Dal mondo
Ocse, nuove linee guida
per imprese con alto giro d'affari
Le indicazioni contenute nel Rapporto pubblicato nel luglio di quest'anno dall'organizzazione internazionale
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Nel Rapporto pubblicato nel luglio di quest'anno l'Ocse, sulla scorta delle esperienze di otto stati membri (Australia, Canada, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Norvegia, Paesi Bassi e Stati Uniti) traccia le linee guida per proporre una rinnovata tax compliance tra le Amministrazioni fiscali e i contribuenti con elevato volume d'affari.

Le categorie economiche e la casistica
Il primo problema che il fisco si pone è proprio quello dell'individuazione delle categorie economiche rientranti nella casistica e, quindi, della calibratura dei soggetti a seconda dei rispettivi settori di attività economica. Dopo aver indicato i criteri di massima adottati in ciascun paese (soglia di reddito, imposte versate e distribuzione percentuale delle medesime a seconda della tipologia), l'Ocse arriva a tracciare una griglia di caratteristiche comuni ai soggetti in questione che contribuiscono a delinearne la complessità, tra le quali emergono:

  • alto volume di  transazioni giornaliere;
  • ampio numero di dipendenti;
  • profilo internazionale;
  • politiche aziendali e strategie  di mercato tese a ridurre il carico fiscale, anche con ricorso all'elusione;
  • strutture finanziarie e  commerciali piuttosto articolate;
  • spesso caratteristiche industriali monotematiche (come nel caso delle banche);
  • transazioni transnazionali;
  • diversificazione degli investimenti;
  • operazioni multilaterali

Le strutture d'intelligence per valutare i rischi
A fronte delle peculiarità di questa categoria di contribuenti, l'Amministrazione è tenuta ad attrezzarsi adeguatamente con speciali strutture d'intelligence che valutano i rischi, esaminano le specifiche dei settori produttivi coinvolti (industria, farmaceutica, costruzioni), le modalità tecniche di azione (transfer pricing e antielusione), monitorano e misurano le performance. Anzi il fenomeno della globalizzazione e la diffusione tecnologica impone al Fisco di utilizzare competenze specifiche che includono expertise nel settore della fiscalità internazionale, dei principi di contabilità internazionali e dell'informatica. Infine è prevista una intensa attività di  audit.

Gli effetti sul piano pratico
Le procedure richiamate consentirebbero di costruire degli indicatori di "alto rischio" in termini di potenziale evasione e, di conseguenza, di sviluppare un comportamento proattivo di collaborazione dei contribuenti di grandi dimensioni. Il sistema di tax compliance, che è ritenuto più vantaggioso per l'Amministrazione, impone una strategia di cooperazione con il contribuente basata su un dialogo aperto, sulla disponibilità degli uffici alla risoluzione di controversie e sulla trasparenza delle procedure, così da "costringere" il soggetto d'imposta a rispettare il tax planning, anche perché così minimizzerebbe i costi a suo carico.

Dal tax ruling al transfer pricing
Si prospetta un approccio al problema di contenimento dell'evasione fiscale con l'innovazione di tecniche, peraltro già conosciute, che spaziano dal tax ruling (procedure d'interpello) alla chiarezza delle istruzioni, dalle iniziative di cooperazione alla risoluzione di problemi in tema di transfer pricing (Apa Advance Pricing Arrangement) alle risposte a quesiti date dall'Amministrazione in "tempo reale". Le prospettive di recupero del gettito puntano, dunque, sulla governance delle strategie fiscali, sulla valorizzazione di un patrimonio di competenze e specializzazioni d'alto profilo che affiancherebbe la tradizionale strategia dei controlli. La sfida  posta dalla complessità del sistema (estrema volatilità dei capitali, disposizioni fiscali poco chiare e scarsamente comprensibili, strutture societarie molto articolate) richiede strategie ad hoc.

Le conclusioni
Il Rapporto Ocse conclude, infatti, con una serie di raccomandazioni rivolte alle Amministrazioni fiscali degli stati membri per lo sviluppo e lo studio di alcuni settori ritenuti strategici: risk management, tax compliance, misura delle performance, uso della tecnologia, specializzazione delle competenze, applicazione dei principi di corporate governance, costruzione di uno stabile sistema di relazioni con i contribuenti con elevato volume d'affari, risposte a quesiti in tempo reale, sviluppo e adeguata pubblicità dei risultati della mission, così da incoraggiare l'applicazione volontaria degli adempimenti fiscali da parte dei soggetti di grandi dimensioni.
 

Maria Gabriella Imbesi
pubblicato Lunedì 31 Agosto 2009

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