le variazioni alla tonnage tax
La Commissione europea ha approvato alcune modifiche al regime olandese della tonnage tax. L'esecutivo Ue ritiene che le modifiche siano compatibili con il mercato comune e contribuiscano a rafforzare gli interessi della Comunità nel settore della politica marittima. Le modifiche sono immediatamente esecutive e la decorrenza è dal 1° gennaio 2009.
Le modifiche richieste dall'Olanda
Nel 2008 le autorità olandesi hanno notificato all'esecutivo di Bruxelles l'intenzione di introdurre due modifiche al regime di tonnage tax approvato inizialmente dalla Commissione nel 1996. Il primo si riferisce alle grandi navi superiori a 50mila tonnellate nette, per le quali è stata proposta l'applicazione di una imposta ridotta di 0,5 euro al giorno ogni 1.000 tonnellate di stazza netta. La seconda modifica riguarda invece le società di ship management, per le quali le autorità olandesi hanno proposto di ridurre l'imposta sul tonnellaggio di base del 75 per cento. La riduzione punta a compensare la mancanza di incentivi per le imprese a sviluppare le loro attività nella Comunità. Attualmente, ha rilevato Bruxelles, queste società, come tonnage tax, devono pagare una percentuale dei loro profitti sensibilmente superiore rispetto a quella versata dagli armatori. Nel contempo, esternalizzare la gestione della nave è una tendenza che aumenta notevolmente l'efficienza e la competitività.
La tonnage tax olandese
Modello greco e olandese. Sono le due forme principali di tonnage tax. La prima, vale a dire il modello adottato dalla Grecia, considera la determinazione forfetaria dell'imposta mentre la seconda, vale a dire il modello olandese, che corrisponde a quello adottato anche dall'Italia, della base imponibile. Il modello adottato dall'Olanda dal 1° gennaio 1996, a seguito della riforma introdotta nel 1995, oltre a stabilizzare l'impegno fiscale dell'armatore ha permesso di rafforzare la competitività dell'armamento. L'adozione di questo sistema di imposizione fiscale ha avuto immediate ricadute benefiche sull'industria marittima nazionale e ha contribuito a far rientrare sotto bandiera olandese le navi iscritte all'estero. Negli ultimi anni si è assistito allo sviluppo di un fenomeno, tecnicamente conosciuto con il termine di flagging out, vale a dire il passaggio delle navi da una bandiera nazionale ad alto costo ai registri open, più competitivi sotto il profilo dell'attività armatoriale. L'introduzione della tonnage tax negli ordinamenti tributari di alcuni Stati europei ha significato anche il recepimento di princìpi, volti a rendere il regime fiscale delle imprese di navigazione in linea con il contesto europeo.
Lo sviluppo del porto di Rotterdam
È di ieri la notizia del sì da parte della Banca europea per gli investimenti (Bei) e di otto istituti bancari internazionali a un prestito di circa 140 milioni di euro per ampliare il Gate terminal del porto di Rotterdam. Rotterdam è uno dei primi porti al mondo con un traffico annuale che supera i 300 milioni di tonnellate di merci transitate. Il 9 dicembre 2004 è stato sottoscritto un accordo tra i ministri dei Trasporti di Belgio, Francia, Lussemburgo e Olanda per la creazione di corridoio ferroviario tra Rotterdam e Lione mentre entro il 2010 un progetto ad alta velocità ferroviaria dovrebbe entrare in funzione collegando Parigi e Amsterdam passando per Anversa e Rotterdam.
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