Dal mondo
Irlanda: effetto post Brexit
tra rischi attuali e scenari futuri
L'argomento al centro dell’ultimo Rapporto del governo che delinea le conseguenze politico-economiche
brexit ed effetti
L’uscita del Regno Unito è il rischio più forte per l’economia dell’Irlanda. Questo giudizio si trova nel quarto Rapporto governativo sulla valutazione dei rischi attuali e futuri per la Repubblica irlandese.  La Gran Bretagna è infatti uno dei principali partner economici di Dublino e la separazione dall’Unione europea di Londra potrebbe portare alla ricostruzione di confini “hard” Uk-Eire e nuove barriere tariffarie a detrimento reciproco. D’altra parte l’uscita dello United Kingdom dall’Unione europea apre per ora improbabili ma comunque possibili scenari di una isola verde nuovamente unita da Dublino a Belfast, con pesanti conseguenze anche dal punto vista fiscale.
 
Fra pericoli per l’economia e orgoglio nazionale  –  La decisione del Regno Unito di lasciare  l’Unione Europea potrebbe avere  un significativo impatto negativo sull’economia e sulla finanze dell’Irlanda.  La Gran Bretagna è infatti uno dei quatto maggiori partner economici della Repubblica irlandese:  il 17 % delle esportazioni dell’Eire vanno infatti al Regno Unito (una fetta sostanzialmente identica al 16,8% degli Stati Uniti). In moneta sonante, ciò significa che ogni settimana circa 1,2 miliardi di euro in beni e servizi “corrono”  fra i due Stati.  Secondo il documento, l’impatto della Brexit su questo flusso in entrata e in uscita potrebbe portare a una riduzione degli scambi del 20% con punte del 40% per cento in alcuni particolari settori dell’economia irlandese. Il governo di Dublino si dice  favorevole al mantenimento di un confine “light” fra  le due Irlande (attualmente le persone possono muoversi liberamente fra Ulster e Repubblica), ma  per voce del ministro degli Esteri Simon Coveney afferma con orgoglio che l’Irlanda si rifiuterà di essere utilizzata come “un pedone nelle mani  del Regno Unito” nelle trattative della Brexit.  Altro fronte di rischio per l’economia dell’isola verde sono gli Stati Uniti. Qualsiasi cambiamento nella politica fiscale e commerciale Usa – sottolinea il Rapporto – potrebbe mettere in pericolo la sostenibilità del modello economico irlandese (in particolare la capacità di mantenere e attrarre investimenti e posti di lavoro).  A questo proposito il documento, senza fare nomi e cognomi, ricorda che la raccolta dell’imposta irlandese sulle società è concentrata in pochi contribuenti: i primi 10 garantiscono il 40% delle entrate relative. Nel complesso, come illustra il Rapporto pubblicato qualche mese fa, in Irlanda le entrate continuano a crescere da almeno cinque anni.  Lo scorso anno sono stati raccolti quasi 48 miliardi di euro e, in particolare, l’imposta sulla società ha fatto registrare un incremento significativo del 7%.
 
Referendum per l’unità irlandese? –   In una Europa attraversata da referendum per l’indipendenza e dal risveglio di popoli senza Stato, l’uscita britannica dall’Unione sembra aprire una possibilità inattesa per l’Irlanda: l’unità da Belfast a Dublino.  Nella scorsa primavera, il movimento Sinn Fein, nell’Irlanda del Nord, ha affermato che la Brexit avrà conseguenze economiche disastrose per l’Ulster che potrebbero essere evitate con una consultazione popolare  sull’unità irlandese da convocare il più presto possibile. E, in effetti, secondo il documento che analizza i rischi per il futuro dell’Irlanda, l’uscita britannica dall’Unione europea potrebbe mettere a rischio non soltanto gli scambi economici fra Repubblica e Regno, ma potrebbe portare persino a una rottura degli equilibri di pace raggiunti col Good Friday Agreement del 10 aprile 1998.  
 
Fabrizio Ortu
pubblicato Venerdì 29 Settembre 2017

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