Dal mondo
Ocse, la doppia imposizione
tra risparmio e investimento
Due Report intervengono su organismi di investimento collettivo e redditi degli investitori transfrontalieri
logo ocse

Il Centre for Tax Policy and Administration (CTA) dell'Ocse ha pubblicato due importanti report riguardanti gli organismi d'investimento collettivo (OIC); il primo intitolato "The granting of treaty benefits with respect to the income of collective investment vehicle" e il secondo "Possible improvements to procedures for tax relief for cross-border investors".

Gli organismi di investimento collettivo e l'imposizione multipla
Il primo documento proposto dal Cta dell'Ocse contiene una serie di raccomandazioni e linee guida il cui obiettivo è risolvere problemi di varia natura che si possono creare con questi organismi (Oic), attraverso la definizione della misura in cui questi ultimi, o i relativi investitori, abbiano diritto di usufruire dei trattati contro le doppie imposizioni se localizzati in Stati diversi. Mentre alcuni Paesi hanno già iniziato a ovviare a tale problema con l'inserimento di disposizioni ad hoc nelle convenzioni bilaterali, il problema dell'imposizione multipla resta irrisolto e di più difficile soluzione laddove gli investitori e gli organismi siano situati in tre o addirittura più giurisdizioni.

I trust e gli accordi contrattuali
Poiché spesso la forma tipica in cui questi organismi sono organizzati è quella del trust o dell'accordo contrattuale, non si può fare a meno di evidenziare come esistano differenze tra le varie legislazioni in relazione alla forma giuridica e alla tipologia che dette entità rivestono. Per poter essere considerato "persona" ai sensi delle convenzioni, è necessario, pertanto, verificare se l'organismo può essere considerato una "persona" ai fini della legislazione fiscale interna dello Stato in cui è stabilito, mentre, con riguardo alla "residenza" convenzionale, è necessario verificare se esso è trattato quale entità trasparente nel proprio Paese oppure opaca, soggetto cioè a imposta. In quest'ultimo caso i benefici convenzionali dovrebbero spettare anche nel caso in cui l'organismo
scontasse l'imposta a un'aliquota minima o pressoché nulla.
Con riferimento alla clausola sul beneficiario effettivo, il Rapporto ritiene che qualora l'organismo rientri nella definizione di "persona residente", lo stesso possa considerarsi "beneficiario effettivo" del reddito che percepisce, purché i suoi amministratori siano dotati di poteri discrezionali nella gestione svolta per conto degli investitori.

Tassazione per trasparenza e benefici convenzionali
Nel caso in cui nel Paese in cui l'istituto è organizzato viga il principio di tassazione per trasparenza, la possibilità di estendere i benefici convenzionali dovrebbe essere verificata non già in capo all'organismo ma in capo agli investitori. In questi casi, tuttavia, si pone il problema di accertare la residenza e la possibilità di estendere i benefici convenzionali a coloro che dovessero risiedere in Stati terzi. Per questo motivo viene suggerito ai Paesi di adottare procedure che consentano all'organismo di richiedere i benefici previsti dai trattati per conto dei propri investitori.

Le nuove previsioni nel Modello di Convenzione Ocse
Per i trattati di futura negoziazione, viene suggerita l'inclusione di nuove previsioni nel Commentario all'articolo 1 del Modello di Convenzione Ocse, che - pur in assenza di un valore vincolante - dovrebbero consentire di fornire maggiore certezza non soltanto agli organismi di investimento collettivo, ma anche agli investitori e agli intermediari. Senza dubbio, per i problemi evidenziati, la soluzione preferita porta a privilegiare quella basata sull'autonoma soggettività passiva d'imposta dell'organismo rispetto a quella basata sulla trasparenza. Tuttavia, qualora gli Stati optassero per la trasparenza dovrebbero scegliere il momento e la misura in cui gli investitori avranno il diritto di beneficiare delle convenzioni, ovvero se estendere detti benefici a tutto il reddito prodotto dall'organismo, purché sia inclusa nell'ambito della convenzione l'applicazione di una soglia minima, secondo una procedura proposta dal documento stesso.
Il Rapporto, da ultimo, esamina una possibile disposizione che consentirebbe al singolo investitore di beneficiare del credito di imposta per le eventuali ritenute subite dall'organismo, senza tuttavia suggerire alcuna modifica al Commentario.

