Dal mondo
L’Ocse promuove il Moss dell’Ue,
lo schema Iva per i servizi digitali
Il Mini One Stop Shop, lo speciale meccanismo di riscossione dell’imposta sul valore aggiunto, supera il primo test
moss
L'Unione europea e i suoi Stati membri sono da tempo in prima linea nell'adozione e implementazione di meccanismi semplificati finalizzati alla riscossione di imposte e tasse dovute anche da quei contribuenti che, in termini materiali, non risultano situati o localizzati nel Paese e/o giurisdizione a cui è di fatto riconosciuto tale diritto di tassazione. Basti pensare, al riguardo, alle grandi aziende e ai colossi della digital economy che operano, lungo la rete B2C - business to consumer – all’interno del mercato europeo. Considerato questo tema come altamente strategico, di recente l’Ocse ha passato in rassegna le diverse soluzioni adottate in differenti realtà economiche riconoscendo all’Unione d’aver sviluppato e integrato negli anni la piattaforma di gran lunga migliore, sia in termini di semplicità sia riguardo i risultati e la gestione dei flussi.

Cos’è il Moss
Innanzitutto, il sistema Moss mira in via generale alla gestione dell’Iva sui servizi digitali. In pratica, si tratta d’un mini sportello unico (sistema Moss per l’appunto) che consente, grazie alle sue funzionalità e applicazioni, di fornire i seguenti servizi all'interno dell'Ue senza la necessità, da parte del contribuente interessato, società o altra entità, di registrarsi in ciascun Paese dell'Ue in cui è effettuata la fornitura dei seguenti servizi: di telecomunicazione, di radiodiffusione sonora e televisiva o di servizi prestati tramite mezzi elettronici. In sostanza, anche se l’impresa ha sede al di fuori dell'Ue, può comunque beneficiare del sistema, in quanto sono previsti due tipi di regimi: quello per l'interno dell'Unione, regime Ue, e quello per l'esterno, ovvero, regime non Ue. Nel primo caso, l'iscrizione al sistema Moss non è obbligatoria, ma consente di fornire determinati servizi ai Paesi dell'Ue senza bisogno di registrarsi separatamente in ciascuno Stato membro. Naturalmente, in caso di adesione, non è possibile scegliere di includere solo alcuni Paesi Ue. E comunque, una volta convalidati, i dati di iscrizione saranno conservati in una banca dati e trasmessi ai Paesi dell'Ue interessati. La seconda opzione, invece, quella del regime non Ue è rivolta alle imprese con sede al di fuori dell'Unione europea.
Le aziende estere interessate, per partecipare al sistema, occorre che selezionino uno Stato membro di identificazione, che può essere qualsiasi Paese dell'Ue. Una volta effettuata la scelta, in caso di fornitura di un servizio, occorrerà applicare le norme (in materia di fatturazione, contabilità di cassa, sgravio per credito irrecuperabile ecc.) dello Stato membro di consumo prescelto dall’azienda. Al riguardo, e in particolare per le entità estere, è corretto ricordare che laddove l’impresa abbia sede fuori dai confini Ue ed è già registrata o obbligata a registrarsi ai fini dell'Iva nell'Ue (per le eventuali vendite effettuate nell'Ue), questa azienda non è autorizzata ad utilizzare il regime non Ue. In questo caso, infatti, occorre registrarsi e calcolare l'Iva in ogni Paese dell'Ue in cui vengono forniti i servizi. Però, a partire dal 1º gennaio 2019 la situazione cambierà e la stessa società potrà anch’essa utilizzare il regime non Ue. Dunque, il MOSS non è altro che una procedura semplificata di registrazione e riscossione dell’Iva relativamente alle forniture elettroniche di servizi transfrontaliere B2C.

Valutazione del regime semplificato di registrazione e raccolta Iva tramite Moss nell'Ue
Premessa, il giudizio dell’Ocse è positivo, tanto da ribadire che l’attuale sistema in vigore in Europa costituirà nel medio e nel lungo periodo uno standard efficiente e qualitativo da adottare su di un piano globale, quindi oltre i confini europei. In pratica, il Moss funziona sia per gli Stati membri dell'Ue, che erano tenuti a sviluppare un portale web elettronico per ospitare la registrazione, la presentazione e la gestione dei dati e dei processi di pagamento, sia per le imprese, dirette interessate, che negli anni hanno beneficiato d’una riduzione dei costi collegati agli adempimenti.

I numeri, in dettaglio
Le iscrizioni, ovvero, il numero di imprese registrate nel Moss era superiore a 11mila nel Regime dell'Unione e leggermente inferiore a 800 nel regime non dell'Unione a dicembre 2015. L’anno successivo, il primo dato ha raggiunto quasi quota 13mila aziende, mentre il secondo ha oltrepassato il numero di 1.000 società registrate. In sostanza, sulla base dei dati disponibili, si stima che circa il 15% delle imprese di fornitura di servizi transfrontalieri B2C sono registrate nel sistema  Moss. Un numero elevato di operatori, tant’è che una percentuale tra il 60% e l'80% del valore dei servizi transfrontalieri B2C è stato segnalato transitare attraverso processi e procedure gestite dal Moss.

La facilità di registrazione
Le prime esperienze delle aziende con il Moss erano "molto positive" grazie, in particolare, alla facilità di registrarsi. Le stesse imprese, che in genere trovavano che i portali web nazionali forniscono i servizi e il supporto di cui hanno effettivamente  bisogno per conformarsi ai loro obblighi fiscali, hanno riconosciuto come questa procedura innovativa determini risparmi considerevoli in merito alle spese di conformità. Costi e oneri complessivi delle aziende che utilizzano il regime semplificato, infatti, risultato inferiori di circa il 95% rispetto a chi non utilizza il Moss, con un risparmio totale di circa 500 milioni di euro l’anno.

Le multinazionali rappresentano i flussi maggiori
La concentrazione dei flussi registrati dal Moss deriva da un piccolo numero di grandi aziende che, di fatto, rappresentano la stragrande maggioranza delle entrate Iva riscosse nell'ambito del Moss dell'Unione. Oltre il 99% del gettito dell’imposta sul valore aggiunto processato attraverso il Moss dell'Unione è stato dichiarato da circa il 13% delle imprese registrate. Come dire, i grandi gruppi sembrano maggiormente interessati e attratti da questo innovativo strumento.
 
 
 
 
Stefano Latini
pubblicato Venerdì 16 Novembre 2018

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