una ricetta con tre ingredienti
Il Consiglio dell'Unione europea ha approvato l'8 giugno scorso una risoluzione sul coordinamento nell'Unione europea delle norme relative alle società estere controllate (Sec) e alla sottocapitalizzazione. Nella risoluzione il Consiglio sottolinea che le norme antiabuso possono assumere varie forme, generali o specifiche. Nel primo caso il riferimento è all'abuso basato sulla normativa o elaborato dalla giurisprudenza; nel secondo caso, invece, il riferimento è a disposizioni antiabuso più specifiche, quali le norme sulle società estere controllate (Sec). Le norme sulla sottocapitalizzazione, secondo vari Stati membri, possono svolgere anche un ruolo nella prevenzione degli abusi cosi come specifiche norme antiabuso sono invece previste dalle direttive comunitarie sull'imposizione societaria.
Gli obiettivi della risoluzione
La risoluzione prende le mosse dalla riconosciuta necessità di perseguire due finalità apparentemente opposte. Da una parte l'interesse degli Stati a contrastare comportamenti abusivi volti ad abbattere base imponibile e dall'altra evitare che misure siffatte costituiscano un intralcio al mercato transfrontaliero nell'area dell'Unione europea.
Le raccomandazioni: l'osservanza di principi guida
Nella risoluzione si raccomanda agli Stati membri, in materia di applicazione delle norme transfrontaliere sulle Sec e sulla sottocapitalizzazione, di attenersi ad alcuni principi guida. In particolare definire se si tratta di una situazione tale da costituire o meno fattispecie ai fini dell'applicazione della disciplina transfrontaliera. A tal fine un elenco di indicatori può rivelarsi utile per individuare possibili applicazioni artificiose delle norme. Gli aspetti da considerare, per verificare che effettivamente gli utili non siano stati artificialmente trasferiti a una Sec, sono i motivi economici o commerciali, il reale esercizio di un'attività economica, una proporzionata organizzazione in termini di beni strumentali e personale e capitale sociale. Quanto alle norme sulla sottocapitalizzazione, invece, i parametri da osservare sono il livello di indebitamento rispetto al capitale netto, l'ammontare degli interessi netti rispetto all'utile e la consistenza del capitale preso a prestito.
Le raccomandazioni: la cooperazione e l'assistenza reciproca
Oltre all'adozione di principi guida, utili per applicare le norme transfrontaliere sulle SEC e sulla sottocapitalizzazione all'interno dell'Unione europea, altrettanto fondamentali sono la cooperazione amministrativa e l'assistenza reciproca per garantire da un lato l'efficacia sostanziale delle misure antiabuso e dall'altro individuare e contrastare in maniera sistematica i meccanismi abusivi.
Gli effetti collaterali e l'intervento della Corte Ue
La risoluzione del Consiglio evidenzia che le norme sulle Sec o sulla ricapitalizzazione possono costituire una restrizione all'esercizio delle libertà sancite dal trattato dell'Unione europea in materia di equiparazione tra operazioni commerciali interne e transfrontaliere. Tale problematica viene superata dalla giurisprudenza della Corte di giustizia Ue per la quale tali restrizioni possono essere tollerate in presenza di interessi di carattere generali come la lotta alla elusione fiscale e l'equilibrata ripartizione del carico tributario tra gli Stati membri.
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