Mercoledì 23 Maggio 2012 - Aggiornato alle 16:07
Dal mondo
Iva, banche e normativa FATCA
al centro dell'incontro della Taxud
al centro dell'incontro della Taxud
Quinto appuntamento per il Gruppo sulla politica fiscale sotto la supervisione del Commissario Semeta
Nuovo incontro per il Gruppo sulla politica fiscale. L'appuntamento è il quinto da quando la struttura è stata rilanciata nell'ottobre di due anni fa su impulso dell'attuale Commissario per la Fiscalità e l'Unione doganale, l’audit interno e la lotta antifrode, Algirdas Šemeta. Un incontro che tra gli argomenti di rilievo ha visto protagonista la normativa americana FATCA. E questo proprio quando un gruppo di partner dell'Unione europea, e l'Italia è tra i protagonisti, ha annunciato di voler utilizzare il Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA) per intensificare la lotta all'evasione fiscale internazionale. Un impegno non disgiunto dalla individuazione di strumenti per lo scambio di informazioni.
Facta: un punto d’incontro tra Usa e Ue
Tra i temi all’ordine del giorno dell'incontro, lo studio delle strategie da adottare nella legislazione Ue in materia di Facta (Foreign accounts tax compliance act). La legge, approvata dal governo Usa nel marzo 2010 con l’obiettivo di combattere l'evasione fiscale internazionale, prevede dal 2013 l’obbligo per gli istituti finanziari non statunitensi di fornire all’Irs (Internal Revenue Service) le informazioni relative ai propri clienti. L’applicazione della legge così come formulata recherebbe un duro colpo alle banche e altri istituti europei interessati, su cui graverebbero notevoli costi di adempimento. Per questo motivo, i tecnici Ue sono all’opera per trovare un accordo con il Fisco statunitense e cercare di rendere più “leggera” l’applicazione delle norme, trovando una mediazione tra le regole Usa e quelle Ue in materia di risparmio. Intanto, l'Italia, la Francia, la Germania, la Spagna e il Regno Unito hanno annunciato di voler adottare una strategia comune nei confronti degli Usa, auspicando che questa venga estesa a tutti Paesi dell’Unione.
Iva e Analisi annuale della crescita
I rappresentanti dei ministeri delle Finanze dei 27 Stati Ue, presieduti da Algirdas Šemeta, si sono confrontati anche sulla necessità di rafforzare a livello europeo il coordinamento delle politiche fiscali nazionali, necessario per lo scambio di best practice e il miglioramento del Mercato unico. I tecnici hanno discusso anche del futuro dell’Iva, sulla base delle indicazioni contenute dalla Comunicazione emanata dalla Commissione nel dicembre scorso. Tre i punti chiave della discussione: la creazione di uno Sportello unico al quale le imprese possono rivolgersi per assolvere i propri adempimenti Iva, la riduzione delle aree di esenzione e delle aliquote ridotte previste dalle legislazioni nazionali e, infine, il rafforzamento della lotta all’evasione, in primis alle frodi carosello. Al vaglio del Gruppo anche le linee guida in ambito fiscale contenute nell’Analisi annuale della crescita 2012. Il documento individua ogni anno le priorità dell’Unione europea in materia di politica economica. A riguardo, i tecnici Ue si sono confrontati sulla possibilità di incrementare le entrate tributarie in modo efficace, non ricorrendo all’aumento delle imposte ma alle modifiche delle soglie di esenzione e a un eventuale allargamento della base imponibile. Rafforzare il contrasto all’evasione fiscale ed elaborare politiche fiscali che sostengano la crescita economica, queste le altre priorità individuate dall’Analisi per il 2012 e affrontate durante la riunione. In particolare, è stata presa in esame la possibilità di spostare il carico fiscale dalle imprese e dal lavoro ai consumi, con l’obiettivo di stimolare la ripresa economica. I tecnici Ue, inoltre, si sono confrontati sulle proposte di due direttive, una sulla Common Consolidated Corporate Tax Base (base imponibile consolidata comune per le società europee) e l’altra sulla tassazione del settore energetico.
Una strategia per una bioeconomia sostenibile
La Commissione europea ha annunciato proprio ieri un piano per indirizzare l’economia europea verso un più ampio e sostenibile uso delle risorse rinnovabili. La strategia si basa su un approccio interdisciplinare, intersettoriale con l'obiettivo di creare un’economia a emissioni ridotte. Tre gli aspetti chiave: sviluppo di tecnologie e processi produttivi nuovi destinati alla bioeconomia; sviluppo di mercati e competitività nei diversi settori della bioeconomia; collaborazione tra i responsabili politici e le parti interessate. La strategia sarà presentata per la prima volta ufficialmente agli Stati membri dell’Unione europea in occasione del Consiglio "Competitività" il prossimo 21 febbraio 2012.
Alessandra Gambadoro
pubblicato Martedì 14 Febbraio 2012
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