per una ricetta con…vincente
La Commissione europea ha pubblicato il Rapporto la tua Europa-Consulenza e Solvit 2010 con i dati sull'andamento dei due servizi messi a disposizione dei cittadini e delle imprese per tutelare i propri diritti in seno all'Unione europea.
L'Italia tra le posizioni di vertice
Nella panoramica l'Italia, con oltre duecento casi trattati, si colloca in quarta posizione per numero di reclami, preceduta da Regno Unito, Francia e Spagna. I quattro Paesi rappresentano oltre il 50 per cento dei casi complessivamente affrontati dalla rete Solvit.
Entrando maggiormente nel dettaglio vediamo che, tra i casi aperti contro le Amministrazioni italiane, Solvit Italia ha risolto positivamente più del 90 per cento, ottenendo un coefficiente superiore alla media europea. Più del 70 per cento dei 1363 casi riguardano tre settori:
- sicurezza sociale (471 casi, pari al 34%), dove sono emersi problemi relativi al riconoscimento della pensione in altri paesi Ue e alle cure mediche fuori dal Paese d'origine;
- diritto di soggiorno (306 casi pari al 23%);
- riconoscimento delle qualifiche professionali (220 casi, pari al 16%) dove l'Italia copre il 13 per cento dei casi gestiti dietro soltanto a Spagna (29 per cento) e Francia (15 per cento).
Il Rapporto Solvit 2010
Crescente fiducia dei cittadini, in particolare italiani, nell' istituzione europea. Questo l'elemento portante che si ricava dalla alettura dei dati contenuti nel Rapporto Solvit 2010. I centri Solvit, presenti all'interno dei vari Stati membri dell'Ue, fanno parte dell'Amministrazione nazionale e interagiscono per giungere a una soluzione del problema segnalato entro il termine di 10 settimane.
Le materie oggetto di frequente trattazione dalla rete Solvit riguardano: il riconoscimento delle qualifiche professionali; la sicurezza sociale; l'accesso al mercato dei prodotti e dei servizi; i problemi di tassazione; gli appalti pubblici; la costituzione di una societa' o di un'attivita' autonoma; i permessi di soggiorno; i diritti elettorali; l'accesso all'educazione; la registrazione dei veicoli a motore; la protezione dei dati. I casi debbono necessariamente avere carattere transfrontaliero e non devono essere stati ancora sottoposti a procedura giudiziaria.
Un bilancio a ridosso del decennio di attività
Alle soglie del compimento dei dieci anni di attività del network creato nel 2002 su impulso della Commissione europea con 27 Stati membri coinvolti più Islanda, Liechtenstein e Norvegia, si può, a ragione affermare che abbia raggiunto un livello di assoluta concretezza. La finalità dei punti Solvit dislocati in tutta l'Unione europea è di attrarre i cittadini e le imprese verso una giustizia rapida ed efficace.
Dall'esordio la rete Solvit non aveva mai denunciato un livello di tale fiducia. Le ragioni del consenso registrato non richiedono commenti perché è sufficiente, per comprendere le motivazioni dell'affidamento da parte dei cittadini e delle imprese, fare riferimento ai termini di svolgimento e conclusione delle procedure, alle modalità di accesso. Tempi rapidi, semplificazione, trasparenza e ottimizzazione della rete sono le formule che assicurano la certezza del diritto.
Nei numeri l'evidenza dei risultati
Contestualizzando i numeri, cosa fotografa il Rapporto 2010? Un'elevata crescita di contenziosi in materia di sicurezza sociale, diritto di soggiorno e riconoscimento delle qualifiche professionali. Il documento riporta un numero di circa 1363 cittadini, professionisti e imprenditori tra i soggetti che hanno ottenuto soddisfazione dall'aiuto di Solvit per far rispettare i loro diritti nell'ambito del mercato unico. Sul totale registrato una percentuale pari al 90 per cento dei casi è stato risolto con successo entro due mesi. Il termine è sintomatico del raggiungimento di un grado di eccellenza che merita di essere rilevato positivamente perché costituisce margine di tempo inferiore di gran lunga rispetto a quello consuetudinariamente necessario per la conclusione di procedimenti d'infrazione o azioni processuali.
