisco scivolando nel mare dell’economia sommersa, che costituisce una sorta di sistema produttivo parallelo rispetto a quello contabilizzato ufficialmente da Nuova Delhi, oppure, ricorrendo alla vasta e variegata offerta proveniente dal pianeta dell’offshore. Il risultato è che sul versante dell’evasione fiscale, i dati paiono davvero scoraggianti. Infatti, secondo le tavole statistiche disegnate recentemente dall’Amministrazione tributaria federale, i contribuenti facoltosi che, secondo i parametri contabili indiani, decisamente distanti da quelli dei paesi ricchi, denunciano redditi superiori ai 22 mila dollari, sarebbero circa 80 mila. Si tratta di un numero modesto che, considerando l’impatto del sommerso e la corsa contigua dell’evasione, stanno mettendo a rischio la tenuta dei conti pubblici di un Paese che, come noto, punta a occupare un ruolo di primo piano sul palcoscenico dell’economia globale.

Le società versano di più all’Erario ma scende il gettito complessivo
Peraltro, oltre alle dimensioni oramai insostenibili raggiunte dal fenomeno dell’evasione fiscale, un secondo tratto piuttosto peculiare che caratterizza l’andamento delle finanze federali di Nuova Delhi è costituito dall’impennarsi del gettito delle imposte versate dalle imprese nelle casse dell’Erario centrale che, nel primo semestre dell’anno in corso, ha fatto registrare un aumento record pari al 166 per cento rispetto a quanto incassato nel medesimo periodo del 2004. In pratica le aziende indiane hanno fatto scivolare tra le braccia del Fisco oltre 2 miliardi di dollari, 2,1 per l’esattezza, oltrepassando di circa mezzo miliardo la cifra inizialmente stimata. Nonostante questa inattesa performance veicolata dalla corporate India, le entrate fiscali complessive sono però stimate in significativa diminuzione e quest’anno potrebbero scendere del 29 per cento sul 2004 aprendo una voragine sui conti pubblici che nemmeno un’eventuale crescita del Pil intorno all’8 per cento potrebbe sanare.

Guai in vista per gli evasori che non seguono il monito dell’Sms
E’ proprio per arginare la deriva dei conti federali che l’Esecutivo ha progettato e avviato l’innovativa campagna antievasione che vede al centro l’utilizzo massiccio degli Sms che parlano di Fisco, di imposte e di tasse. A questo riguardo è, però, necessario aggiungere che la parte conclusiva dell’iniziativa prevede una stretta piuttosto dura nei confronti dei contribuenti che, piuttosto che fare proprio il monito che viaggia tramite i cellulari, continueranno a non versare quanto dovuto all’Erario di Nuova Delhi. In particolare, saranno avviati controlli e accertamenti sia nei riguardi di chi utilizza le carte di credito sulle quali transitano almeno 4 mila dollari l’anno, sia sui consumatori più agguerriti e dinamici che, per esempio, decidono di acquistare beni considerati di estremo lusso come le automobili. Dunque l’avviso che viaggia con gli Sms è piuttosto esplicito: chi non si allinea al Fisco rientrando nel perimetro ordinario tracciato dagli obblighi fiscali rischierà di dover fare i conti con controlli piuttosto intensi e intrusivi.
Stefano Latini
pubblicato Giovedì 10 Novembre 2005

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