Dal mondo
Occhi a mandorla sul Jitsic
L’ingresso del Giappone e l’apertura del centro di Londra rientrano nei piani di espansione della task force internazionale antifrode
Il centro Jitsic, acronimo di Joint international Tax Shelter Information Center, è stato creato nel 2004 dalle Amministrazioni fiscali di Australia, Canada, Regno Unito e Stati Uniti per affrontare una serie di sfide comuni legate alle attività fiscali abusive. Con la visita a Ottawa al Joint International Tax Shelter Information Centre del Commissario giapponese agli affari fiscali, Susumu Fukuda, avvenuta il 23 maggio scorso, è stato ufficializzato l’ingresso del Giappone nella speciale task force internazionale antifrode. L’evento è stato salutato con favore da William Baker, commissario dell’Agenzia canadese delle Entrate (Canadian Revenue Agency), e dai commissari di Australia, Regno Unito e Stati Uniti.

Le origini storiche
Il centro Jitsic è stato creato nel 2004 dalle Amministrazioni fiscali di Australia, Canada, Regno Unito e Stati Uniti per affrontare una serie di sfide comuni legate alle pratiche fiscali abusive che sovente hanno come obiettivo principale di permettere a società e operatori finanziari di evadere il fisco. In particolare quelle connesse all’offshore e al tax sheltering che, attraverso abili artifizi contabili, consentono alle grandi aziende di versare meno tasse piuttosto che realizzare le strategie commerciali più appropriate per il business d’impresa. L’occasione ha offerto ai commissari presenti l’opportunità di annunciare l’apertura di un secondo ufficio Jitsic a Londra, nell’autunno di quest’anno. Il primo ufficio Jitsic è stato aperto a Washington nel 2004 e i nuovi uffici si coordineranno come una unica organizzazione Jitsic con diverse sedi che potranno contare sul necessario supporto organizzativo degli Stati membri. "L’aggiunta del Giappone alla squadra JITSIC è una splendida notizia ed è in linea con la nostra visione di espansione e ampliamento della portata delle nostre attività internazionali di conformità," ha dichiarato il ministro canadese dell’Economia e delle Finanze, Carol Skelton.

I risultati ottenuti dal Canada
La partecipazione del Canada al Jitsic sta producendo risultati reali. Nell’estate dello scorso anno lo scambio di informazioni tra Canadian Revenue Agency e l’Agenzia delle Entrate degli Stati Uniti (Irs) ha consentito di svelare uno scudo fiscale transnazionale che coinvolgeva centinaia di contribuenti e decine di milioni di dollari di deduzioni disoneste e redditi non dichiarati. Il numero di informazioni scambiate è in costante ascesa. Mentre le disposizioni sulla riservatezza contenute nella legge Income Tax Act proibiscono di rivelare specifiche informazioni sui contribuenti, il Canada ha generato oltre 280 scambi con paesi Jitsic, su argomenti come prodotti finanziari, paradisi fiscali e fondi offshore. Mano a mano che la collaborazione tra gli Stati membri continuerà a crescere, saranno scoperti, comunicati e combattuti altri raggiri transnazionali.

Gli obiettivi della task force
Responsabilizzare i cittadini sui rischi associati ai raggiri fiscali; suggerire modifiche alle prassi del fisco per combattere i raggiri fiscali; aumentare l’impegno delle forze dell’ordine attraverso scambi coordinati "in tempo reale" di informazioni fiscali; usare internet e altre tecniche sofisticate per rintracciare e identificare promotori e beneficiari delle tecniche illegali; individuare le tendenze emergenti in previsione dell’evoluzione delle pratiche fiscali abusive; migliorare la conoscenza da parte dei membri delle tecniche impiegate per promuovere raggiri fiscali transnazionali. Sono questi, in estrema sintesi, gli obiettivi della speciale task force che, anche attraverso l’auspicato allargamento dell’accordo alle Amministrazioni fiscali di altri Paesi europei e asiatici, mira a rilevare, prevenire e fermare i raggiri fiscali, compresi quelli che coinvolgono l’utilizzo abusivo di paradisi fiscali locali ed esteri.
Gianluca Di Muro
pubblicato Mercoledì 13 Giugno 2007

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