Il confronto con il 2009 e il biennio 2006-2008
Nel 2010, i casi affrontati dai centri Solvit sono stati 1.363, in leggero calo rispetto al 2009 quando è stata raggiunta la quota record di 1.540 casi determinata soprattutto dall'alto numero di reclami nel Regno Unito riguardanti il diritto di soggiorno per familiari non-Ue di cittadini europei.
I numeri sono ancora più significativi se rapportati con quelli desumibili dal Rapporto 2009 che offriva un primo bilancio di lungo periodo sulla base delle percentuali di utilizzo relative al biennio 2006-2008 come si evince nel grafico che si riporta.
Volume dei casi trattati 2006-2008

Fonte: Rapporto Solvit
Dai dati era possibile desumere anche il notevole vantaggio economico connesso al risparmio percepito dai ricorrenti stimati (nel solo 2008) a 32,6 milioni di euro (applicabile al 25% di tutti i casi risolti tenendo conto che il calcolo avviene sulla base del costo determinato dalla mancata soluzione del problema).
In ciascuna delle tre principali aree di temi trattati dal Solvit erano conseguiti i seguenti livelli di crescita:
- sicurezza sociale + 20%;
- riconoscimento delle qualifiche professionali + 43%;
- diritti di soggiorno e residenza + 93%.
Già nel Rapporto precedente si rilevava, dunque, che il nostro Paese, insieme a Spagna, Germania, Regno Unito e Francia, registrava il maggior numero di casi trattati raggiungendo un tasso positivo di soluzione dei reclami di circa l'88% superiore alla media comunitaria e al settimo posto su 30 Centri.
Tasso medio di risoluzione dei casi dei centri Solvit nazionali che hanno ricevuto almeno dieci casi nel 2008

Legenda: blu: casi risolti - giallo: casi non risolti - bianco: casi respinti - la linea tratteggiata indica la media europea
Fonte: Rapporto Solvit
Le questioni più problematiche
Tra i casi affrontati da Solvit nel 2010 emerge la difficoltà a esercitare una professione per quei cittadini che si trasferiscono in un altro Paese dell'Ue, spesso vittime di ritardi o peggio di azioni discriminatorie. A titolo di esempio, può essere menzionata la mancata applicazione del termine recato dall'articolo 51 della direttiva 2005/36/EC che prevede, in caso di documentazione incompleta, l'obbligo per l'autorità competente di comunicare al cittadino la necessità di eventuali integrazioni.
Altrettanto paradigmatiche possono essere considerate le questioni relative alla libera circolazione di beni e servizi nell'Ue e la fiscalità in genere.
Volendo entrare nel dettaglio l'elenco delle problematicità consente di imbattersi in questioni sempre più nuove dettate dall'andamento dei mercati. Nel nostro Paese continuano ad essere in costante crescita i casi relativi alla registrazione di veicoli acquistati o immatricolati in un altro Paese Ue. In tale ambito l'intervento del Solvit Italia risulta dirimente per superare le lunghe, complesse e onerose procedure di immatricolazione.
Fornendo aiuto ai cittadini o alle imprese, il Rapporto Solvit evidenzia anche i problemi strutturali e i possibili punti di conflitto tra la legge europea e quella nazionale richiedendo un impegno da parte della Commissione nel sostenere il servizio come valida alternativa alle azioni processuali. In tal senso l'istituzione comunitaria formulerà, nel corso del 2012, specifiche proposte evidenziando i vantaggi che derivano dalla rete di cooperazione amministrativa di soluzione di problemi on line e senza oneri per gli utenti.
