Mercoledì 23 Maggio 2012 - Aggiornato alle 16:07
Dal mondo
La flat tax tra le colonne del Partenone
L’esecutivo ellenico sta considerando la possibilità di introdurre un’aliquota unica sui redditi delle persone fisiche e sui profitti delle società
L’entrata in vigore, prevista per gennaio 2007, dovrebbe sospingere in alto le entrate fiscali, almeno secondo il ministro delle Finanze greco, Giorgios Alogoskoufis, titolare del progetto. Peraltro il piano, che sembra aver già incassato il consenso del Primo ministro, Costas Karamanlis, qualora dovesse ottenere il via libera definitivo sarà probabilmente ufficializzato a settembre, nel corso dell’appuntamento tradizionale dell’International Fair di Tessalonica, dove ogni anno si annunciano le nuove politiche per l’anno che verrà.
La riforma del fisco ellenico, il cui esordio risale al 2003, sembra davvero non avere termine. Infatti, almeno secondo quanto riportato dalla stampa locale, l’esecutivo di Atene avrebbe oramai già posto in agenda la definizione e l’entrata in vigore a breve di un nuovo pacchetto di misure fiscali che dovrebbero trasformare in maniera significativa il profilo tributario del Paese.
Presto anche la flat tax tra le colonne e le statue dell’Acropoli?
Al centro delle modifiche programmate campeggia l’introduzione della oramai mitica flat tax che, a partire dal 1° gennaio del 2007, dovrebbe essere già applicata in riferimento ai redditi e ai profitti dichiarati sia dai contribuenti individuali che dalle aziende. Infatti l’obiettivo del governo greco è principalmente quello di semplificare e snellire in maniera radicale il sistema impositivo ellenico che, con il transito generale sui binari della flat tax, dovrebbe poter esibire, ma non prima del 2007, un’aliquota unica valida sia per il calcolo dell’imposta che devono versare le persone fisiche nelle casse dell’erario che per il conteggio delle somme che le società devono scindere dai loro profitti e indirizzare verso i caveaux del fisco ellenico. Secondo il ministro delle finanze greco, Giorgios Alogoskoufis, la discesa in campo dell’aliquota unica dovrebbe consentire, oltre a un maggiore sprint dell’economia, una riscossa anche sul versante delle entrate fiscali che, in questi anni, non hanno mostrato una dinamica soddisfacente di crescita. Naturalmente le eventuali perdite del gettito causate inizialmente dalla riforma saranno compensate, ma soltanto in parte, dalla coincidente estensione dell’Iva nel settore edilizio delle costruzioni i cui permessi risultano rilasciati nella finestra temporale del 2006.
Programmata un’aliquota unica al 25 per cento
La taglia della flat tax, sulla quale punta l’esecutivo di Atene, dovrebbe essere pari al 25 per cento. Si tratterebbe per le società di una riduzione sostanziosa del cuneo fiscale di oltre 10 punti percentuali dato che l’aliquota attuale è ferma al 35 per cento. Per i contribuenti individuali invece è previsto, oltre all’ingresso dell’aliquota unica sui loro bilanci familiari, l’estensione della soglia di esenzione che dovrebbe crescere da 11 mila fino a 13 mila euro.

Nota. Nel grafico è riportato l’eventuale transito dall’attuale sistema progressivo ellenico a un regime impositivo egemonizzato esclusivamente dalla flat tax
Una scossa all’economia?
Insomma il transito a un regime fiscale egemonizzato da una sola aliquota dovrebbe consentire di alleggerire la pesantezza estrema della burocrazia tributaria greca che, soprattutto in questi anni, secondo molti analisti ha costituito una delle cause maggiori del tasso modesto di competitività mostrato dagli operatori economici ellenici sul mercato internazionale. Naturalmente, considerando che la Grecia nel biennio passato ha mantenuto una crescita del Pil mediamente superiore alla soglia del 4 per cento e che, nonostante tale performance dell’economia ben al di sopra del trend esibìto dai Paesi partner sia dell’Unione che dell’Ocse abbia mostrato criticità piuttosto permanenti sui due fronti del debito pubblico e del disavanzo annuale, il ricorso alla flat tax è giustificato anche dal tentativo di rivitalizzare l’economia razionalizzando e ottimizzando il rapporto tra entrate e uscite.
