Dal mondo
In Israele la libertà fiscale scatta il 4 agosto
La fatidica data arriva con cinque giorni di ritardo rispetto all'anno scorso e i contribuenti verseranno all'erario l'equivalente di circa 349 euro in più

Nessun sollievo nel 2005 per i contribuenti israeliani, il carico fiscale non accenna a diminuire, anzi la pressione tributaria e contributiva è aumentata e i cittadini di Israele resteranno prigionieri del fisco fino alla mezzanotte del 3 agosto. Potranno festeggiare il tax freedom day soltanto il giorno successivo, cominciando finalmente a lavorare per loro stessi e per le loro famiglie.

Il Jerusalem Institute for Market Studies ha calcolato il giorno di libertà dalle tasse in Israele e l'amara sorpresa per i contribuenti è stata scoprire che il giorno della liberazione fiscale nel 2005 è il più lontano degli ultimi 15 anni, arriva cinque giorni dopo il tax freedom day del 2004 e, quindi, per soddisfare il fisco i cittadini dovranno sacrificarsi di più.


Per i primi 216 giorni del 2005, in sostanza i due terzi dell'anno, si lavorerà "gratis". Ogni shekel guadagnato dai contribuenti servirà a pagare tasse, imposte e contributi al fisco israeliano.
Lavorare cinque giorni in più per il governo vuol dire, secondo i calcoli dell'Istituto, che ogni contribuente porterà alle casse dell'erario 2mila shekel (349 euro) supplementari e il carico fiscale medio arriverà, nel 2005, a 31mila shekel contro i 29mila del 2004.

Lo studio fa risalire la causa dello spostamento in avanti della data di liberazione fiscale all'introduzione di nuove tasse non bilanciate dalla lieve diminuzione, che pure c'è stata, dell'imposta sul reddito perché, nel frattempo, il sistema di tassazione territoriale è stato sostituito con quello personale, modificando, inoltre, in senso più esteso, il concetto di residenza. E questo, per aumentare la base imponibile.
E' entrata, inoltre, in vigore la norma che prevede la tassazione, con l'aliquota del 15 per cento, dei guadagni di borsa.

Il calcolo del tax freedom day, grazie alla sua semplicità, consente al cittadino di misurare il suo esatto carico fiscale, ovvero, il totale delle tasse pagate ogni anno da un contribuente medio. Se è, infatti, abbastanza facile individuare il peso delle imposte dirette sul reddito, molto spesso non è altrettanto semplice avere presente l'intero ammontare, comprensivo, quindi, anche delle imposte indirette, di quelle locali e dei contributi sulla previdenza sociale.

Il giorno della liberazione dalle imposte, per l'anno 2005, è individuato utilizzando i dati ufficiali del ministero delle Finanze e del Bilancio ed è a carattere previsionale.
Il Jerusalem Institute for Market Studies ha cominciato a calcolare il tax freedom day di Israele, per la prima volta nella storia del Paese, lo scorso anno, e lo ha fatto anche per i quattordici anni precedenti.
Lo staff tecnico è guidato da un economista svedese, Gabriel Stein, che ha lavorato nel ministero delle Finanze israeliano ed è incaricato del calcolo, per l'Istituto Adam Smith, del tax freedom day del Regno Unito.
La metodologia usata da Stein è la stessa che utilizza anche la Tax Foundation negli Stati Uniti d'America, e questo permette di paragonare il tax freedom day di Israele con quello di altri Stati.

Gli Usa hanno già celebrato il loro giorno di libertà dalle imposte che è arrivato il 17 aprile, 108 giorni prima, i sudditi di sua Maestà, invece, faranno festa il 31 maggio, 64 giorni prima e i contribuenti italiani, secondo un'elaborazione pubblicata dal Corriere della Sera a gennaio, smetteranno di lavorare per il fisco e potranno pensare a loro stessi dopo il 21 giugno.

L'ultima considerazione che si ricava dal rapporto è che il tax freedom day cade sempre più in là e ciò dimostra che la pressione tributaria in Israele è in aumento e il governo non riesce a varare le appropriate misure fiscali di cui il Paese ha bisogno.

Il gap che si sta creando, non solo nei confronti degli Usa e del Regno Unito, ma anche rispetto a Paesi dell'Est europeo che per diminuire il carico fiscale e aiutare lo sviluppo economico si stanno orientando verso l'introduzione di una flat tax, rischia di allargarsi sempre più.

Giuseppe Ciliberto
pubblicato Mercoledì 27 Aprile 2005

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