Le richieste di intervento
Oltre i casi trattati, la rete Solvit ha ricevuto anche circa 2.500 richieste di intervento che non rientrano nelle sue specifiche competenze. I centri nazionali hanno indirizzato cittadini e imprese verso le autorità competenti o a trovare una soluzione al problema sollevato.
L'Italia con oltre 200 casi trattati consegue, come si diceva, il quarto posto per numero di reclami, preceduta da Regno Unito, Francia e Spagna, ossia i quattro Paesi che rappresentano oltre il 50% dei casi complessivamente affrontati dalla rete SOLVIT, come dimostrano i grafici che seguono.

Fonte: Rapporto Solvit
I casi italiani maggiormente rappresentativi
SOLVIT aiuta una società di rifiuti italiana a continuare ad operare in Polonia - Una società italiana operante in Polonia in quattro discariche ha dovuto chiedere una nuova autorizzazione per continuare ad operare in una delle discariche, per effetto di una nuova legge introdotta nel Paese. L'autorità locale polacca ha rifiutato l'autorizzazione, sebbene fosse stata già concessa dal ministero polacco dell'Ambiente. L'intervento del Solvit ha favorito il dialogo tra le diverse autorità competenti e una risoluzione positiva del caso. L'autorità locale alla fine ha emesso un'autorizzazione che consente alla società di proseguire la propria attività.
SOLVIT aiuta una società del Liechtenstein ad offrire servizi di trasporto denaro e valori attraverso l'Italia - Una società, legalmente stabilita in Liechtenstein, ottiene un contratto di trasporto valori e contanti che prevede l'attraversamento del territorio italiano. Ma le autorità del nostro Paese si rifiutano di autorizzare il servizio sostenendo che la compagnia è stabilita al di fuori dell'Unione Europea. Grazie all'intervento del SOLVIT, il Ministero dell'Interno italiano riconosce che il Liechtenstein fa parte della Area Economica Europea e che deve essere, quindi, trattato alla stregua delle società dell'UE.
SOLVIT aiuta una compagnia danese ad ottenere un rimborso Iva - Una società danese, membro di un consorzio europeo con base in Italia, chiede all'Agenzia delle entrate italiana un rimborso IVA per fatture emesse nel 2007. Nonostante la presentazione della documentazione necessaria, le autorità italiane rifiutano il rimborso. Dopo l'intervento del SOLVIT le autorità italiane esaminano nuovamente la richiesta. Si accerta che il rifiuto era stato determinato dalla scarsa chiarezza della documentazione, da cui non risultava palese che l'acquisto era stato effettuato sul territorio italiano. Grazie al Solvit, l'IVA è stata rimborsata.

Fonte: Rapporto Solvit
La tua Europa-Consulenza
A conclusione un breve sguardo al secondo dei due termini del Rapporto 2010. Il servizio La tua Europa di immediata risposta sui diritti europei durante il 2010, ha ricevuto 12.000 domande la maggior parte delle quali concernenti la sicurezza sociale, i diritti di residenza e i diritti dei lavoratori, da parte degli utenti. Il Rapporto 2010 denuncia un incremento del 15% rispetto al 2009, ossia una lievitazione della fiducia nella rete dei cinquanta esperti provenienti da tutti gli Stati membri impegnati nella resa di spiegazioni e consigli sul mercato unico e sui diritti dei cittadini.
Il vantaggio degli accessi in crescita assume un significato bipolare di notevole efficacia sul piano pratico perché, sulla base delle questioni segnalate, è possibile individuare e studiare le aree tematiche in seno al mercato unico di maggiore criticità che richiedono un intervento di studio da parte della Commissione europea. I dati empirici negativi sono sintomatici del mancato funzionamento ovvero di una crescita difficile e, dunque, prodromici all'elaborazione di strategie mirate attraverso la presentazione di soluzioni politiche e/o legislative.
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