regge all'urto delle crisi
I recenti, massicci e inaspettati, flussi migratori verso l'Europa prodotti dagli avvenimenti che si sono verificati nel Nord Africa, Tunisia ed Egitto e, in particolare quelli determinati dalla crisi libica, hanno messo a dura prova la capacità del sistema di Schengen di fronteggiare la gravità del della pressione crescente a cui sono sottoposti i confini degli Stati-varco europei. Dinanzi a tale emergenza l'attività di costante richiamo al rispetto le norme dell'accordo di Schengen, svolta Commissione, ha fatto sì che i vincoli dell'acquis non subissero deroghe.
Il punto della situazione
Un primo bilancio sulle azioni intraprese da Italia e Francia è stato reso noto in questi giorni e depone per il definitivo giudizio sostanziale di conformità alla normativa comunitaria.
L'apprezzamento di massima è stato anche motivo di riaffermazione dello spirito della normativa, condivisa nello Stato lussemburghese, al confine tra Francia e Germania, che ha dato il proprio nome all'Accordo, non sempre puntualmente vivo nelle decisioni di politica interne. Stigmatizzando le incongruenze in sede di pratica applicazione, ancora una volta la commissaria Malmström, ha dato voce alla Commissione, affermando che "è necessario assicurare un'interpretazione coerente e un'attuazione regolare della normativa di Schengen, in uno spirito di solidarietà e fiducia reciproca".
Un po' di storia
L'accordo di Schengen, siglato il 14 giugno 1985 originariamente da Belgio, Germania, Francia, Lussemburgo e Paesi Bassi, nella condivisa volontà di abolire gradualmente i controlli alle frontiere comuni, mira ad per agevolare, nel contesto di un nuovo mercato globale, la circolazione di merci e persone, ed è divenuto nel tempo sinonimo di libertà di movimento.
Con la successiva Convenzione di attuazione firmata nel 1990 ed entrata in vigore nel 1995, sono stati, aboliti i controlli sistematici alle frontiere tra i Paesi. L'area Schengen si è progressivamente estesa fino a comprendere ormai non soltanto quasi tutti i Paesi dell'Unione europea ma anche alcuni Paesi non membri. Al nucleo dei 5 Stati 'fondatori' si sono, infatti, aggiunti Spagna e Portogallo nel 1995, l'Italia nel 1997, l'Austria nel 1998, la Grecia nel 2000, Svezia, Danimarca (sebbene goda della clausola di esenzione - "opting out" - ossia di una deroga relativa ad una parte dell'acquis di Schengen / Dublino (visti, asilo e immigrazione), Finlandia insieme ai paesi non-Ue Norvegia e Islanda nel 2001. Nel 2007 si sono poi aggiunti Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Malta e, tra i paesi non-UE, anche la Svizzera.
Gli Stati in affanno e quelli out
Cipro e Liechteistein hanno ancora difficoltà applicative mentre è di questi giorni l'altolà all'ingresso di Romania e Bulgaria. La presidenza polacca dell'Ue , durante i lavori del Consiglio giustizia e affari interni, ha infatti annunciato l'opposizione di Olanda e Finlandia motivata dal mancato rispetto delle condizioni di accesso all'area Schengen da parte dei due Stati.
La libera circolazione di persone e merci: il ruolo del fisco
La libera circolazione di persone e merci La libera circolazione è oggi garantita su un tutto il territorio attraverso la politica comune dei visti, la cooperazione giudiziaria e di polizia attraverso il Sistema di Informazione Schengen: il SIS II, succeduto al SIS I, per la raccolta e lo scambio di dati il cui sistema centrale, con funzioni di controllo e gestione tecnici coordina ciascuno Stato membro nell'assicurazione, attraverso la cooperazione amministrativa, fiscale e penale, del buon funzionamento e della sicurezza. Il SIS , costituito inizialmente quale una delle misure compensative previste al fine di consentire la libera circolazione delle persone attraverso controlli alle frontiere ed altri controlli di polizia e doganali, ha assunto la funzione di strumento investigativo ed amministrativo multiscopo flessibile e correlato a Eurojust e Europol nella lotta contro le frodi e il riciclaggio di proventi derivanti da attività illecite.
Gli strumenti di cooperazione
Adottare ciascuno per se stesso le necessarie misure generali e specifiche atte ad assicurare l'affermazione del diritto comunitario e il funzionamento efficiente delle Comunità e porre in essere un sistema valido ed efficiente di strumenti per una cooperazione amministrativa, fiscale e penale con apporti reciproci ai fini della prevenzione e della lotta contro le infrazioni del diritto comunitario e altre pratiche che ledono gli interessi delle Comunità, non rappresenta solo una petizione di principio per gli Stati membri ma un concreto impegno operativo per tutti i Paesi dell'area Schengen. L'assicurazione della libera circolazione, infatti, è possibile soltanto in un contesto di reciproca collaborazione investigativa. I reati amministrativi e penali in paio con le frodi (comprese quella fiscale e doganale) sono commesse su ampia scala e a livello internazionale e richiedono l' adozione di misure efficaci e vigorose intese a prevenire e combattere le pratiche inammissibili che recano pregiudizio agli interessi finanziari delle Comunità.
Il monitoraggio
La garanzia della libertà di circolazione impone, secondo la Commissione, un monitoraggio continuo sull'osservanza dei vincoli, che comporta studi e rilevazioni.
Ad esempio, attualmente le norme dell'Accordo di Schengen non definiscono le condizioni in base alle quali gli Stati membri possono rilasciare documenti di viaggio ai migranti sprovvisti dei documenti del proprio Paese di origine e ciò comporta che debbano essere intraprese nel più breve termine azioni coordinate della governance di Schengen.
La fiducia tra cittadini dell'Unione europea e Stati membri deve, pertanto, essere alimentata da un meccanismo di valutazione e monitoraggio che, al momento, presenta molte inadeguatezze e richiede una ridefinizione.
Insistendo sull'attivazione di un nuovo sistema di monitoraggio, idoneo ad assicurare il puntuale rispetto delle regole e la capacità di fronteggiare situazioni di emergenza nella gestione delle frontiere, la Commissione si è, dunque, impegnata nella formulazione di proprie proposte che saranno presentate in questo mese.
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