Dal mondo
L'Ocse mette in guardia l'Australia:
mercato residenziale con prezzi in calo
La minore vivacità del settore degli alloggi lascia spazio a un possibile rischio di recessione macroeconomica
kangaroo sign
Dall’Ocse arriva un “warning” per la situazione del settore immobiliare. Il mercato abitativo australiano sta vivendo un momento particolarmente vulnerabile. I prezzi sono più che raddoppiati in termini reali dall'inizio degli anni 2000 e il debito delle famiglie è aumentato. Il mercato ha iniziato a suscitare disaffezione nell'ultimo anno, con prezzi in calo soprattutto a Melbourne e Sydney. Finora, mutuando le parole dell’Ocse, i dati indicano un “atterraggio morbido” (soft landing) senza conseguenze sostanziali per l'economia generale, tuttavia, rimane il rischio di un “atterraggio duro” (hard landing).

Finora la diminuzione dei prezzi delle case è stata graduale. A ciò hanno contribuito le misure prudenziali adottate dalle autorità australiane limitando determinati tipi di credito abitativo.
Allo stesso modo, la ripresa dell'offerta di alloggi e l'attività edilizia restano elevate. Inoltre, alcuni dati suggeriscono che i prezzi delle case in Australia non sono stati eccessivamente sopravvalutati; il Fondo Monetario Internazionale ha stimato che nel terzo trimestre 2017 i prezzi sono cresciuti tra il 5 e il 15%.
Parecchie caratteristiche del finanziamento australiano limitano il rischio di ricadute finanziarie in seguito a una correzione dei prezzi delle abitazioni. Le banche sono ben capitalizzate e il loro stato di liquidità è solido. L'indebitamento è concentrato nelle famiglie con medio e alto reddito, e i dati indicano un calo delle difficoltà finanziarie negli ultimi anni, nonostante l'aumento del debito ipotecario.

Tuttavia, secondo il parere dell’Ocse, la minore vivacità del mercato degli alloggi lascia spazio a un possibile rischio di recessione macroeconomica. Nonostante le stime, secondo cui il mercato australiano non è molto sopravvalutato, i prezzi delle case potrebbero diminuire in modo sostanziale. Se ciò dovesse accadere, il consumo delle famiglie potrebbe risentirne e indebolirsi. I nuclei familiari avrebbero investito i loro soldi per ottenere una ricchezza abitativa inferiore alle aspettative e una crescente incertezza economica generata dalla recessione. Le famiglie, di conseguenza, ridurrebbero anche tutte le altre spese relative alle abitazioni, non solo acquisto e vendita, ma anche manutenzione degli alloggi (ad esempio ci sarebbe un interesse inferiore nella spesa per la ristrutturazione e la decorazione degli interni). Una diminuzione sostenuta dei prezzi delle abitazioni indebolirebbe anche l'attività edilizia. L'indebolimento della domanda aggregata potrebbe a sua volta portare a perdite sui prestiti alle imprese, mettendo sotto pressione il settore finanziario.

L’OECD’s 2018 Economic Survey of Australia raccomanda alle autorità di preparare piani di emergenza per un grave collasso del mercato immobiliare. Queste dovrebbero includere la possibilità di una situazione di crisi in una o più istituzioni finanziarie.
Inoltre il documento riporta che l'economia e il mercato del lavoro in Australia sono stati resilienti, con l'aumento dell'occupazione e della partecipazione alla forza lavoro. Le proiezioni mostrano una solida crescita costante della produzione di circa il 3% nel prossimo futuro. Gli standard di vita sono buoni ma permangono le sfide socio-economiche, specialmente per i gruppi più vulnerabili con alto rischio di povertà. L'Australia, secondo l’Ocse, sta affrontando sfide economiche che, se non gestite bene, potrebbero vedere la fine dei suoi solidi precedenti.
 
 
Rosa Colucci
pubblicato Giovedì 10 Gennaio 2019

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