Investitori transfrontalieri e sgravi fiscali
Il secondo report proposto dal CTA riguarda i miglioramenti che potrebbero essere apportati alle procedure d'alleggerimento fiscale dei redditi degli investitori transfrontalieri, ed esamina più generalmente i problemi riscontrati dagli investitori che richiedono di poter usufruire dei benefici delle convenzioni contro la doppia imposizione, formulando una serie di raccomandazioni sulle "pratiche riguardanti le procedure da utilizzare per richiedere il beneficio delle convenzioni e per accordarsi sulle strutture d'intermediazione". L'obiettivo delle proposte è duplice: a) da un lato mettere a punto sistemi che siano tanto efficienti quanto efficaci, in modo tale da ridurre al minimo i costi amministrativi imputabili ai soggetti destinatari; b) dall'altro identificare delle soluzioni che potrebbero rispondere ai bisogni delle amministrazioni fiscali di assicurare il rispetto delle obbligazioni tributarie, nell'interesse del paese della fonte come del Paese di residenza.

 

Guerrino Sozza
pubblicato Lunedì 19 Luglio 2010

I più letti

immagine
Ad affermarlo, sono le prime pronunce delle Commissioni tributarie provinciali chiamate a decidere sulle controversie in materia dopo la sentenza della Corte costituzionale
testo alternativo per immagine
Tra le operazioni escluse, quelle a cui si applicano regimi speciali che prevedono sì l’addebito Iva in fattura, ma si distinguono per la determinazione forfetaria della detrazione
testo alternativo per immagine
Superate le vecchie indicazioni fornite dall’Amministrazione, che subordinavano il riconoscimento del regime di favore all’adozione dell’accordo prima dell’atto di cessione
testo alternativo per immagine
Niente garanzie per le somme fino a 15mila euro, bastano il visto di conformità e una dichiarazione sostitutiva attestante la sussistenza di determinati requisiti patrimoniali
immagine generica
Le Amministrazioni pubbliche, tenute a versare l'Iva, invece che al fornitore, direttamente all'erario, possono anche utilizzare l'importo dovuto in compensazione verticale
immagine
Ad affermarlo, sono le prime pronunce delle Commissioni tributarie provinciali chiamate a decidere sulle controversie in materia dopo la sentenza della Corte costituzionale
immagine
Anche se con modalità applicative differenti rispetto a quelle nazionali, la scissione dei pagamenti è uno dei modelli esaminati dalla Commissione europea contro le frodi
immagine
La scissione dei pagamenti non si applica agli enti pubblici non economici autonomi rispetto alla struttura statale, che perseguono fini propri, anche se di interesse generale
testo alternativo per immagine
Tra le operazioni escluse, quelle a cui si applicano regimi speciali che prevedono sì l’addebito Iva in fattura, ma si distinguono per la determinazione forfetaria della detrazione
testo alternativo per immagine
Niente garanzie per le somme fino a 15mila euro, bastano il visto di conformità e una dichiarazione sostitutiva attestante la sussistenza di determinati requisiti patrimoniali
cuccioli
Rimpiazza la disciplina dei "nuovi minimi" che, però, potrà essere ancora sfruttata fino al compimento del primo quinquennio di attività o, se successivi, fino ai 35 anni di età
immagine
Sono escluse dall’applicazione del meccanismo le attività di pulizia specializzata di impianti e macchinari industriali, in quanto questi strumenti non rientrano nella nozione di edifici
faq
Chiarimenti su operazioni con soggetti residenti in Paesi della black list, caselle “Autofattura” e “reverse charge”, fatture emesse registrate tra i corrispettivi. E altro ancora
logo del modello di dichiarazione Unico SC 2015, anno d'imposta 2014
Previste due nuove colonne, una per l'incremento della società quotata, l'altra per sfruttare in diminuzione del tributo regionale la quota di agevolazione non utilizzata per il reddito del periodo
carte di credito e lucchetto
I due particolari meccanismi puntano a prevenire fenomeni evasivi in settori economici considerati particolarmente "a rischio" e a garantire il versamento dell'imposta all'erario