Dal mondo
Norvegia: Stato campione
per la trasparenza fiscale
La scelta di pubblicare i dati delle dichiarazioni è una realtà sin dal 1863 e rappresenta oggi un modello di riferimento
Norvegia: Stato campione|per la trasparenza fiscale
Lo spirito di trasparenza che ha spinto i politici di primo piano della Gran Bretagna a rilasciare le loro dichiarazioni dei redditi è già una realtà in Norvegia, dove i dettagli finanziari annuali di tutti i contribuenti sono pubblicati online in un database consultabile. Con i riflettori puntati sul mondo in chiaro-scuro della finanza offshore, in molti prendono ad esempio proprio la Norvegia come un modello da seguire.
 
Più trasparenza, maggiore legittimità -  La formula di rito utilizzata per motivare la scelta della pubblicazione online dei profili fiscali dei contribuenti è oramai quasi entrata a far parte del lessico costituzionale norvegese, pur non essendo ancora entrata a tutti gli effetti nel testo della Carta, ed è così riassumibile “La trasparenza contribuisce alla legittimità e fiducia nel sistema fiscale”.
 
Scandinavia, dati fiscali pubblici – In realtà, la Scandinavia, nelle sue differenti sezioni geografiche, sociali e politiche, predilige nettamente la trasparenza in materia di fisco. Tanto che il pagamento delle tasse, cioè quanto ciascuno paga, è ritenuta un’informazione di rilievo pubblico, e quindi aperta all’osservazione dei membri della comunità, anche in Finlandia e in Svezia, che non a caso, come la Norvegia, sono costantemente tra i Paesi meno corrotti nell’elenco elaborato annualmente da Transparency International.
 
Sottigliezze fiscali scandinave - C’è però una differenza. Diversamente dalla Norvegia, infatti, le autorità fiscali finlandesi e svedesi non pubblicano tali informazioni in un database consultabile online. Inoltre, entrambi i Paesi non hanno adottato una tassa sulla ricchezza ad hoc, che in Norvegia invece funziona quasi da alert fiscale per far balzare subito agli occhi chi è il più ricco e quanto guadagna potenzialmente, dato che per vedersi attribuita una sovrattassa ciò implica un livello di reddito significativo, enormemente superiore alla soglia media di riferimento.
 
La trasparenza fiscale tra i fiordi, questione di storia - Un elenco con le tasse annuali versate è reso disponibile al pubblico in Norvegia fin dal 1863. È questa infatti la data di nascita della trasparenza fiscale intesa come strumento di legittimazione d’una comunità. Nel 2001 invece è stato pubblicato online, trasformando così una curiosità in formato cartaceo, comunque non reperibile automaticamente, in un potente database.
 
Le criticità della trasparenza - La trasparenza, per gli scandinavi, dovrebbe sostenere e rafforzare i valori di apertura e di egualitarismo, alla base della fiducia in uno dei più costosi sistemi fiscali nel mondo. Ma la realtà ha anche rivelato come avendo ottenuto una directory completamente ricercabile online delle dichiarazioni dei redditi annuali, ciò ha spinto a depotenziare la privacy sospingendo in alto il voyeurismo. Così, preso atto dell’involuzione, nel 2013 il Governo norvegese ha cambiato le regole per evitare proprio per impedire ricerche anonime, assicurando che, se qualcuno stava controllando il profilo fiscale d’un contribuente, quest’ultimo avrebbe ricevuto automaticamente una mail dal sistema per avvisarlo che il sig. X stava osservando i suoi dati fiscali. L’intenzione era di ridurre voyeurismo, obiettivo centrato visto che negli ultimi anni il nmero di ricerche dei profili fiscali altrui è diminuito del 90%.
 
Maggiore trasparenza fiscale = più gettito? – Parrebbe di sì. Uno studio del 2014, infatti, realizzato dall'Ufficio nazionale di statistica, ha dimostrato che l'introduzione di un registro fiscale consultabile online ha coinciso con un aumento del 3% nei livelli di reddito riportati dai contribuenti in dichiarazione. Ora, però, che questo evento sia connesso ad un miglioramento del ciclo economico del Paese, o più semplicemente ad un cambiamento di atteggiamento dei contribuenti, meno inclini a non dichiarare redditi effettivamente percepiti, per averne conferma sarà necessario attendere la divulgazione dei prossimi lavori già messi in cantiere.
 
Stefano Latini
pubblicato Martedì 26 Aprile 2016

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