Dal mondo
Rapporto Sba: l’Italia delle Pmi
in linea con la media Ue
Le strategie fiscali adottate dall’Italia per accelerare l’attuazione dello small business act a sostegno delle Pmi
sede commissione ue
Lo scorso 4 ottobre, in occasione dell’appuntamento europeo annuale della settimana 3 - 9 ottobre delle PMI finalizzata a incentivare le PMI e a promuovere l'imprenditorialità, la Commissione europea ha presentato la sua relazione relativa alle piccole e medie imprese (PMI) per il 2010 "Le PMI dell’UE stanno uscendo dalla crisi?" contenente il resoconto delle rilevazioni per ogni Stato membro dell’UE. 
Le stime, elaborate sui dati di base relativi al 2010, confermano che le Pmi costituiscono  la spina dorsale dell’economia UE. Un volano che assicura oltre i due terzi (87,5 milioni) di tutte le opportunità di lavoro nel settore privato dell’Ue e il 58,4% del valore aggiunto lordo totale (dato che in Italia raggiunge il 71,3 %). 
 
 
Migliorano i tassi di crescita
I dati, relativi all’economia aziendale comprendente industria, costruzioni, commercio e servizi con l’esclusione dei settori agricolo, della silvicoltura, della pesca e di tutti i servizi non commerciali (come l’istruzione e la sanità) provenienti dalle statistiche dei vari paesi dell’Unione (i dati relativi all'Italia sono consultabili nel fact sheet dedicato alle PMI italiane), armonizzati ed elaborati nelle stime Eurostat delineano un generale miglioramento dei tassi di crescita dopo la crisi del 2009. 
 
La statistica della Commissione europea
La valutazione della Commissione ha identificato tre gruppi di paesi sulla base del tasso di crescita: 
1) un gruppo dei paesi (Austria, Germania, Lussemburgo, Malta, Romania, Svezia e Regno Unito) in cui le PMI hanno registrato un tasso di crescita positivo sia in termini di VAL (valore aggiunto lordo), sia in termini di occupazione.
 2) un gruppo dei paesi (Grecia, Irlanda, Spagna, Lettonia e Lituania) in cui le PMI hanno registrato un tasso di crescita negativo sia per quanto riguarda il VAL sia per l’occupazione;
3) un gruppo dei paesi (Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Italia, Cipro, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Finlandia) in cui le PMI hanno ottenuto un tasso di crescita positivo in termini di VAL, ma un tasso negativo in termini di occupazione, la cosiddetta ripresa senza posti di lavoro.
 
 
 

 
Le previsioni per l’anno in corso
Per il 2011 le previsioni,  elaborate sulle evidenze delle schede informative SBA (SBA: Small Business Act) dovrebbero far sperare in un aumento dello 0,9% delle Pmi e del 3,9% del loro valore aggiunto lordo se supportate da una politica di efficace potenziamento della capacità di risposta delle amministrazioni pubbliche, di promozione dell’imprenditorialità e di miglioramento dell’accesso ai finanziamenti. 
 
Le cifre relative alle Pmi italiane
Il rilancio dell’imprenditorialità  delle Pmi rappresenta per l’Italia una priorità. Nel bel Paese esiste una spiccata concorrenzialità tra piccole e medie imprese e micro imprese. Queste ultime  raggiungono una percentuale di presenza pari a oltre 3 milioni e mezzo, il 94,5% del totale, rispetto al 92% della media UE con un impatto occupazionale notevole nell’asset economico nazionale. Le imprese italiane sono in tutto 3.765.825, di cui meno di tremila hanno più di 250 dipendenti. Le Pmi garantiscono l'81,4% dell'occupazione, molto di più rispetto alla media dei Paesi Ue, che arriva al 67%. In termini di valore aggiunto, le micro imprese producono un terzo del totale nazionale, mentre in Europa il dato supera di poco il 20%.  
 
Le valutazioni della Commissione
Malgrado la presenza numerica consistente il primato nel dinamismo operativo, seppure limitato al contesto nazionale (la media UE non è stata ancora raggiunta), spetta alle piccole e medie imprese. Le motivazioni del difficile raggiungimento della soglia europea sono, a parere degli esperti, da imputare ad un deficit di vocazione imprenditoriale. 
 
L’accesso ai finanziamenti
Indubbiamente le cause della “stabilità” imprenditoriale nazionale non possono essere sommariamente ricondotte a una mera inefficienza individuale nella capacità di rinnovarsi ma  sono il prodotto del riverbero di una criticità del mercato interno in buona misura determinata dalle difficoltà di accesso ai finanziamenti nel periodo 2005-2011 a cui sta tentando di fare da contrappeso il trend positivo registrato nei  settori "Competenze e innovazione"e "Appalti pubblici e aiuti di Stato". Sarà in particolare, si confida, la macchina fiscale a dare l’acceleratore. 
 
Il ruolo del Fisco
E’ noto, infatti, che nel luglio del 2010, infatti, sono state introdotte agevolazioni fiscali per incentivare la creazione di reti di PMI: il pagamento delle imposte sul reddito (non superiori a1 milione di euro) è rinviato di tre anni, se gli utili sono reinvestiti nelle attività della rete.
Contestualmente il ministero dell'Economia e delle Finanze ha disposto una serie di agevolazioni fiscali (48 milioni di euro per il periodo 2011- 2013) destinate alle aziende che stipulano contratti di rete.
 
 
 

Le iniziative adottate
L’altro elemento elemento di persistente difficoltà nell’attuazione delle politiche di rilancio  rappresentato dall’eccesso di burocrazia è oggetto da più di un anno di particolare sensibilizzazione da parte di Unioncamere e il Registro delle imprese. Dal 1° aprile 2010, la collaborazione tra le due strutture ha permesso di dare impulso a ComUnica, la dichiarazione unica telematica per avviare un'impresa nell’arco di  un solo giorno. Tra aprile e luglio 2010 sono state create oltre 180mila imprese con questa procedura telematica.
Nell'agosto 2010, il ministero dello Sviluppo economico e Unioncamere hanno introdotto la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), che permette ai neo imprenditori di avviare la propria attività  prima della dell'autorizzazione dell'avviamento da parte dell'amministrazione pubblica, che dispone di 60 giorni dall'iscrizione nel registro per procedere al rilascio (se non intervengono circostanze eccezionali quali, ad esempio, quelle imposte dal rispetto delle  ragioni di pubblica sicurezza).
 
L’efficacia degli interventi
Si è trattato di misure propulsive efficaci culminate, nel settembre 2010, nella costituzione dello Sportello unico per le attività produttive (SUAP), diretto a semplificare le procedure amministrative (connesse, ad esempio, all'iscrizione di un’impresa nel registro e alla richiesta di proroghe e agevolazioni) e del portale "Impresa in un giorno", che rende informazioni aggiornate sia alle imprese che alla Pubblica Amministrazione sulla legislazione vigente, sui benefici fiscali e su tutte le altre opportunità esistenti per le imprese. Basti pensare all’importanza che riveste un’adeguata conoscenza delle possibilità di accesso al credito e agli incentivi alla ricerca. Nel corso del 2010 sono stati poi organizzati corsi e seminari che hanno permesso di favorire le conoscenze delle PMI in materia di capitale di rischio nella prospettiva della implementazione di una rete di commercialisti, i ”Business Angels”, che hanno la funzione di aiutare le PMI ad accedere al capitale di rischio. Da quest’anno, inoltre, le imprese che affidano progetti di ricerca alle università italiane beneficiano di un credito d'imposta.
 
 
 
 
 
 
Antonina Giordano
pubblicato Martedì 11 Ottobre 2011

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