Dal mondo
Ocse e Brasile a lavoro insieme.
Al via progetto sul transfer pricing
Parte il programma per individuare similitudini e differenze sul trattamento fiscale delle operazioni transfrontaliere
OECD BRAZIL
Migliorare l’attrattività del Brasile in termini di investimenti, riducendo il rischio di doppia tassazione, e compiere un significativo passo avanti verso l’uniformità agli standard Ocse, in vista di una futura adesione carioca all’Organizzazione parigina. In quest’ottica si inserisce il progetto congiunto lanciato dall’Ocse e dal Brasile in tema di transfer pricing, che consentirà di esaminare le similitudini e le differenze tra i rispettivi approcci adottati per valutare, sotto il profilo fiscale, le operazioni transfrontaliere tra imprese associate. Un processo di analisi finalizzato, tra le altre cose, a stabilire se e in che modo il Paese sudamericano sarà in grado di avvicinare i sui standard in materia di transfer pricing a quelli previsti dall’Ocse. Le regole sui prezzi di trasferimento previste dall’Organizzazione di Parigi rappresentano un punto di riferimento per i 35 Paesi membri e sono adottate da numerosi Stati nel mondo. L’OECD Transfer Pricing Guidelines for Multinational Enterprises and Tax Administrations detta, infatti, le linee guida per l’applicazione dell’arm’s length principle, il principio di “ libera concorrenza”, da adottare per le multinazionali in caso di operazioni transfrontaliere infragruppo, e, dal 2017, tiene conto del lavoro svolto dalla comunità internazionale in ambito Ocse per far fronte al fenomeno Beps.

Un lungo progetto all’insegna della cooperazione
Il programma sulle “cross-border tax rules” durerà 15 mesi, un tempo necessario ad analizzare nel dettaglio l’impianto legale e amministrativo che fa da cornice al sistema di trasfer pricing adottato in Brasile e a conoscere nel dettaglio gli aspetti che ne caratterizzano la concreta applicazione. Sotto esame i punti di forza e di debolezza del sistema tributario in materia di prezzi di trasferimento, con l’obiettivo di individuare tutte le possibili opzioni per allineare le regole fiscali brasiliane dedicate alle operazioni transfrontaliere a quelle Ocse, che rappresentano uno standard internazionalmente condiviso e accettato. Il passaggio per il Brasile da un sistema indipendente all’adozione delle Oecd Transfer pricing Guidelines rappresenterebbe un passo fondamentale per una futura adesione del Paese all’Ocse.
In occasione del lancio del progetto, alla presenza del ministro delle finanze brasiliano, Henrique Meirelles, del segretario della Federal Revenue, Jorge Antonio Rachid, e del presidente della confederazione degli industriali (CNI) del Paese, il segretario dell’Ocse, Angel Gurría ha sottolineato come  il Basile rappresenti un partner chiave. “Siamo lieti - ha affermato il capo dell’Organizzazione di Parigi - di aver compiuto questo passo insieme per colmare il divario in tema di transfer pricing. Regole efficaci in materia di prezzi di trasferimento sono fondamentali per arginare i rischi di doppia tassazione e assicurare che i profitti tassabili non siano artificialmente trasferiti altrove”.
 
Il Brasile da partner chiave a possibile membro dell’Ocse
Già membro del G20, del Global Forum on Trasparency and Excahange of Information for Tax Purposes e dell’Inclusive Framework on Beps, il Brasile lavora da numerosi anni in stretta collaborazione con l’Ocse. Il Paese carioca, infatti, insieme a Cina, India, Indonesia e South Africa è uno dei cinque partner chiave dell’Organizzazione e, in questa veste, collabora costantemente con i suoi organi, aderisce agli strumenti ed è integrato nel sistema statistico e informativo. In un momento chiave per lo Stato sudamericano, con l’uscita da una lunga recessione e la prospettiva di una solida crescita per il 2018 e il 2019, è arrivata, a maggio dello scorso anno, la richiesta ufficiale di adesione all’Ocse, per fare il salto da “key partner” a “Member Country”. Attualmente è in attesa di una decisione del Consiglio dell’Ocse, insieme ad Argentina, Bulgaria, Croazia, Perù e Romania che hanno presentato simili richieste di accesso all’Organizzazione.
 
Valeria Ibello
pubblicato Lunedì 12 Marzo 2018

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