A cominciare da Singapore
L'economia non è immobile, ma non corre come stimato. La crisi della finanza mondiale, invece, segni evidenti ne ha lasciati anche sul tessuto economico e produttivo, soprattutto su quello esposto ai flussi e alle intemperie dell'export. Il risultato è che la fuga di capitali, centinaia di miliardi, in direzione delle giurisdizioni a bassa tassazione, cioè offshore, non sembra affatto essersi arrestato, anzi. A riportare, nei dettagli, la crescente esposizione della finanza indiana nei riguardi dei paradisi fiscali è stata recentemente l'Amministrazione tributaria. Ad annunciare, invece, la soluzione prospettata, e già in parte adottata, è stato il responsabile dell'Economia, ovvero, il ministro delle Finanze Pranab Mukherjee. L'occasione, una risposta a un question-time parlamentare.
Il Fisco sbarca sull'offshore, s'inizia a Singapore e si termina a Londra - In pratica, l'obiettivo dell'Agenzia delle Entrate indiana, di cui il Central Board of Direct Taxes - CBDT - è di recarsi direttamente a far visita ai paradisi fiscali piuttosto che attendere da questi informazioni e risposte che non giungeranno mai. Come? Semplice, aprendo degli uffici con competenze e poteri specifici nelle giurisdizioni che, più di altre, hanno mantenuto sempre chiuse le comunicazioni in ambito fiscal-finanziario. I nuovi uffici, distaccati presso sedi estere, saranno tutti contigui alle ambasciate e alle residenze delle rappresentanze diplomatiche indiane presso i centri offshore. I primi due insediamenti avranno come obiettivo Singapore e Mauritius, due luoghi che, secondo le analisi e i dati in possesso del fisco indiano, risultano essere i luoghi più sordi e distanti alle chiamate e alle richieste ufficializzate dai responsabili del fisco di Nuova Delhi. Otto però sono gli uffici che saranno presto inaugurati in altrettanti Paesi. In particolare, mentre la colonizzazione dell'offshore avrà inizio con Singapore, la prima fermata avrà come obiettivo la City di Londra, rifugio privilegiato dai super-miliardari indiani, il cui numero cresce a ritmi sostenuti da anni. Anche Dubai, Cipro, Olanda, Francia, Giappone e Germania vedranno insediarsi gli occhi dei detective fiscali indiani. E per finire, un ufficio speciale anti-offshore sorgerà a Washington, negli Usa.
Viaggi offshore da riportare in dichiarazione - Ma la novità che ha destato maggiore interesse, tra quelle annunciate dal ministro in Parlamento, riguarda uno spazio specifico che sarà inserito tra i riquadri della dichiarazione dei redditi. Tra queste righe il contribuente indiano che viaggia tra le giurisdizioni a bassa tassazione, e che risulta sospettato d'evasione fiscale, dovrà riportare il perché della sua visita, con l'indicazione, nei dettagli, di eventuali acquisti, cessioni o azioni realizzate durante il suo soggiorno nel Paese specifico. Insomma, una sorta di Grande Fratello anti-offshore.
L'elenco dei Paesi ad alto rischio offshore - E per finire, uno speciale Comitato investigativo e di indagine avrà il compito di stilare, entro il 2011, una lunga lista di Paesi a bassa tassazione la cui scarsa collaborazione mostrata nel corso degli anni renderà obbligatoria la tracciabilità da riportare nella dichiarazione dei redditi da parte del contribuente nel caso questi decida di soggiornarvi.
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