Dal mondo
Olanda, tra i tulipani spunta
l'elusione fiscale
All'appello dell'imposta sui profitti mancherebbero 16 miliardi di euro. La causa? Ingegnose forme di elusione fiscale
tulipani olandesi

Dal virtuosismo fiscale modello Amsterdam, peraltro affermatosi da decenni, e dal rigore finanziario della Corporate-olandese, soltanto sfiorata dalla crisi attuale, alla realtà, fissata in 16 miliardi di euro di mancato gettito delle multinazionali olandesi, almeno secondo lo studio, su dati dell'Ufficio statistico nazionale, realizzato recentemente dal professor Geerten Michielse, Università di Utrecht, esperto del Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale. Brusco risveglio, dunque, per un Paese che per primo tenne a battesimo il capitalismo, nel XVII secolo e che da decenni compare invariabilmente nella parte alta delle graduatorie, esempio d'una Europa verso cui convergere senza esitazione. Oggi, invece, i conti non sembrano affatto tornare.

Elusione fiscale, rotta su Amsterdam
Peraltro, l'indicazione di queste contraddizioni in materia d'imposte e tasse, al centro della ricerca condotta da Michielse, erano già state espresse in modo rigoroso dal Governo norvegese che, nel 2008, aveva puntato il dito su Amsterdam, descrivendola in un rapporto ufficiale come la piazza finanziaria di riferimento nella definizione delle strategie elusive poste in essere da migliaia di multinazionali e di aziende transnazionali, con il loro seguito costituito da decine di miglia di società controllate e sussidiarie. Insomma, l'Olanda come regina dell'elusione fiscale europea, quindi, passaggio obbligato per chi insegue risparmi fiscali consistenti abusando di norme e di istituti giuridici nazionali perfettamente legali, le cui finalità sono in genere destinate a semplificare e migliorare le procedure, non certo ad aprire la porta all'elusione e alla conseguente perdita di gettito che essa comporta.

Profilo tributario della ricca Olanda
Osservando i dati diffusi dall'Ocse, le entrate tributarie olandesi, nel 2007, ammonterebbero a circa 141 miliardi di euro. L'anno passato, questa somma dovrebbe aver raggiunto, secondo le stime più recenti, la soglia dei 150 miliardi di euro. Ma si tratta di stime. Sul totale, il gettito dell'imposta sui redditi, delle persone fisiche e delle società, è pari a 62,5 miliardi di euro, di cui 20,5 sono riferibili alle somme versate annualmente nelle casse dell'erario olandese da quasi 500mila aziende.

Multinazionali sott'accusa
Secondo lo studio elaborato dal professor Michielse, è proprio in questa frazione delle entrate fiscali complessive che si segnalerebbe una elusione annuale pari a circa 16 miliardi di euro. Fenomeno questo che, sempre secondo lo studio citato, sarebbe dovuto in gran parte alle grandi multinazionali olandesi che, nonostante i profitti realizzati, verserebbero all'erario somme che oscillano tra il 6 e il 7 per cento dei ricavi riportati nei bilanci. Insomma, conclude l'autore della ricerca, mentre l'aliquota ufficiale dell'imposta sui profitti è pari al 25,5 per cento, l'aliquota effettiva cui le grandi multinazionali risultano soggette difficilmente oltrepassa il 7 per cento determinando una perdita di gettito pari, sempre secondo la stima elaborata da Michielse, a 16miliardi di euro.

Parola ai contribuenti individuali
Perplessità, anzi, irritazione, sono i segni che contraddistinguono le reazioni di oltre 8 milioni di contribuenti individuali posti di fronte alla notizia dei mancati versamenti, circa 16 miliardi di euro, da parte delle multinazionali olandesi. Peraltro, i lavoratori versano annualmente all'erario la quota maggiore delle entrate fiscali, oltre 42 miliardi di euro. In pratica, quindi, se anche le grandi aziende olandesi pagassero il dovuto, i contribuenti individuali potrebbero risparmiare almeno 2mila euro l'anno. Un dato questo che contribuisce ad acuire il risentimento, soprattutto indirizzato verso i 2mila grandi contribuenti (Fonte Ocse), cioè gruppi, società e grandi holding finanziarie che, nel complesso, gestiscono flussi di ricavi superiori annualmente a 25milioni di euro, e utilizzando almeno 5 controllate estere.
 

Stefano Latini
pubblicato Mercoledì 28 Ottobre 2009

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