Tra l’altro l’ansia di ripristinare l’equilibrio dei conti dipende anche dagli impegni maturati nell’ambito dell’Unione europea. Infatti, secondo le condizioni dettate da Bruxelles, entro il 2006 la taglia del deficit ellenico dovrebbe scivolare dal 6 al 3 per cento del Pil, consentendo il reintegro dei conti della Grecia nei parametri europei. Sul versante del debito pubblico invece l’impegno di atterrare da oltre il 100 per cento del Pil al più modesto 60 per cento entro il 2010 è già stato abbandonato dal governo che invece spera in una riduzione più lenta ma comunque progressiva.
L’entrata in vigore, prevista per gennaio 2007, dovrebbe sospingere in alto le entrate fiscali, almeno secondo il ministro delle Finanze greco, Giorgios Alogoskoufis, titolare del progetto. Peraltro il piano, che sembra aver già incassato il consenso del Primo ministro, Costas Karamanlis, qualora dovesse ottenere il via libera definitivo sarà probabilmente ufficializzato a settembre, nel corso dell’appuntamento tradizionale dell’International Fair di Tessalonica, dove ogni anno si annunciano le nuove politiche per l’anno che verrà.La riforma del fisco ellenico, il cui esordio risale al 2003, sembra davvero non avere termine. Infatti, almeno secondo quanto riportato dalla stampa locale, l’esecutivo di Atene avrebbe oramai già posto in agenda la definizione e l’entrata in vigore a breve di un nuovo pacchetto di misure fiscali che dovrebbero trasformare in maniera significativa il profilo tributario del Paese.
Presto anche la flat tax tra le colonne e le statue dell’Acropoli?
Al centro delle modifiche programmate campeggia l’introduzione della oramai mitica flat tax che, a partire dal 1° gennaio del 2007, dovrebbe essere già applicata in riferimento ai redditi e ai profitti dichiarati sia dai contribuenti individuali che dalle aziende. Infatti l’obiettivo del governo greco è principalmente quello di semplificare e snellire in maniera radicale il sistema impositivo ellenico che, con il transito generale sui binari della flat tax, dovrebbe poter esibire, ma non prima del 2007, un’aliquota unica valida sia per il calcolo dell’imposta che devono versare le persone fisiche nelle casse dell’erario che per il conteggio delle somme che le società devono scindere dai loro profitti e indirizzare verso i caveaux del fisco ellenico. Secondo il ministro delle finanze greco, Giorgios Alogoskoufis, la discesa in campo dell’aliquota unica dovrebbe consentire, oltre a un maggiore sprint dell’economia, una riscossa anche sul versante delle entrate fiscali che, in questi anni, non hanno mostrato una dinamica soddisfacente di crescita. Naturalmente le eventuali perdite del gettito causate inizialmente dalla riforma saranno compensate, ma soltanto in parte, dalla coincidente estensione dell’Iva nel settore edilizio delle costruzioni i cui permessi risultano rilasciati nella finestra temporale del 2006.
Programmata un’aliquota unica al 25 per cento
La taglia della flat tax, sulla quale punta l’esecutivo di Atene, dovrebbe essere pari al 25 per cento. Si tratterebbe per le società di una riduzione sostanziosa del cuneo fiscale di oltre 10 punti percentuali dato che l’aliquota attuale è ferma al 35 per cento. Per i contribuenti individuali invece è previsto, oltre all’ingresso dell’aliquota unica sui loro bilanci familiari, l’estensione della soglia di esenzione che dovrebbe crescere da 11 mila fino a 13 mila euro.

Nota. Nel grafico è riportato l’eventuale transito dall’attuale sistema progressivo ellenico a un regime impositivo egemonizzato esclusivamente dalla flat tax
Una scossa all’economia?
Insomma il transito a un regime fiscale egemonizzato da una sola aliquota dovrebbe consentire di alleggerire la pesantezza estrema della burocrazia tributaria greca che, soprattutto in questi anni, secondo molti analisti ha costituito una delle cause maggiori del tasso modesto di competitività mostrato dagli operatori economici ellenici sul mercato internazionale. Naturalmente, considerando che la Grecia nel biennio passato ha mantenuto una crescita del Pil mediamente superiore alla soglia del 4 per cento e che, nonostante tale performance dell’economia ben al di sopra del trend esibìto dai Paesi partner sia dell’Unione che dell’Ocse abbia mostrato criticità piuttosto permanenti sui due fronti del debito pubblico e del disavanzo annuale, il ricorso alla flat tax è giustificato anche dal tentativo di rivitalizzare l’economia razionalizzando e ottimizzando il rapporto tra entrate e uscite.
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Stefano Latini
pubblicato Giovedì 28 Luglio 2005
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