Dal mondo
L’Ue per una tassazione equa:
il Fair taxation seminar fa tappa a Roma
Dopo Lettonia, Francia e Austria, il dibattito si sposta in Italia. L’Irlanda ospiterà l’ultimo incontro del 2018
estratto della locandina dell'evento
L’obiettivo è chiaro e l’ha definito direttamente il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker: “Voglio che gli europei si sveglino in un’Europa che è riuscita ad approvare un solido pilastro di diritti sociali. In cui i profitti delle aziende sono tassati nel luogo in cui sono stati realizzati”. Quest’affermazione sintetizza l’impegno profuso dall’esecutivo comunitario, insieme agli Stati membri dell’Unione europea, per rendere i sistemi fiscali più trasparenti, comprensibili ed efficaci nel loro complesso, per soddisfare le richieste di giustizia sociale e crescita economica anche mediante un coordinamento fiscale equo ed efficace.
È in questa cornice che si inserisce il seminario organizzato dalla Commissione europea sulla fair taxation che si è tenuto oggi a Roma.
È più opportuno affrontare il tema della tassazione equa a livello nazionale, europeo o internazionale? Qual è il ruolo della società civile? Quali misure sono necessarie per raggiungere l’obiettivo? Sono questi alcuni dei temi chiave su cui si sono confrontati Valère Mountarlier, della Dg Taxud, Fabrizia Lapecorella, direttore generale delle Finanze del Mef, Francesca Gastaldi, professore associato di Scienza delle finanze dell’Università La Sapienza, Antonia Carparelli, Consigliere per la governance economica della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Francesca Mariotti, responsabile delle politiche Fiscali di Confindustria, Mikhail Maslennikov, policy advisor di Oxfam Italia, Anna Lisa Mandorino, vice-segretario generale di Cittadinanzattiva e Ivan Vacca, condirettore di Assonime. Al dibattito ha partecipato tutta la platea attraverso gruppi di lavoro che hanno formulato opinioni e proposte sui temi chiave del seminario.
L’incontro di oggi è la penultima tappa di un ciclo di eventi sul tema della tassazione equa promosso dalla Commissione per stimolare il confronto tra istituzioni europee e nazionali, organizzazioni della società civile, esponenti del mondo accademico e rappresentanti delle imprese. Un tour che tocca Lettonia, Francia, Austria, Italia e Irlanda attraverso un fil rouge che può essere decinato in tre obiettivi comuni: sensibilizzare i diversi soggetti coinvolti nel processo fiscale sull’agenda dell’Unione europea in materia, conoscere e comprendere le peculiarità nazionali e, di conseguenza, connettere esigenze nazionali e agenda europea.

Tassazione equa: a che punto è l’Europa
Il tema sembra essere negli ultimi anni all’ordine del giorno, tenuto conto che il Parlamento europeo ha stimato in 50-70 miliardi di euro all’anno le mancate entrate dovute a evasione, elusione e frode fiscale connesse alla pianificazione fiscale aggressiva e che l’opinione pubblica chiede con sempre più forza un impegno maggiore da parte delle istituzioni europee nel combattere le frodi fiscali che tolgono risorse alla collettività e viziano il mercato.
La Commissione ha lanciato la prima campagna per una tassazione equa nel 2015 con il Pacchetto sulla trasparenza fiscale‘ (Tax Transparency Package). Da allora numerose iniziative sono state portate avanti per aumentare la consapevolezza e la cooperazione tra gli Stati Ue in materia fiscale. I Paesi membri hanno concordato lo scambio automatico di informazioni tra amministrazioni sui ruling preventivi transfrontalieri, sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento e sulle rendicontazioni paese per paese delle multinazionali. Inoltre, le misure introdotte dall’Ue garantiranno alle autorità fiscali nazionali l‘accesso alle informazioni in materia di antiriciclaggio e la condivisione dei dati sui conti finanziari esteri dei cittadini, mettendo fine al segreto bancario all‘interno dell’Unione europea. La Commissione ha, inoltre, proposto una rendicontazione pubblica per le multinazionali e requisiti di trasparenza per gli intermediari, al fine di garantire una maggiore vigilanza sulle attività delle aziende e dei consulenti e ha creato una black list delle giurisdizioni non cooperative e trasparenti sotto il profili fiscale in continuo aggiornamento.
Insomma, un’attività densa in cui trovano spazio anche la Direttiva antielusione fiscale, che stabilisce misure antielusive giuridicamente vincolanti sull‘intero territorio dell‘Ue e che entrerà in vigore nel 2019, e le proposte per una corretta tassazione dell’economia digitale.
Ancora in fase di negoziazione da parte dei Paesi membri è, invece, la proposta di una base imponibile consolidata comune per l‘imposta sulle società (CCCTB) che, secondo l’esecutivo comunitario, rappresenterebbe un sistema equo, efficace e competitivo, in quanto creerebbe un sistema unico europeo per il calcolo dei profitti d‘impresa tassabili. Il nuovo metodo di determinazione del reddito avrebbe validità sull‘intero territorio dell’Unione Europea e favorirebbe la riduzione dell’elusione fiscale. 
 
 
Valeria Ibello
pubblicato Mercoledì 19 Settembre 2018

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