Dal mondo
Nel 2018, il Fisco globale cambia.
Servizi sempre più Smart&Digital
Il processo di informatizzazione e l’introduzione di nuove tecnologie semplificano gli adempimenti e i pagamenti
world bank

L’istantanea 2018 che il WBG scatta sull’evoluzione attuale del fisco globale sottolinea, in modo piuttosto inequivocabile, la centralità strategica d’una tendenza già avviata a inizio millennio e che riflette il focus e gli sforzi continui da parte di molti Governi, e delle rispettive Amministrazioni finanziarie, nello sviluppo di sistemi efficienti e ad alto contenuto tecnologico sia per la riscossione delle imposte sia riguardo la facilitazione nell’adempiere gli obblighi fiscali e nell’effettuazione dei pagamenti richiesti da parte dei contribuenti.
 

Tempi ridotti e migliori pagamenti
L’introduzione delle nuove tecnologie nella ridefinizione della relazione tra fisco e contribuenti cosa comporta? Per gli esperti che per conto del Gruppo della Banca Mondiale si sono occupati di condurre l’outlook 2018 doing-business, le positività della digitalizzazione e della maggiore interazione e immediatezza che essa determina con i contribuenti producono risultati significativi. In particolare, il tempo dedicato agli adempimenti tende a ridursi e, al contempo, anche i versamenti da effettuare si riducono in quanto si concentrano. Non è quindi un caso secondo gli autori del Rapporto che, proprio in correlazione con il diffondersi del fattore tecnologico in ambito fiscale la tempistica degli adempimenti sia globalmente scesa, in media, a 240 ore, 5 in meno rispetto allo scorso anno, e ben 54 in meno rispetto al decennio passato. Al medesimo tempo, si riduce anche il numero die pagamenti, 24 in media rispetto ai 25 dell’edizione 2017. Ebbene, queste riduzioni, nei tempi e negli esborsi, sono in gran parte determinate dall'aumento nell’uso di tecnologie sempre più innovative sia dai contribuenti che dalle stesse autorità fiscali nazionali. Si tratta, infatti, di nuovi strumenti, procedure o servizi generalmente informatizzati al 100% che migliorano i sistemi online di archiviazione tradizionali e migliorano le modalità dei pagamenti.

 

31 Paesi Ocse e ora anche la Cina guardano con convinzione al fisco online
L’innovazione e la modernizzazione in chiave digitale delle Amministrazioni finanziarie è piuttosto evidente in Europa e in Nord-America. Non è quindi un caso se i Paesi membri dell’Ocse e dell’Unione europea risaltino rispetto ad altre regioni o Paesi nello sviluppo e nell’uso dell’online, delle app del fisco, dell’Intelligenza Artificiale, della Robotica e quant’altro. Più indietro le realtà africane e asiatiche, anche se i segnali d’un netto risveglio sono oramai evidenti anche i Paesi come la Namibia, il Kenya, il Sud Africa e, sorpresa, le Seychelles. Ma il salto maggiore è stato compiuto nel triennio passato dai Paesi cosiddetti emergenti, in particolare Cina e India. La prima ha avviato un restyling completo sia delle procedure impiegate dal fisco sia nei sistemi di archiviazione documentale e per quanto attiene alle modalità di controllo e verifica dei contribuenti. In altre parole, il data-mining e l’online parlano anche cinese. Un balzo in avanti se si pensa che fino a dieci anni or sono erano la carta e gli uffici delle imposte gli unici strumenti che avvicinavano fisco e contribuenti, 350milioni di contribuenti. Lo stesso vale per l’India, dove però, è corretto riconoscerlo, la corsa al fisco digitale è iniziata prima e, ad oggi, ha raggiunto risultati che la mettono, in molti campi, al pari delle economie più avanzate.

 

Anche la tecnologia porta con se dei dubbi
L'introduzione di nuovi sistemi digitali e di nuove tasse potrebbero tuttavia condurre in futuro ad un aumento nel tempo impiegato per adempiere, almeno inizialmente. In pratica, è uno sforzo transitorio che va sempre considerato in quanto necessario perché contribuenti e autorità fiscali familiarizzino con i nuovi processi e requisiti introdotti tramite strumenti tecnologici ottimizzati.

 

 

Stefano Latini
pubblicato Lunedì 12 Febbraio 2018

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