Giovedì 9 Febbraio 2012 - Aggiornato alle 8:41
Dal mondo
Quando prestiti e premi su azioni sono da considerarsi dividendi?
A questi interrogativi l’Amministrazione fiscale sud africana ha fornito una serie di delucidazioni
Il South African Revenue Service si è soffermato, con le risposte a due distinte istanze di interpello, sulla disciplina dei dividendi con particolare riferimento ai prestiti intercompany e alla distribuzione delle riserve che derivano dall’accantonamento di premi su azioni. Continua l’intensa attività di controllo e prevenzione contro i fenomeni legati all’evasione ed all’elusione fiscale. Questa volta è toccato all’Amministrazione fiscale sud-africana chiamata in causa per fornire, con le risposte a due distinte istanze di interpello, chiarimenti in merito alla possibilità di qualificare quale distribuzione di dividendi, particolari operazioni legate alla gestione aziendale. Le operazioni in disamina sono in effetti piuttosto delicate in quanto, a causa della loro particolare natura, possono “mascherare” operazioni distanti dal formalismo degli atti, ovvero operazioni plasmate dal preciso intento di ottenere vantaggi fiscali altrimenti indebiti. Si tratta del caso, ad esempio, dei prestiti intercompany e dell’accantonamento a riserva di premi su azioni con successiva distribuzione delle medesime somme all’azionariato di riferimento. Nel primo caso il South African Revenue Service ha precisato che il parametro che permette di qualificare tali operazioni come distribuzione di dividendi è connesso alle condizioni contrattuali di negoziazione del tasso di interesse legato al finanziamento rispetto a quello di mercato. In riferimento alla distribuzione di premium share precedentemente accantonati a riserva, invece, le autorità tributarie sud-africane hanno ribadito che la distribuzione delle stesse riserve, nei limiti delle somme precedentemente accantonate, non è da qualificare quale distribuzione di dividendi.
I prestiti intercompany
Il caso sottoposto all’attenzione delle Autorità sud africane (binding private ruling n. BPR 020) riguarda la possibilità di considerare dividendi le somme relative ad un prestito trimestrale erogato da parte di una società consociata (Subco) residente in Sud Africa alla propria holding aziendale (Holco) avente domicilio fiscale all’estero. Tali prestiti sono da qualificarsi “granded” se il tasso d’interesse negoziato è maggiore del tasso ufficiale di mercato, mentre sono denominati “rand” se il tasso è inferiore rispetto a quello che la società Subco avrebbe potuto ottenere da un impiego alternativo delle stesse risorse finanziarie.
I premi su azioni
Con il ruling di specie (BPR 020), il South African Revenue Service è stato chiamato a pronunciarsi in merito alla possibilità di assimilare a dividendi la distribuzione agli azionisti di somme relative a premi su azioni precedentemente accantonate a riserva. Nel caso analizzato, dal bilancio di una società residente in Sud Africa risultava un premio su azioni unitamente ad una perdita contabile. Per ovviare a tale incongruenza gli amministratori della società decisero di proporre appello alle Autorità competenti in materia per utilizzare tali premium share al fine di abbattere le perdite contabili conseguite nell’anno. Successivamente, tali premi vennero ulteriormente ridotti a seguito dell’accantonamento delle stesse somme in una speciale riserva di capitale. L’interrogativo, pertanto, è capire se, nel limite delle somme precedentemente accantonate ed alla luce di dividendi percepiti dalla stessa società istante da parte di proprie consociate da ridistribuire agli azionisti, l’ulteriore assegnazione di tale riserva agli azionisti costituisca distribuzione di dividendi e come tali debbano essere tassati, o se le stesse somme conservano la propria natura e destinazione originaria.
Le conclusioni
Gli interpelli in esame sono relativi all’interpretazione della sezione 64 dell’Income Tax Act, la legge nazionale in materia di imposte sui redditi, che richiama le principali disposizioni normative nazionali in materia di dividendi. In riferimento ai prestiti intercompany, l’Amministrazione sud-africana ha puntualizzato che le somme erogate da una consociata nazionale alla propria holding residente all’estero sono da considerarsi dividendi a condizione che lo stesso finanziamento sia elargito ad un tasso inferiore rispetto a quello di mercato. Sulle questioni attinenti i premi su azioni, invece, il South African Revenue Service ha ribadito che gli importi relativi a share premium accantonate a riserva conservano la loro natura di premi e, conseguentemente, la loro successiva distribuzione, nel limite delle somme precedentemente capitalizzate, non costituisce distribuzione di dividendi, ma mera riduzione degli stessi premi. Per stabilire se le stesse somme distribuite costituiscano dividendi o riduzioni di premi su azioni è, inoltre, onere della stessa società proponente identificare dettagliatamente l’originaria provenienza contabile di tutte le somme erogate ai propri azionisti.
