Siamo finalmente in vista della bandiera a scacchi nella lunga corsa, durata quasi due anni, che ha condotto i due contendenti, Barack Obama e John McCain, in vista della Casa Bianca. Ma ad attendere il prossimo Presidente degli Stati Uniti subito dopo l'insediamento ufficiale, oltre alla ai saluti di benvenuto, si stagliano i profili contabili di due numeri nient'affatto rosei, e tantomeno cordiali, al contrario piuttosto grigi anzi profondamente tinti di rosso. Un debito pubblico da capogiro e le entrate fiscali che, nel loro complesso, per la prima volta dopo anni di bonanza tornano a ritirarsi sottraendo risorse decisive all'erario.
10mila miliardi di debiti in cerca d'un Presidente
La prima serie numerica riguarda l'attuale debito pubblico la cui misura, proprio in questi giorni, ha oltrepassato la soglia storica dei 10mila miliardi di dollari attestandosi a 10.500 miliardi. Peraltro a questo dato fa da corollario la corsa del deficit che, nell'anno in corso, l'Ufficio Bilancio del Congresso ha provveduto puntualmente a rivedere al rialzo spingendone l'asticella a 438miliardi di dollari.
Il primato dei debiti gemelli che pesano sui contribuenti
Due proiezioni queste che potrebbero essere riviste nei prossimi mesi scontando, tra le altre cose, gli ulteriori effetti negativi della crisi economica e lo stanziamento di nuove somme di denaro pubblico, da parte della Federal Reserve e del Governo, indirizzate sui bilanci degli operatori attivi nel settore della finanza e destinate al salvataggio di banche e istituti di credito. Dunque, a conti fatti la taglia del debito pubblico potrebbe giungere a carezzare l'asticella degli 11mila miliardi di dollari, mentre il deficit potrebbe spingersi fin oltre i 500miliardi di dollari, anche questa una cifra da primato rispetto ai 162miliardi del 2007.
Anche il fisco piange
Oltre al rosso dei conti, sul versante delle imposte, delle tasse e dei tributi raccolti annualmente dal fisco statunitense non prevale l'ottimismo dei tecnici del Congresso. Infatti, sempre secondo le stime pubblicate recentemente dal CBO, il gettito totale delle entrate fiscali dovrebbe essere pari a 2mila 500miliardi di dollari, 2.523miliardi per l'esattezza, mostrando un calo di 44miliardi rispetto ai 2.568miliardi incassati dall'erario nel 2007. All'origine della ritirata inattesa delle entrate erariali due fattori: l'irrompere della crisi finanziaria, il ripiegamento dei consumi e, per ultimo, lo scivolone dei profitti delle aziende. Soprattutto riguardo quest'ultimo punto il CBO sottolinea come per la prima volta, dopo dieci anni, il gettito dell'imposta sui profitti sia stimato in decisa discesa, mancando all'appello del fisco oltre 60miliardi di dollari d'imposte. Insomma, il quadro contabile che attende il nuovo inquilino della Casa Bianca non è affatto roseo e il primo test per misurarne le capacità di scelta e di programma riguarderà proprio il versante del debito e delle tasse.
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