al via l'operazione semplificazione
Un nuovo ufficio per la semplificazione normativa e amministrativa che avrà il compito di agevolare il rapporto tra la Pubblica Amministrazione, i contribuenti persone fisiche e le piccole e medie imprese. Ad annunciarlo è il cancelliere allo Scacchiere, George Osborne, che ha avanzato la proposta nell'ambito del piano di emergenza per il rientro dei conti pubblici e che l'ha resa esecutiva nominando a capo della struttura Michael Jack, membro del Parlamento per 13 anni dopo una carriera spesa nel mondo imprenditoriale, Segretario generale delle Finanze al dipartimento del Tesoro britannico dal 1990 al 1992 dove ha elaborato il progetto Tax Law Rewrite legislation.
Sforbiciata al numero di pagine del codice tributario
Uno sforzo bypartisan per semplificare la legislazione fiscale britannica a cominciare dalle 11mila pagine che, come riportato dai maggiori quotidiani nazionali e non, compongono l'attuale codice tributario. Un coacervo di agevolazioni, esenzioni e indennità che, per ammissione del cancelliere allo Scacchiere, rende il sistema fiscale britannico meno competitivo di quello che dovrebbe essere.
Dalle imprese alle persone fisiche
La funzione del nuovo organismo indipendente, denominato Ots, acronimo di Office of Tax Simplification, è individuare le aree dove è possibile ridurre la complessità del sistema fiscale per le aziende e le persone fisiche. L'obiettivo è garantire una reale semplificazione delle operazioni e dei servizi in materia fiscale riducendo la complessità delle regole che attualmente disciplinano la determinazione del reddito e gli adempimenti contabili delle piccole e medie imprese. Al nuovo ufficio il compito di elaborare, entro il 2011, una serie di rapporti che, oltre a studiare attentamente la situazione, dovranno indicare al cancelliere le possibili soluzioni da adottare.
Economia e fisco vigilate speciali
Il governo di Sua Maestà se da un lato si sta adoperando per trovare le risorse necessarie a riportare in regola i conti pubblici britannici dall'altro non fa mistero di voler abbattere alcune barriere burocratiche ritenute di ostacolo alla competitività del sistema-Paese. A testimoniarlo è lo scivolone del Regno Unito in dieci anni dal settimo al tredicesimo posto nella speciale classifica stilata dal World Economic Forum's Global Competitiveness Index. Per il cancelliere allo Scacchiere è tempo di avvicinare la legislazione tributaria alle necessità della Gran Bretagna. Per farlo la migliore soluzione è la semplificazione fiscale. Un cambiamento radicale che, nelle intenzioni del nuovo governo, produrrà non soltanto una riduzione dei costi per gli adempimenti ma avrà l'indiscutibile vantaggio di fornire al contribuente una assistenza efficiente e al passo con i tempi.
Tasse e aviazione civile
E mentre il governo ha avviato l'operazione semplificazione fiscale, sempre dal fronte fiscale la Confindustria nazionale ha avanzato la proposta di ripensare l'air passenger duty, la tassa attualmente applicata sul biglietto del singolo passeggero britannico e che varia in relazione a voli su lunghe o brevi percorrenze o in riferimento alla specifica classe scelta dal viaggiatore. In un rapporto pubblicato nei giorni scorsi "Green skies ahead, creating a low-carbon aviation industry" , oltre a ripensare l'air passenger duty, l'associazione britannica si è dichiarata contraria al progetto avanzato dal governo e che prevede l'introduzione di nuova tassa sui voli in partenza da e per il Regno Unito. La fee era stata originariamente introdotta in favore dell'ambiente e generava circa 900 milioni di sterline all'anno. Secondo l'associazione è importante creare a livello internazionale un sistema condiviso da tutti gli attori coinvolti (industrie aeronautiche, aerolinee, associazioni del trasporto aereo) finalizzato a disciplinare le emissioni prodotte dagli aeromobili nell'atmosfera. Già l'Olanda aveva provveduto ad abolire nel 2009 la tassa sulle partenze che aggiungeva un costo variabile per ogni passeggero in partenza dagli aeroporti nazionali.
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