Il South African Revenue Service si è soffermato, con le risposte a due distinte istanze di interpello, sulla disciplina dei dividendi con particolare riferimento ai prestiti intercompany e alla distribuzione delle riserve che derivano dall’accantonamento di premi su azioni. Continua l’intensa attività di controllo e prevenzione contro i fenomeni legati all’evasione ed all’elusione fiscale. Questa volta è toccato all’Amministrazione fiscale sud-africana chiamata in causa per fornire, con le risposte a due distinte istanze di interpello, chiarimenti in merito alla possibilità di qualificare quale distribuzione di dividendi, particolari operazioni legate alla gestione aziendale. Le operazioni in disamina sono in effetti piuttosto delicate in quanto, a causa della loro particolare natura, possono “mascherare” operazioni distanti dal formalismo degli atti, ovvero operazioni plasmate dal preciso intento di ottenere vantaggi fiscali altrimenti indebiti. Si tratta del caso, ad esempio, dei prestiti intercompany e dell’accantonamento a riserva di premi su azioni con successiva distribuzione delle medesime somme all’azionariato di riferimento. Nel primo caso il South African Revenue Service ha precisato che il parametro che permette di qualificare tali operazioni come distribuzione di dividendi è connesso alle condizioni contrattuali di negoziazione del tasso di interesse legato al finanziamento rispetto a quello di mercato. In riferimento alla distribuzione di premium share precedentemente accantonati a riserva, invece, le autorità tributarie sud-africane hanno ribadito che la distribuzione delle stesse riserve, nei limiti delle somme precedentemente accantonate, non è da qualificare quale distribuzione di dividendi. I prestiti intercompany
Il caso sottoposto all’attenzione delle Autorità sud africane (binding private ruling n. BPR 020) riguarda la possibilità di considerare dividendi le somme relative ad un prestito trimestrale erogato da parte di una società consociata (Subco) residente in Sud Africa alla propria holding aziendale (Holco) avente domicilio fiscale all’estero. Tali prestiti sono da qualificarsi “granded” se il tasso d’interesse negoziato è maggiore del tasso ufficiale di mercato, mentre sono denominati “rand” se il tasso è inferiore rispetto a quello che la società Subco avrebbe potuto ottenere da un impiego alternativo delle stesse risorse finanziarie.
I premi su azioni
Con il ruling di specie (BPR 020), il South African Revenue Service è stato chiamato a pronunciarsi in merito alla possibilità di assimilare a dividendi la distribuzione agli azionisti di somme relative a premi su azioni precedentemente accantonate a riserva. Nel caso analizzato, dal bilancio di una società residente in Sud Africa risultava un premio su azioni unitamente ad una perdita contabile. Per ovviare a tale incongruenza gli amministratori della società decisero di proporre appello alle Autorità competenti in materia per utilizzare tali premium share al fine di abbattere le perdite contabili conseguite nell’anno. Successivamente, tali premi vennero ulteriormente ridotti a seguito dell’accantonamento delle stesse somme in una speciale riserva di capitale. L’interrogativo, pertanto, è capire se, nel limite delle somme precedentemente accantonate ed alla luce di dividendi percepiti dalla stessa società istante da parte di proprie consociate da ridistribuire agli azionisti, l’ulteriore assegnazione di tale riserva agli azionisti costituisca distribuzione di dividendi e come tali debbano essere tassati, o se le stesse somme conservano la propria natura e destinazione originaria.
Le conclusioni
Gli interpelli in esame sono relativi all’interpretazione della sezione 64 dell’Income Tax Act, la legge nazionale in materia di imposte sui redditi, che richiama le principali disposizioni normative nazionali in materia di dividendi. In riferimento ai prestiti intercompany, l’Amministrazione sud-africana ha puntualizzato che le somme erogate da una consociata nazionale alla propria holding residente all’estero sono da considerarsi dividendi a condizione che lo stesso finanziamento sia elargito ad un tasso inferiore rispetto a quello di mercato. Sulle questioni attinenti i premi su azioni, invece, il South African Revenue Service ha ribadito che gli importi relativi a share premium accantonate a riserva conservano la loro natura di premi e, conseguentemente, la loro successiva distribuzione, nel limite delle somme precedentemente capitalizzate, non costituisce distribuzione di dividendi, ma mera riduzione degli stessi premi. Per stabilire se le stesse somme distribuite costituiscano dividendi o riduzioni di premi su azioni è, inoltre, onere della stessa società proponente identificare dettagliatamente l’originaria provenienza contabile di tutte le somme erogate ai propri azionisti.
pubblicato Mercoledì 17 Settembre 2008
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