Dal mondo
Romania: per aumentare il gettito
pronte le strategie d’autunno
Le nuove vie seguite dal Fisco non si discostano da quelle battute in altri Stati dell’Unione europea, Italia compresa
romania_parlamento
La Romania sceglie split payment, il contrasto all’evasione fiscale e al lavoro nero. Sono queste le ultime iniziative intraprese e annunciate dall’Amministrazione finanziaria nazionale per raggiungere il difficile obiettivo di aumentare il gettito fiscale senza alzare le imposte. Per quanto riguarda l'Iva, la scelta si è già concretizzata in legge: il 31 agosto, infatti, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale romena un'ordinanza che rende obbligatorio lo split payment dell'imposta sul valore aggiunto dal primo gennaio 2018, con speciali benefici fiscali per le imprese che sceglieranno di aderire al meccanismo già a ottobre.
Nello stesso tempo, in estate il neo-governo, entrato in carica a giugno, ha annunciato di voler lavorare sul fronte della lotta all'evasione fiscale, in particolare a stretto giro con la Ue per quanto riguarda la collaborazione e lo scambio di informazioni tra Stati, e di avere in cantiere per il 2018  misure ad hoc di contrasto al lavoro sommerso, dall'inasprimento delle pene alla sospensione dell'attività per chi utilizza lavoratori irregolari passando per la messa a punto di una banca dati specifica per il personale utilizzato nei settori più a rischio, che le imprese saranno chiamate ad aggiornare in tempo reale.
 
Cosa succede in Romania? A spiegarlo ci pensa l’FMI
Gli interventi del Fisco romeno si comprendono meglio attraverso la lettura dell'ultimo Rapporto del Fondo monetario internazionale sulla situazione economico finanziaria romena, pubblicato a giugno. L'analisi ha fotografato elementi positivi, crescita sostenuta, un tasso di disoccupazione contenuto rispetto alle altre economie emergenti, ma all’interno di un contesto in cui oltre un terzo della popolazione, il 37,3% su 20 milioni (dato del 2015),  rimane a rischio povertà e dove il Pil pro capite è tra i più bassi in Europa.  Finora, rileva l’FMI, la Romania ha scelto di puntare sul sostegno ai consumi, mantenendo bassa la tassazione e in alcuni casi abbassandola, come avvenuto per l'aliquota ordinaria Iva, passata dal 24% del 2015 al 19% del 2017, e nel contempo puntando sull'innalzamento di salari e pensioni. Una scelta costosa, a dire del FMI, che non è più a lungo sostenibile, con particolare riguardo al rapporto deficit su Pil. La soluzione suggerita, dal punto di vista fiscale, è se non di invertire quantomeno di bloccare la politica di abbassamento della tassazione, sostituire il sostegno ai consumi con incentivi mirati all'investimento d'impresa, che possano cioè tradursi in modo più diretto in un aumento della produzione e quindi della crescita.
 
Come funzionerà lo split payment versione rumena
Diverse ricette per un unico scopo, accrescere le entrate tributarie per proteggere l'equilibrio dei conti, ma nello stesso tempo continuare a sostenere la crescita. In questo contesto si inserisce il nuovo split payment, che coinvolgerà tutti gli operatori Iva, chiamati a dotarsi di un conto specifico per ricevere e inviare il pagamento del tributo su tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi soggetti al regime Iva ordinario. Chi aderirà già a ottobre, inoltre, riceverà alcuni benefici fiscali. Il passaggio, si aspettano le autorità di Bucarest, dovrebbe portare 1,3 miliardi di euro di entrate e consentire di aumentare il gettito fiscale senza alzare direttamente l'imposizione fiscale. Nei mesi scorsi, infatti, il governo aveva dapprima annunciato di voler mettere mano a una riforma tributaria complessiva, il cui punto più controverso sarebbe stato la sostituzione dell'aliquota unica del 16% sul reddito con un'imposta progressiva. Contestata da più parti (soprattutto dalle associazioni rappresentative delle imprese, compresi gli investitori esteri), l’ipotesi è stata, almeno per ora, accantonata, come ha rassicurato a luglio, all'indomani della sua nomina, il primo ministro Mihai Tudose.
 
Anna D'Angelo
pubblicato Lunedì 25 Settembre 2017

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