Dal mondo
Regno Unito: su fisco telematico
e conti pubblici ampio consenso
A indicarlo è il Rapporto annuale dell’Agenzia delle Entrate che traccia un bilancio delle attività
fiscoi britannico

A più di un anno dal referendum sulla Brexit, il Rapporto annuale del Fisco di Sua Maestà mette in fila una serie di numeri positivi per le casse del Regno Unito. Nell’anno fiscale 2016-17 sono state incassate 574 miliardi di sterline di entrate (con un incremento di  38,1 miliardi rispetto all’anno precedente),  è stato registrato un incremento del 7,2% dell’Iva, oltre 4 milioni di famiglie hanno beneficiato dei crediti di imposta e sono state ricevute 9,6 milioni di dichiarazioni online entro la scadenza del 31 gennaio.  Questi dati (e gli altri numeri del rapporto) non consentono certo di valutare, neanche preliminarmente,  l’impatto che l’uscita dall’Unione europea avrà sull’economia del Regno Unito, ma permettono se non altro di affermare che la “macchina fiscale” britannica funziona, migliora le prestazioni e continua a percorrere a tutta velocità la rotta della modernizzazione digitale. La scelta popolare della separazione dall’Unione europea potrebbe però ipoteticamente portare alla perdita di alcune tessere decisive nel puzzle del Regno Unito, importanti anche dal punto di vista fiscale: in Scozia gli indipendentisti cominciano a programmare un nuovo referendum per la separazione dall’Union Jack dopo la sconfitta di misura nel voto del 2014, mentre nell’Ulster i nazionalisti dello Sinn Fein puntano a una consultazione popolare in vista di una Irlanda unita da Belfast a Dublino e dentro l’Ue.
 

La generazione dei contribuenti digitali – Il processo di digitalizzazione del Fisco britannico è avviato da tempo, con oltre l’80% dei contribuenti intervistati che – afferma il Rapporto annuale –si  dichiara soddisfatto o molto soddisfatto dei servizi online. “Servizi digitali semplici, sicuri e personalizzati per i nostri clienti” è la ricetta dell’Her Majesty Revenue & Customs.  Nel periodo considerato sono state più di 9 milioni le persone che hanno avuto accesso al proprio conto fiscale digitale. Individui, imprese e intermediari hanno potuto in questo modo accedere a nuovi servizi e avere una visione in tempo reale dei loro conti fiscali: tasse, imposte, rimborsi e così via. Secondo il Fisco britannico si assiste quindi alla nascita di una generazione digitale di contribuenti, che col Fisco interagisce prevalentemente attraverso i servizi online.  I conti fiscali digitali mettono a disposizione infatti anche un canale per corrispondere con l’Hmrc. Lo strumento sono i moduli Iforms che possono essere compilati e inviati online e che nel 99% dei casi ricevono risposta entro sette giorni. 
 

Una squadra di 62mila dipendenti, 800 nuove assunzioni per il digitale  –  A portare avanti l’opera di modernizzazione sono decine di migliaia di dipendenti pubblici, orgogliosi di lavorare al servizio della collettività. L’Hmrc afferma con fierezza di essere una delle più grandi organizzazioni del Regno Unito, con quasi 62mila dipendenti a tempo pieno al 31 marzo 2017. Gli uffici delle Entrate britanniche sono dislocati in 145 edifici fra Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord.  Hanno l’obiettivo di raccogliere le tasse da oltre 50 milioni di contribuenti (45 milioni di persone fisiche e 5,4 milioni di imprese) e di portare a termine il processo di digitalizzazione dei servizi. Con questo fine, sono stati assunti oltre 800 nuovi collaboratori per migliorare il servizio clienti dell’Hmrc. Per esempio, grazie a queste nuove assunzioni, è ora possibile contattare la webchat in tutti i giorni della settimana. Per favorire la transizione al digitale, sono stati inoltre sviluppati un forum e una linea telefonica dedicata ai lavoratori autonomi e alle nuove imprese.

Fabrizio Ortu
pubblicato Venerdì 8 Settembre 2017

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