Dal mondo
Negli Usa il federalismo fiscale costa
Quanto? 700 miliardi di dollari. A giudicare dal raffronto tra le entrate tributarie del 2006 degli erari dei singoli Stati dell’Unione
immagine
Soprattutto in California, dove ammonta a 111 miliardi di dollari, e perfino alle Hawaii, dove l’11 per cento del reddito annuale del contribuente in media finisce all’erario locale. Questo significa che resta poco spazio per il dubbio.  I contribuenti statunitensi, circa140 milioni, versano annualmente all’erario federale di Washington 2.500 miliardi di dollari. Ma non è finita qui. Infatti, oltre a quella centrale, la comunità contabile Usa ospita almeno 3.000 diverse entità territoriali, tutte dotate d’una autonoma sovranità in materia d’imposte, tasse e tributi. Naturalmente, si tratta di un’autonomia riconosciuta ma rigidamente differenziata e, soprattutto, dotata di limiti rigorosi sia riguardo l’ambito territoriale, sia in riferimento al profilo soggettivo e oggettivo che ne governa l’applicazione al fine di evitare inutili duplicazioni e sconfinamenti.

Il federalismo fiscale costa 700 miliardi di dollari
Il risultato comunque, in termini puramente contabili, è che una volta chiuso il conto con il fisco di Washington i contribuenti statunitensi sono chiamati a provvedere alle incombenze e agli obblighi fiscali derivanti innanzitutto dallo Stato nel quale si risiede e, a seguire, dalla Contea e dalla città nelle quali si dimora. E così alla fine, oltre alle imposte federali, i cittadini statunitensi versano ogni anno oltre 700 miliardi di dollari all’erario domestico per chiudere definitivamente il loro conto con il Fisco. Dunque, un conto piuttosto salato che da anni, anzi da decenni, vede impegnati molti studiosi in piani e progetti di riformulazione o addirittura di rifondazione delle federalismo made in Usa.

In California abitare costa di più
Passando in rassegna le entrate fiscali dei singoli Stati dell’Unione, è la California che di gran lunga stravince riguardo il volume degli incassi registrati dal fisco locale. Nel corso del 2006 infatti, l’ultima annualità i cui dati definitivi sono stati resi pubblici, l’erario californiano si è assicurato un gettito derivante da imposte e tasse di ben 111 miliardi di dollari, un vero e proprio record nella storia non solo della California ma degli Stati Uniti. Eterno secondo è invece il rivale storico, ovvero lo Stato di New York, che nel 2006 non è andato oltre i 50 miliardi di dollari. In fondo alla graduatoria compare invece il Sud-Dakota, il cui erario statuale si è accontentato di appena 1 miliardo di dollari. Però è nel Wyoming e nel Vermont che il fisco pesa di più sui contribuenti Se però si passa dai valori assoluti a quelli relativi, allora si scopre che è nel Wyoming che le imposte e le tasse dello Stato lasciano un segno maggiore sulle tasche dei contribuenti. Infatti, il peso del fisco domestico questa volta calcolato in misura pro-capite è di 4 mila dollari l’anno per ogni singolo cittadino. Si tratta di una somma nient’affatto modesta, considerato che la si deve sommare a quanto si versa a Washington. Dietro il Wyoming la seconda piazza spetta invece al Vermont, dove l’imposta pro-capite ammonta a 3.800 dollari. Tornando alla California, e utilizzando la medesima misura di calcolo, si scopre che il peso della tassazione dello Stato resta comunque elevato anche se rimodulato sul parametro pro-capite, ma si arresta a quota 3 mila dollari, relegando quindi l’erario locale in ottava posizione. Ancora più indietro compare New York, che undicesima si ferma a 2.800 dollari.  

L’ombra del federalismo fiscale anche sulle Hawaii
Se si osserva la quota del reddito disponibile che viene assorbita ogni anno delle imposte riscosse dallo Stato, quindi non da Washington, il primato spetta ancora al Vermont, dove quasi il 12 per cento dei guadagni e dei salari dichiarati dal contribuente finisce nelle casse dell’erario dello Stato. Ed è qui che spunta la sorpresa delle Hawaii. Infatti, proprio in questo paradiso naturale mitico il fisco locale vanta ogni anno circa 5 miliardi di entrate fiscali, non molto, ma se si considera che l’11 per cento dei redditi di chi vi risiede viene assorbito dall’Amministrazione fiscale hawaiana, allora la visione cambia, e inaspettatamente anche le mitiche Hawaii finiscono per assumere un tratto meno attraente.
Stefano Latini
pubblicato Sabato 9 Febbraio 2008

I più letti

testo alternativo per immagine
Il dipartimento Finanze ha offerto, con una circolare, una panoramica completa del tributo. Soffermiamoci sul chi, come, quanto e quando, riferiti ai fabbricati abitativi
casa
Il tributo, introdotto anticipatamente in via sperimentale dall’articolo 13 del “Salva Italia”, è ormai ai nastri di partenza. Il primo appuntamento è fissato per giugno
silenzio
La mancanza dei presupposti per beneficiare di un’agevolazione fiscale non può essere considerata una nuova eccezione che cambia, in appello, l’originaria impostazione del ricorso
testo alternativo per immagine
Sul sito dell’Agenzia un percorso guidato per installare gratuitamente il programma che aiuterà i contribuenti nella stesura della dichiarazione dei redditi
medico disegno
Sono rettificabili soltanto le “sviste” formali e di calcolo, niente da fare per le scelte di natura opzionale che, invece, una volta fatte, non sono revocabili
testo alternativo per immagine
Il dipartimento Finanze ha offerto, con una circolare, una panoramica completa del tributo. Soffermiamoci sul chi, come, quanto e quando, riferiti ai fabbricati abitativi
casa
Il tributo, introdotto anticipatamente in via sperimentale dall’articolo 13 del “Salva Italia”, è ormai ai nastri di partenza. Il primo appuntamento è fissato per giugno
testo alternativo per immagine
La Suprema corte chiarisce quali sono gli effetti processuali che si verificano in caso di chiusura della società contribuente nel corso del contenzioso tributario
testo alternativo per immagine
Per la scadenza di giugno è dovuto un terzo o la metà dell’imposta calcolata con l’aliquota di base e la detrazione. Saldo a conguaglio, entro il 16 dicembre, con la percentuale definitiva
non change
Legittima la correzione di errori materiali o formali ma non di quelli riferibili a scelte del contribuente, come la deduzione di perdite in periodi di imposta successivi
casa
Il tributo, introdotto anticipatamente in via sperimentale dall’articolo 13 del “Salva Italia”, è ormai ai nastri di partenza. Il primo appuntamento è fissato per giugno
carte di credito
Il riepilogo dell’Amministrazione sull’applicazione del nuovo strumento che contrasta frodi ed evasioni fiscali
testo alternativo per immagine
Per la scadenza di giugno è dovuto un terzo o la metà dell’imposta calcolata con l’aliquota di base e la detrazione. Saldo a conguaglio, entro il 16 dicembre, con la percentuale definitiva
La Finanziaria 2010 ha stabilizzato l'aliquota ridotta per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria
testo alternativo per immagine
Chiarimenti a 360° sulla comunicazione dei dati relativi alle operazioni Iva di importo non inferiore a 3.000 euro. In arrivo il software gratuito per la compilazione