Dal mondo
Irlanda: pronta la nuova roadmap
per riformare la fiscalità d’impresa
Un report del Dipartimento delle Finanze illustra le modifiche che saranno apportate alla tassazione societaria
tax  piggy bank
L’Irlanda è pronta per una riforma della tassazione societaria? E in che modo? Il Dipartimento delle Finanze fa il punto della situazione con il report “Ireland's Corporation Tax Roadmap”, pubblicato nei giorni scorsi e presentato alla stampa dal ministro delle Finanze Paschal Donohoe.
In Irlanda vige un’aliquota societaria del 12,5%, che ha permesso alla Tigre celtica di esercitare una forte attrattività nei confronti di imprese estere che spesso hanno scelto il Paese come sede fiscale. Grossi gruppi societari hanno firmato accordi con il Governo per ottenere vantaggi consistenti in termini di imposte da versare e per questo Dublino si è trovata di frequente sotto i riflettori di organismi comunitari e internazionali e della stampa mondiale.
 
Beps e direttive antielusione, l’Irlanda si allinea
Il Dipartimento delle Finanze attraverso il report vuole mettere in risalto le attività portate avanti da Dublino per conformarsi alle regole internazionali sulla trasparenza, in particolare a quelle del progetto Beps (Base erosion and profit shifting), promosso dall’Ocse, e a quelle contenute nelle della Direttiva 2016/1164 dell’Unione europea, cosiddetta Atad (Anti-tax avoidance directive), varata con lo scopo di combattere la pianificazione fiscale aggressiva.
Nel 2016 il Governo ha affidato all’economista Seamus Coffey uno studio sui possibili cambiamenti della fiscalità d’impresa. Obiettivi: elaborare una serie di indicazioni per garantire i più alti standard in materia di trasparenza fiscale, in accordo con le regole internazionali; assicurare una legislazione tributaria il più possibile equa; garantire un adeguato gettito tributario dalla tassazione delle imprese; rafforzare l’impegno del Paese nell’attuazione delle linee Beps e mantenere l’aliquota del 12,5%.
Dallo studio di Coffey sono emerse 18 raccomandazioni, a cui è seguita una consultazione pubblica promossa dal Governo sull’applicazione della direttiva Ue e sull’attuazione delle azioni 8,9 e 10 del pacchetto Beps.

I punti chiave della road map
La tassazione societaria rimane con un’aliquota del 12,5%. Dublino non fa retromarcia su uno dei pilastri della fiscalità d’impresa, ma mette nero su bianco nel report le azioni che saranno intraprese a breve per rispettare gli impegni internazionali. Limiti sugli interessi, tassazione in uscita, Cfc (Controlled foreign companies), norme anti-abuso, disallineamenti da ibridi, transfer pricing, questi i temi su cui il Governo si propone di prendere in tempi brevi delle decisioni, anche per dare seguito alle direttive internazionali e comunitarie in materia. 
Per i limiti sugli interessi è prevista entro l’anno l’attivazione di una consultazione pubblica; le norme sulla tassazione in uscita, invece, saranno operative non più tardi del primo gennaio 2020. Per quanto riguarda le misure anti-abuso, il Governo sottolinea come non ci sia la necessità di armonizzare la legislazione nazionale a quella comunitaria perché la materia in Irlanda è già disciplinata dal Taxes consolidation act del 1997.
Le nuove regole sulle Controlled foreign companies, introdotte dalla Finanziaria 2018, entreranno in vigore dal primo gennaio 2019. 
La legislazione sui disallineamenti da ibridi sarà introdotta dalla Finanziaria 2019 per rendere operative le regole dall’inizio del 2020, ma il ministero delle Finanze, data la complessità della materia, ha intenzione di lanciare una consultazione pubblica sull’argomento.
Stesso discorso sulle modifiche normative in materia di transfer princing, che dovrebbero essere inserite nella Finanziaria per il prossimo anno e diventare oggetto di una consultazione pubblica.
 
Alessandra Gambadoro
pubblicato Giovedì 20 Settembre 2018

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