Dal mondo
Nuova Zelanda: su assegni sociali
si cambia sistema di pagamento
Accrediti più corretti e veloci è l’obiettivo delle proposte pubblicate dall’Inland Revenue. La parola ora ai cittadini
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I cittadini neozelandesi hanno tempo fino a settembre per comunicare la loro opinione al Fisco di Wellington. Con una consultazione popolare, aperta sul sito istituzionale, l’Inland Revenue, l’Amministrazione fiscale della Nuova Zelanda, chiede apertamente ai cittadini di dare un feedback su alcune proposte finalizzate a migliorare la gestione dei processi relativi alle politiche sociali.
Si tratta di novità che, facendo leva su un più accurato uso delle informazioni di cui l’Amministrazione dispone, vanno nel segno della trasparenza e della semplificazione per i cittadini.
 

Il pacchetto di crediti fiscali
“Il Governo sta pianificando cambiamenti significativi nel modo in cui l’Ird (Inland Revenue Department, ndr) eroga le prestazioni sociali per far sì che le persone conoscano meglio i loro diritti e siano sicure di ricevere l’importo corretto”, hanno spiegato il ministro delle Finanze, Steven Joyce, e delle Entrate, Judith Collins. In effetti, secondo dati Ird, più del 40% delle persone che hanno diritto alle agevolazioni del “Working for families”, un pacchetto di crediti fiscali cui hanno diritto le famiglie con figli e reddito non superiore ai 57mila dollari neozelandesi, ricevono meno di ciò che spetterebbe loro; mentre un quarto riceve più di quanto dovrebbe e si trova a dover restituire il denaro al Fisco. Il vecchio sistema Ird non è stato progettato per gestire pagamenti di sostegno al reddito come “Working for families”, ha spiegato ancora Collins. “Il nuovo ci consentirà di basare i pagamenti su informazioni migliori e di essere più precisi e capaci di adattarci alle circostanze e ai redditi delle famiglie, che possono cambiare nel corso del tempo”.
 
Ricevi delle somme dal Fisco? Come migliorare i sistemi di pagamento
“Do you receive Working for Families payments? Do you pay or receive Child Support? Are you paying back a Student loan? Il Governo vuole migliorare il modo in cui l’Inland Revenue gestisce questi pagamenti e vuole sapere cosa pensi del modo con cui si appresta a farlo. È questo l’invito ai cittadini che campeggia in apertura del form online. Ai contribuenti neozelandesi viene quindi chiesto, documenti di discussione alla mano, di dire la loro, entro il prossimo 15 settembre, sulle proposte di riforma contenute in un documento dal titolo “Better administration of social policy”, che mirano a far sì che i pagamenti siano certi, precisi e tempestivi.
Con riguardo per esempio ai “Working for families” tax credits, le opzioni sul tavolo sono diverse a seconda che si tratti di soggetti “con redditi osservabili”, per esempio quelli dei lavoratori dipendenti, o “non osservabili”. Nel primo caso, l’ipotesi è analizzare i guadagni su un arco temporale stabilito, insieme alla situazione familiare, per determinare il diritto alle agevolazioni.  Una soluzione alternativa è invece quella di utilizzare le informazioni sul reddito, così come dichiarate al Fisco, come base per calcolare una cifra annua, e adeguare i pagamenti in corso d’opera ogni volta che l’Amministrazione dispone di nuove informazioni. Un discorso a parte per i soggetti con redditi “non osservabili”: l’idea, in questo caso, è quella di usare i dati forniti durante l’anno per fare una stima più precisa possibile degli introiti e conseguentemente sbloccare dei pagamenti parziali. In ogni caso, tutte queste opzioni prevedono la necessità di svolgere un controllo a fine anno per evitare che le somme effettivamente pagate alle famiglie siano inferiori al quantum spettante.
 
Per “assegni” più precisi e tempestivi, l’anno cede il passo al periodo
Un contributo significativo è atteso, naturalmente, dai cittadini che usufruiscono di queste agevolazioni: non solo coloro che ricevono i pagamenti “Working for families”, ma anche quelli che percepiscono assegni per i figli, che hanno aderito a “KiwiSaver” (il programma di risparmio volontario a lungo termine varato nel 2007 a scopi pensionistici) e gli studenti che hanno ricevuto un prestito dallo Stato. Tra le proposte, in generale, quella di basare i pagamenti sugli ultimi redditi effettivi e su periodi più brevi rispetto al periodo-anno.
Un principio, quello di tarare benefit e adempimenti su database soggetti ad allineamenti continui, anche al fine di scaglionare i pagamenti, che in Nuova Zelanda ha trovato applicazione anche nel mondo delle imprese, in particolare con il metodo “Aim” (Accounting income method), che sarà implementato a partire da aprile 2018 (Nuova Zelanda: parte dalle imprese il piano di semplificazione fiscale). L’idea di base, in estrema sintesi, è quella di consentire alle aziende (quelle con fatturato inferiore a 5 milioni di dollari neozelandesi) di spalmare i pagamenti con più regolarità durante tutto l’arco dell’anno, e non più solo a seguito della liquidazione delle imposte, quantificando il dovuto sul reddito contabile attraverso i software già in uso nella propria attività. Una novità, anche questa, condivisa con i diretti interessati, che, nel 2016, sono stati chiamati a dire la loro nel corso della consultazione “Better business tax”.
 
Facile essere in regola, difficile sbagliare
Il documento su cui ora si chiede il parere dei cittadini è in effetti il nono della serie “Making Tax Simpler”, inaugurata a marzo 2015. Secondo l’Ird, per i cittadini dovrebbe essere semplice rispettare le regole e difficile commettere errori. “Queste proposte - ha spiegato ancora il ministro Joyce - rappresentano il prossimo passo verso la creazione di un sistema fiscale più semplice, che risponda in modo rapido e semplice al mutare delle circostanze”. Un obiettivo ambizioso, che non distoglie l’occhio del Fisco dall’attività antievasione. Solo qualche giorno fa, per esempio, un camionista è stato condannato a 2 anni di prigione per non aver pagato le tasse per alcuni anni. “Denaro destinato a finanziare strade, ospedali e scuole”, si legge nel comunicato stampa dell’Inland Revenue. “È stato cieco rispetto al concetto fondamentale per il quale il pagamento delle imposte è uno dei modi in cui i cittadini contribuiscono alla società. Ha scelto di non pagare e questo è inaccettabile”.
 
Chiara Ciranda
pubblicato Martedì 26 Settembre 2017

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