Pedro Solbes, secondo vicepresidente del Governo e ministro dell'Economia e delle Finanze spagnolo, ha illustrato le linee generali della riforma fiscale che sarà portata in Parlamento nell'ultimo trimestre di quest'anno ed entrerà in vigore nel 2007.
La riforma dell'Irpf, Impuesto sobre la Renta de las Personas Físicas, sarà improntata a criteri di semplificazione, neutralità ed efficienza, e verrà sviluppata - ha riferito il ministro spagnolo - secondo "sette linee strategiche": riduzione dell'imposta per i redditi di lavoro dipendente; equità nel trattamento dei benefici fiscali legati alle circostanze familiari e personali; riduzione del numero delle aliquote e contestuale abbassamento dell'aliquota massima; miglioramento del sistema di tassazione delle plusvalenze patrimoniali con l'inserimento di un "minimo esente"; incentivazione e sviluppo dei piani privati di previdenza complementare a favore dei redditi medio-bassi; introduzione di vantaggi fiscali per le assicurazioni de dependencia (a sostegno delle persone non autosufficienti) e mantenimento, con qualche aggiustamento, degli sgravi per l'acquisto della casa di abitazione.
Il ministro Solbes ha annunciato che la riforma dell'Irpf alla quale sta lavorando il Governo mira essenzialmente al perfezionamento del meccanismo di tassazione dei redditi di lavoro, al fine di realizzare una "equità orizzontale dell'imposta" tra le diverse fonti di reddito, in quanto quella del lavoro dipendente è una categoria di reddito che, essendo facilmente controllabile, "sopporta" più delle altre il peso dell'imposizione fiscale.
Il meccanismo di riduzione della base imponibile, già sperimentato negli anni precedenti e arricchito dal 2003 con benefici fiscali a favore di coloro che trasferiscono la residenza per ragioni di lavoro e di coloro che decidono di prolungare l'attività lavorativa oltre il 65° anno di età, sarà ulteriormente affinato secondo criteri che sono allo studio dei servizi tecnici del Ministerio de Economía y Hacienda.
Parallelamente sarà adeguato il carico fiscale alla situazione personale e familiare del contribuente, modificando l'attuale criterio di determinazione dei benefici fiscali, che appare discriminatorio in funzione del livello di reddito. In pratica, il calcolo della riduzione fiscale sulla base imponibile rende il beneficio direttamente proporzionale al livello del reddito, determinando una deduzione più alta a favore dei redditi più elevati, ciò che contrasta con il concetto di equità fiscale che si intende realizzare.
Per quanto concerne il programma di riduzione delle aliquote dell'Irpf, il ministro spagnolo ha precisato che esso si inserisce in un contesto di sviluppo economico che ha visto, all'interno dei paesi dell'Ocde (l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) una progressiva diminuzione del numero delle aliquote fiscali, che verranno ridotte anche in Spagna dalle attuali cinque a tre o quattro, contestualmente alla diminuzione dell'aliquota più alta, che attualmente è pari al 45 per cento, notevolmente superiore a quella media dei paesi dell'Ocde, pari al 40,7 per cento.
Il sistema di riforma dell'Irpf, indirizzato - come ha affermato il ministro Solbes - alla realizzazione di un'imposta "più semplice e al tempo stesso più equa", era uno degli obiettivi principali del programma fiscale con il quale il Psoe (Partido Socialista Obrero Español) ha vinto le elezioni politiche del 14 marzo 2004, unitamente al piano di prevenzione della frode fiscale (cfr. G. Ciliberto, "http://www.fiscooggi.it/reader/?MIval=cw_usr_view_articoloN&articolo=138... " class="blank">Spagna, 300 misure per contrastare l'evasione", in FISCOoggi del 1° marzo 2005) che è già stato trasformato in un progetto di legge che, nelle previsioni del Governo, dovrebbe essere anch'esso approvato nell'ultimo trimestre dell'anno in corso.
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