Dal mondo
Ocse: online i dati delle MAP 2016
Più della metà sul transfer pricing
Pubblicati i dati sulle procedure amichevoli In linea con gli obiettivi dell’Azione 14 del Piano d’azione Beps
OCSE
L’Ocse ha pubblicato le statistiche relative alle Mutual agreement procedure, avviate e pendenti nell’anno, al fine di garantire trasparenza e monitorare l’effettiva implementazione da parte dei Paesi  dell’Azione 14 del Paino d’azione Beps, che mira a rendere più celere la gestione e la conclusione delle Map, le procedure amichevoli per la risoluzione della doppia imposizione.

I risultati del 2016: doppia imposizione ko nell’85% dei casi
Circa 8000 sono le Map avviate prima del primo gennaio 2016 e a quella data ancora pendenti. Di queste circa il 25% sono state concluse nel corso dello scorso anno. Circa 1450 sono state, invece, le procedure avviate nel 2016. Circa il 25 % di queste ultime sono state chiuse nello stesso anno.  Un raffronto con le statistiche del 2015 mostra che sia il numero di casi già aperti e pendenti al primo gennaio 2016 sia il numero di nuovi casi aperti nel corso del 2016 è aumentato rispetto al 2015.Le 4451 Map concernenti il transfer pricing rappresentano  più della metà dei casi pendenti al primo gennaio 2016 e ben 613 sono le nuove procedure in materia aperte nel corso dello scorso anno. Per quanto riguarda i casi di transfer pricing, il Map Statistics Reporting Framework colloca in un unico gruppo denominato "attribution/allocation" sia l'attribuzione di utili alla stabile organizzazione che la determinazione tra imprese associate dei prezzi di trasferimento. Per quanto riguarda la durata media delle procedure i risultati del 2016 indicano una durata maggiore per i casi sui prezzi di trasferimento rispetto agli altri casi: circa 30 mesi contro i 17 mesi per i casi che non riguardano il  transfer pricing. Infine, dei casi conclusi nel 2016, circa l'85% ha garantito la completa risoluzione della doppia imposizione: il 60 % è stato chiuso con un accordo bilaterale, nel 20% dei casi la doppia imposizione è stata risolta con un aggiustamento unilaterale e circa il 5% dei casi si è concluso tramite una misura domestica. Infine, il 5% delle Map sono state chiuse per ritiro della richiesta da parte del contribuente ed il 10% ha avuto una conclusione di diverso tipo (parziale risoluzione della doppia imposizione, mancanza di accordo, accesso alla Map negato, accordo sulla assenza di tassazione non conforme al trattato, ecc.).

Una panoramica sulle Map
La procedura amichevole o MAP è uno strumento di risoluzione delle controversie internazionali alla quale un soggetto residente in uno dei due Stati contraenti può ricorrere quando ritiene che le misure adottate da una o entrambe le Amministrazioni finanziarie comportino (o comporteranno) nei suoi confronti un'imposizione non conforme alle disposizioni convenzionali. Tramite la procedura amichevole può essere quindi eliminata la doppia imposizione giuridica o economica che può insorgere dopo la stipula della convenzione bilaterale. Tuttavia, nell'ambito di una procedura amichevole aperta ai sensi di una Convenzione bilaterale non sussiste, in capo alle autorità  competenti, un obbligo di risultato che assicuri  l'eliminazione della doppia imposizione. L'obbligo è esclusivamente di diligenza imponendo alle Amministrazioni finanziarie interessate esclusivamente di "fare del loro meglio" al fine di giungere a un accordo per eliminare l'imposizione non conforme alla Convenzione. Per rendere la procedura più efficace è stata quindi introdotta nel 2008 al paragrafo 5 dell'articolo 25 del Modello OCSE, una fase arbitrale obbligatoria in esito al mancato accordo entro due anni tra i due Stati contraenti. Una delle fattispecie di doppia imposizione più ricorrente è quella economica che sorge dalle rettifiche di transfer pricing.

L'azione 14  di BEPS
I meccanismi di risoluzione delle controversie internazionali sono stati oggetto dell'azione 14 "Making dispute Resolution Mechanisms More Effective"del Beps, il progetto Base Erosion and Profit Shifting. L'Ocse, infatti, considera il miglioramento di tali meccanismi una priorità e ha identificato  in relazione a questa azione (insieme alle azioni 5, 6 e 13) degli standard minimi che i circa 100 Stati partecipanti all' "Inclusive Framework" su Beps promosso dall'Ocse si sono impegnati a  implementare. Per l'Azione 14 è stato, in particolare, previsto l'obiettivo di concludere le controversie mediamente una Map in 24 mesi. Gli Stati partecipanti all'Inclusive Framework si sono inoltre impegnati a trasmettere le statistiche sulle procedure amichevoli nel rispetto del Map Statistics Reporting Framework la cui adozione è stata concordata per i casi avviati dal 1 gennaio 2016. Il framework concordato fornisce definizioni comuni e prevede che ogni giurisdizione trasmetta le statistiche Map differenziate per treaty partner o per categoria di treaty partner. Quindi per ogni caso avviato a partire dal primo gennaio 2016 sarà possibile identificare le Map riportate da due differenti giurisdizioni ed evitare duplicazioni nelle statistiche. Inoltre, il framework concordato prevede una classificazione delle procedure tra due diverse categorie: transfer pricing ed altri casi ed  i risultati delle Map vengono differenziati in dieci categorie.
 
Alessandro Denaro
pubblicato Martedì 5 Dicembre 2017

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